Cairo sulla ripresa del campionato dopo coronavirus

Cairo: “Campionato non oltre il 30 giugno, ma non si deve riprendere per forza”

di Giulia Abbate - 26 Marzo 2020

Il presidente del Torino Urbano Cairo sulla ripresa delle attività:Gli allenamenti? Se non ci si può allenare tutti, non ci si allena”

E’ tornato a parlare in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, il presidente Urbano Cairo, tornando ancora una volta sulla questione campionato e l’idea, proposta dall’Uefa, di giocare addirittura oltre il 30 giugno: “Quando si vive un momento come questo non si può parlare di sport, calcio, calendari, staccandolo da ciò che sta passando il Paese. Bisogna essere realisti, capire cosa si potrà fare e a cosa invece si dovrà rinunciare. Dovremo ripartire, certo, e il calcio dovrà essere un motore di questa ripresa ma tenendo presente prima la salute, poi il futuro. Perché una stagione purtroppo è stata rovinata, ma dobbiamo stare attenti a non rovinare anche la prossima. Il calendario purtroppo non lo decidiamo noi ma l’evolversi della situazione, la propagazione, stabilizzazione, diminuzione del virus. Oggi tutte le ipotesi rischiano di essere fittizie. In ogni caso è giusto provare a stabilire degli scenari ma la voglia di concludere la stagione non può in ogni caso spingerci troppo oltre con le date”.

Cairo: “Il 30 giugno è un termine invalicabile”

E proprio il 30 giugno, per il patron granata Cairo sembra l’unico termine possibile per il campionato: “Ritengo che il 30 giugno sia un limite invalicabile oltre il quale giocare sarebbe sbagliato. Stiamo vivendo sulla nostra pelle e senza colpa la rovina di questa stagione, ma non rischiamo di rovinare anche la prossima, perché quella si, sarebbe una responsabilità nostra. Abbiamo spostato gli Europei, ci sarà una stagione congestionata dai calendari, dobbiamo stare attenti. Dovrà essere una stagione di ripartenza sotto tanti punti di vista e non dobbiamo rischiare di rovinarla“.

La proposta dell’Uefa di giocare oltre al 30 giugno? “Mi sembra una ipotesi che rischia di complicare le cose. Stiamo parlando di riprendere a giocare senza conoscere pienamente i rischi a cui potrebbero essere sottoposti tutti i componenti che girano intorno a una squadra. E giocando sempre a porte chiuse“.

Il presidente del Torino: “Si ricomincia tutti insieme”

Il presidente del Torino ha poi affrontato anche il tema allenamenti: “Siamo chiari: finché non ci si può allenare tutti, non ci si allena. Inutile fare previsioni e corse in avanti sostituendoci ai virologi. Che senso ha porre delle date adesso con alcune zone del Paese in piena lotta contro il virus? Una cosa deve essere certa: ci si ricomincia ad allenare tutti insieme. Non sono ammessi interessi di bottega“.

E Cairo torna anche sull’idea di tagliare gli stipendi ai calciatori: “Sono d’accordo. Prima ancora di prendere la calcolatrice ai giocatori va chiesta un’analisi intelligente e lungimirante della situazione. Se il sistema va in crisi ne pagano le conseguenze anche loro. Fanno parte del mondo del calcio è richiesto anche a loro un contributo per superare questo momento difficile. D’altra parte non si stanno allenando, non stanno giocando, in molti casi hanno lasciato l’Italia per tornare a casa loro, dalle proprie famiglie, è normale rinunciare a qualcosa. Aiuti dal Governo? Girerei il concetto. Il calcio deve aiutare il Paese a ripartire da un punto di vista anche sociale, emotivo. Dobbiamo dare il nostro contributo, è giusto essere messi nelle condizioni di poterlo dare. Il ritorno ala normalità è importante, il calcio sarà un motore. Ma quel motore va acceso e serve l’aiuto di tutti“.

Sulla questione diritti Tv: “Ci sono dei contratti. Non conosco ogni comma e ogni articolo. Vanno esaminati. Ragioneremo con i broadcaster per trovare la soluzione più logica. Con l’obiettivo comune di salvaguardare il sistema”.

Cairo: “Più produttivo pensare che non si possa finire”

Ai microfoni di Sky Sport, Cairo ha poi aggiunto: “Non possiamo giocare a tutti i costi mettendo a repentaglio la salute di chi gioca e lavora o dei tifosi. Per finire entro giugno bisognerebbe riprendere con gli allenamenti entro metà aprile per ripartire a maggio. Onestamente mi sembra più produttivo ipotizzare che non si possa finire il campionato. Classifica? Non so quale sarebbe la soluzione, bisognerebbe discuterne in Lega e in Figc. In Lega c’è più coesione rispetto al passato”.

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mas63simo
mas63simo
8 mesi fa

Rinunceranno alle vacanze x finire il campionato.

Ultrà
Ultrà
8 mesi fa

in Lega c’è più coesione…nel chiedere al Governo…aiuti…nel ripristinare e riconoscere ai club le percentuali dalle agenzie di scommesse…nell’istituire un nuovo totocalcio…come per dire il calcio deve essere motore coi soldi dei giovani e dei vecchi…pay tv…scommesse e totocalcio…

urto (andrea)
urto (andrea)
8 mesi fa

E’ un Gran presiniente