Dopo essere arrivato al Torino a gennaio, Cristiano Biraghi stavolta ha cominciato sin dal ritiro la stagione con i granata
Meno di un anno con la maglia granata addosso ma da subito titolare, fin dal suo arrivo. Con la squadra a Prato Allo Stelvio Cristiano Biraghi sta preparando la nuova stagione.
La conferenza stampa
Come sta andando questa prima parte di ritiro?
“Stiamo lavorando, mettendo il carico sulle gambe e iniziando a lavorare sui concetti dell’allenatore. Ognuno ha i suoi principi ed è bene assimilarli. Siamo contenti nonostante la stanchezza”.
Sono partiti giocatori centrali per il progetto come Ricci, Elmas, sarà così per Milinkovic Savic: come vede la squadra a meno di un mese dal debutto?
“Inevitabile che ci siano delle situazioni di mercato, siamo abituati a questo, l’importante è pensare a chi c’è e lavorare con chi c’è, fare il massimo. Non deve essere un pensiero nostro entrare nelle dinamiche di mercato, lo sappiamo tutti che quando c’è il mercato è così. Alla fine la cosa più importante è lavorare bene sul campo e dare il massimo, tutti saremo utili da qui alla fine dell’anno, dobbiamo pensare a fare bene, specie per mettere benzina ma pure a livello di campo per apprendere le idee dell’allenatore”.
Le differenze con Baroni nelle due fasi, offensiva e difensiva?
“Il modulo è quello con cui abbiamo chiuso, stiamo lavorando molto sui principi che ci serviranno, sul palleggio, stiamo lavorando sulle varie fasi di gioco e mettendo dentro concetti. Mi piacciono molto le idee, alla fine per apprendere tutto bene bisogna lavorare tanto in campo e lo stiamo facendo molto bene”.
La squadra ha la mentalità per arrivare all’Europa?
“Un percorso lungo, non dura un mese o due mesi, ora siamo in una fase in cui la mentalità è ottima ma fino a che non iniziano le partite non sappiamo. Non credo sia giusto verso i tifosi dire che andremo in Europa per poi non andarci. Dobbiamo fare meglio dello scorso anno, quello è importante, fare meglio vuol dire che hai fatto uno step. Non abbiamo chiuso bene lo scorso anno e ci prendiamo la responsabilità come è giusto “.
Ha detto che la responsabilità è vostra ma ha pagato come capita nel calcio l’allenatore. Se lo aspettava l’esonero?
“Nel calcio paga spesso l’allenatore, prendersi la responsabilità è pure venire qui e dirlo, questa me la prendo io e ammetto che nell’ultimo mese e mezzo non abbiamo fatto quello che il Torino deve fare. Sul cambio di allenatore sono scelte della società, siamo qui e daremo il massimo a prescindere da chi c’è e chi non c’è. Siamo partiti con entusiasmo e voglia di migliorare per raggiungere l’obiettivo”.
L’Arabia si è inserita con forza portando via anche il centravanti della Nazionale: ne parlate tra voi di questo?
“Non ho mai guardato ai soldi, non posso dire che giocherei gratis perché è il mio lavoro, per me conta altro. Ma questo è quello che penso io”.
Cosa vi chiede Baroni?
“Baroni vuole un calcio di possesso, non passivo, vuole che teniamo la palla. Richieste particolari a me no, ho avuto tanti allenatori e alcuni giocavano anche come Baroni, mi sono adattato bene”.
Sei stato confermato dopo i sei mesi positivi: come è stato questo tuo adattamento a Torino?
“L’adattamento bene, mi sono trovato bene, conoscevo tanti ragazzi quindi è stato più facile. Venivo da una realtà diversa e sono stato lì tanto tempo, già dallo scorso anno sono stato accolto bene e mi hanno fatto sentire subito a casa, l’unica cosa mi mancava la mia famiglia perché è stata a Firenze ma ora verranno loro a Torino”.
Come ti trovi in città?
“L’ho vissuta poco perché non avendo la famiglia stavo molto al campo o a casa, però devo dire che mi piace il centro, la cucina, si trovano bene anche i miei. Posso vivere ovunque ma basta che stia bene la mia famiglia. Ho detto che la mia decisione sarebbe stata presa anche in base alla mia famiglia, l’ho detto subito al direttore. E così poi è stato”.
Lei, Zapata, Vlasic e Maripan siete dei punti di riferimento
“Sono stato capitano a Firenze, non si è mai in grado pienamente di fare una cosa, mi è sempre piaciuto aiutare compagni e società a crescere, quindi non è un peso, poi abbiamo anche Vlasic, Maripan, Zapata, servono giocatori così. Dobbiamo farlo bene perché a livello di mentalità tanto passa da noi quindi è una responsabilità che ci prendiamo, abbiamo le caratteristiche per farlo anche al di fuori della domenica. Ho detto al direttore che avrebbero preso uno che avrebbe rotto le p***e per ogni situazione, non sto stare zitto ma sempre per il bene del gruppo”.
In cosa vorrà aiutare di più la squadra in questa stagione?
“Queste settimane servono anche me per capire dove puntare il dito, quando arriveremo a un mese e mezzo dalla fine non si potrà fare come l’anno scorso. Non è giusto per la piazza ma nemmeno per noi che stiamo al campo a lavorare e poi la domenica… Come quando ti prepari per un esame, studi e poi arrivi all’esame e lo stecchi 4-5 volte vuol dire che allora non va bene. Bisogna sempre onorare tutti: presidente che ti paga, tifosi che pagano il biglietto, non puoi fare certe prestazioni, non è corretto. Abbiamo fatto figuracce…
Vi siete chiesti perché?
“Quando succede in generale non c’è mai una verità, altrimenti il problema sarebbe sistemato subito, dopo una partita. Ognuno ha la sua visione, però non è facile trovare la soluzione. Quello che è sacro è il lavoro sul campo, se non ti riesce un passaggio lo devi fare 50 volte”.

Parliamo piuttosto di Serie B che è meglio… #cairovattene
Parla discretamente, giocasse uguale…
In realta’ non gioca male, anzi!
Ottimo per boccolani coprofagi accontentisti come te, vi fate andare bene tutto e tutti
Scimmio non so, ma Io non mi faccio andare bene tutto
Io sono strafelice perchè siamo super contesi e ricercati
Giusto ?
Visto con chi si allena ha capito che se va bene quest’anno non si va in b…