Falque, l’oro del Torino: Mazzarri ha ritrovato il suo punto fermo

di Francesco Vittonetto - 22 Ottobre 2018

A Bologna, nel 2-2 del “Dall’Ara”, Falque è stato il migliore del Torino: Mazzarri riabbraccia il suo estro. In attesa di Belotti e Zaza

Il movimento, alla fine, era quello consueto. A rientrare, per sfoderare il fioretto tirato a lucido durante la sosta. Eppure il colpo con cui Iago Falque ha portato avanti il Torino sul campo del Bologna di Pippo Inzaghi ha in sé la potenza dell’artista. Che il consueto si propone invece di sovvertirlo e renderlo capolavoro irripetibile. Helander, il diretto marcatore, non gli ha concesso un centimetro. Sapeva che, qualora quel sinistro fosse partito, per i colori rossoblù sarebbero stati dolori. Con astuzia da judoka, però, lo spagnolo ha portato l’aggressività dell’avversario a proprio favore, appoggiandosi passo dopo passo su di lui prima di calciare in caduta. Un piattone uncinato che è sceso a goccia alle spalle di Skorupski.

Falque, un gol e un assist in Bologna-Torino 2-2

Pennellata fugace, vantaggio illusorio. Che diventa doppio ad inizio ripresa. Protagonista ancora Falque, poco prima sprecone su un pallone vagante all’altezza degli undici metri, ma poi decisivo: scippo a Nagy sul lato corto dell’area di rigore e servizio a Baselli, che coglie il 2-0 con il piattone. Un gol, il primo in stagione, e un assist. “Il mio gol più bello forse”, dirà il 14 di Vigo nel dopogara. Peccato che alla fine il Toro debba recriminare per una vittoria sfuggita in maniera improvvisa ma irreparabile. Peccato soprattutto perché, per dirla alla Iago, “col pari è tutto meno bello”.

Si lecca le ferite, il Torino di Mazzarri. Il miraggio delle tre vittorie consecutive se l’è portato via la tempesta del “Dall’Ara”, che in campo ha assunto le sembianze del cinico Santander e del grintoso Calabresi, autori del rimontone felsineo. Delude sul lungo, la squadra granata. Regge eccome, invece, Falque. L’ex Genoa resta in campo 90’ confermando le buone sensazioni di WM alla vigilia e brinda nel migliore dei modi al rientro dopo lo stop di Udine. Con lui ad inventare fra le linee, la fase offensiva si fa più dinamica e imprevedibile, soprattutto nel primo tempo: i movimenti a destra gli garantiscono assoli che riescono il più delle volte, il sovraccarico sulla mancina gli permette di duettare egregiamente con il connazionale Berenguer.

Mazzarri si gode Falque, ma aspetta Belotti e Zaza

Per Mazzarri e il Torino, Falque è imprescindibile: e non lo si scopre certo nel beffardo pomeriggio emiliano. Il suo rientro è una benedizione. Ora al folletto iberico manca solo più una spalla da bombardare di assist. Il Belotti visto a Bologna era condizionato dal problemino fisico che lo ha fermato due giorni fa – e comunque ha sulle spalle un avvio di stagione non certo positivo -, Zaza veniva dal piccolo infortunio patito in Nazionale che ne ha rallentato il cammino verso il top della forma. Il 9 e l’11 dovranno mettersi sotto, in vista delle Fiorentina. Sarebbe deleterio, d’altronde, non approfittare di un Falque così.