La contestazione alza il livello, la squadra crolla senza lottare: si aspetta solo la fine dell’ennesima stagione senza obiettivi

La sensazione che la stagione sia già finita con almeno tre mesi d’anticipo non è nuova da queste parti perché è quello che ormai succede da anni, al di là di qualche pseudo rincorsa europea al sesto o al settimo posto a cui non ha mai creduto nessuno, soprattutto i giocatori. Il Torino, Cairo, l’ambiente, i tifosi, i risultati: siamo ad un punto di non ritorno. Ormai riesce difficile credere, pensare o anche solo sperare che si possa ricucire, come tempo addietro auspicava lo stesso patron. Siamo ben oltre. Quanto andato in scena ieri, di fronte ad una Maratona semi deserta, a uno stadio praticamente silenzioso, ai Torino Hooligans sotto la tribuna a gridare e a cantare contro Cairo, presente lì nella sua solita postazione, sintetizza la distanza abissale che ormai esiste tra la proprietà e il tifoso del Toro. Non solo, perché mentre fuori si consuma una contestazione di cui è difficile vedere la fine, in campo – di domenica in domenica – di dramma se ne consuma un altro, sportivo, perché questo Torino è una squadra che chiaramente spera solo che la stagione finisca il prima possibile, magari senza la necessità di dover lottare per non retrocedere. Ci mancherebbe altro, pure il fastidio di dover vincere tre o quattro partite? Figuriamoci. Meglio il più discreto limbo, quello per cui non rischi niente ma neppure vinci niente, quello che se le cose vanno male “Pensiamo a lavorare” e se invece vanno bene “La squadra ha reagito”. Il limbo che al massimo si può permettere Marianucci, un giocatore che tanto fra tre mesi sarà distante anni luce da Torino pronto a riprendere la sua vita. O Baroni, ieri per la prima volta davvero fischiato e contestato da quei pochi presenti allo stadio (quanti? Non si sa: non esiste un dato ufficiale, non è stato comunicato), un allenatore che aspetta il mese di maggio come i bambini aspettano Babbo Natale. Per raccogliere tutto e andare via, altrove, il più lontano possibile. Tutti corrono veloce verso la fine di un’annata insulsa: quando finiranno di riempirsi la bocca con belle parole, però, qui resteranno solo le macerie.

Urbano Cairo
Urbano Cairo
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ultimo aggiornamento: 16-02-2026


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Sogno granata
4 giorni fa

Vai che quest’anno fai l’en plein: retrocessione prima squadra e primavera, grande pves !

1000117398
Filippo Bull
4 giorni fa

Ora viene il bello………. l’ unica cosa per così dire positiva che il campionato nn è finito,ora c’è un obbiettivo da raggiungere ma con Mutoni la vedo molto,molto,ma molto dura. ……..

GK 72
GK 72
4 giorni fa

È la tempesta perfetta…il succo di queste 20 stagioni in cui non si è voluto fare niente per fare crescere questo Toro anzi, è stato spremuto, usato, vilipeso, sfruttato,per interesse personale e di conseguenza di chi è stato complice di questa vergognosa gestione.E’ stato tutto scientemente voluto, architettato e vergognosamente… Leggi il resto »

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