La conferenza stampa del presidente granata per la presentazione del nuovo allenatore del Torino Roberto D’Aversa

A meno di 24 ore dal cambio di allenatore, il presidente Cairo presenta il nuovo tecnico del Torino Roberto D’Aversa. L’ex tecnico dell’Empoli ha firmato fino al 30 giugno con l’obiettivo di portare i granata in salvo.

La conferenza stampa

“Ho seguito il suo percorso al Parma, i campionati in Serie A, è un mister che ho seguito con apprezzamento. Un piacere lo è ma non lo è quando come in questo caso si è qui ad annunciare l’esonero di un mister. Quello è un dispiacere e ti lascia rammarico perchĂ© quando c’è un esonero tutti sono responsabili. Ho apprezzato Baroni come persona e rispetto alle immagini che dĂ  è molto piĂą determinato di quello che sembra. Le cose non sono andate bene come avremmo voluto ma il tema di oggi è presentare il nuovo mister”.

Un bilancio di quella che è la situazione? Come è maturata la scelta?
“Quando cominci un campionato e fai una campagna acquisti con un certo tipo di gioco e poi ti trovi in corso d’opera ad accorgerti che mancano certi giocatori e poi cambi in corsa facendo altre scelte ovviamente la partenza è giĂ  zavorrata. Devo dire che siamo riusciti dopo un inizio horror a San Siro a fare meglio, abbiamo fatto una vittoria a Roma mettendoci a tre, poi siamo incespicati, poi è arrivato un buon filotto. Solo un mese e mezzo fa a Roma in Coppa abbiamo fatto una buona partita… Tutto questo è il bilancio che faccio di una partenza falsa, di correzioni, recuperi, un poi di up and down”.

Quanto la situazione ambientale può avere inciso nel rendimento?
“L’ambiente non è dei piĂą favorevoli, la squadra deve trovare la forza e la motivazione per cambiare le cose, per farsi appoggiare dai tifosi che lo hanno fatto tanto in passato. Il nostro è un tifo pazzesco. Ricordo sempre il Mantova in B dopo una cavalcata incredibile, ricordo quell’allenamento a Borgaro con 2500 tifosi. Un po’ quello che ha fatto il Genoa con i suoi 30 mila scatenati a Marassi. Mi spiace che non avvenga qui ma siamo noi che dobbiamo ribaltare tutto”.

Il Torino non ha fatto lo scatto, lei ha sempre voglia di continuare o prende in considerazione l’idea di cedere?
“La contestazione la vedo e la sento, oggi per quello che mi riguarda è fare le cose con responsabilitĂ , nel momento in cui sei il presidente di una societĂ  importante come il Toro devi farlo, passare in mezzo alle fiamme e cercare di spegnere il fuoco. Dopo il resto è relativo, quando verrĂ  e se verrĂ  lo diremo. Io per quel che mi riguarda nelle difficoltĂ  sono abituato a cercare ogni risorsa, non è una cosa che mi dĂ  scoramento, mi dĂ  maggiore determinazione e voglia di fare bene. Ho una responsabilitĂ  importante, di fronte a 1 milione di tifosi che tifano Toro, debbo onorare l’impegno quando va male e quando va bene. Ricordo solo che nei tre anni di Juric ci siamo giocati l’Europa fino all’ultima partita, non buttiamo tutto in maniera poco costruttiva perchĂ© non è quello che aiuta”:

C’è stato un esonero di un ds e poi di un allenatore, un fallimento sportivo: c’è la voglia di scusarsi di fronte quei tifosi?
“Sicuramente il fatto di essere qui a presentare un nuovo mister è il segno di un percorso che è andato non come avremmo voluto, ci sono delle scuse implicite, sono massimamente dispiaciuto perchĂ© si era partiti con altre prospettive, avevo fatto investimenti non piccoli. Come sempre a volte ci sono giocatori che fanno benissimo in alcune squadre e poi meno, dipende In che condizioni vengono messe, chiaro che mi scuso con i tifosi, accetto le critiche e le contestazioni, quando ti esponi sai che ci possono essere applausi e contestazioni, c’è la volontĂ  di invertire la rotta e correggere gli errori fatti, siamo concentrati per correggere gli errore e fare meglio”.

NovitĂ  sullo stadio?
“C’è un lavoro sotto traccia, mi sta aiutando Bellino che si è occupato pure del Robaldo, per capire se riusciremo a trovare un punto di intesa. Il Robaldo ha avuto dei ritardi iniziali e intoppi ma ormai siamo in dirittura d’arrivo”.

Quindi sta pensando di comprare lo stadio?
“Stiamo valutando la situazione dello stadio, la situazione legata allo stadio così com’è, le manutenzioni straordinarie che vanno fatte, il progetto che potremmo avere per come cambieremo lo stadio, è una valutazione complessiva per arrivare a una offerta. Si tratterĂ  di capire quali saranno le formule per l’acquisto, ma stiamo lavorando per conoscere lo stadio in tutti i suoi aspetti per valutare l’investimento da fare per capire come lo vorremmo far diventare. Si arriverĂ  poi ad una offerta”.

Cosa manca per avere il Museo al Filadelfia?
“C’è una Fondazione che possiede il Filadelfia, abbiamo dato un contributo come Fondazione Mamma Cairo e abbiamo fatto mille altre migliorie per il Fila. Per il resto so che la Fondazione ha risorse in cassa e potrebbe procedere e fare parte di quello che manca al Fila, non so perchĂ© non lo facciano ma loro hanno il titolo per farlo ed è la Fondazione che deve operare per il Museo. Il tema Museo ovviamente se noi dovessimo acquistare il Grande Torino potremmo pensare se non si andasse avanti col Museo al Fila, potremmo farlo al Grande Torino, come tanti grandi club”.

Non è tardi per fare queste valutazioni sullo stadio?
“Il Comune si è detto disponibile a vendere lo stadio solo a gennaio quando le ipoteche sono cadute”.

No, il sindaco ha parlato di luglio 2025…
“Non è così’, le ipoteche ora sono state tolte e lo stadio è disponibile per la vendita, abbiamo incontrato il sindaco e stiamo facendo le valutazioni. C’è un tema di perizia che non c’era”.

Lei si vede ancora presidente del Torino, è disposto a venderlo? L’acufene era peggiore quando c’erano 25 mila o peggio ora con 5000. Abbiamo bambini e nonni che non hanno voglia di seguire il Torino. Il fallimento progettuale e sportivo c’è. Ha dato un mandato di vendita del Torino?
“Per quanto riguarda gli allenatori abbiamo avuto Ventura per 5 anni, Juric per 3, Mazzarri per 2 anni. Tre allenatori in 10 anni. A volte i cambi si fanno perchĂ© vanno fatti. Se mi vedo o meno presidente del Torino? Ho giĂ  detto che ero disponibilissimo a mettere in vendita il Torino in caso ci fosse stato qualcuno piĂą bravo di me. Ad oggi non ho avuto offerte, ho dato una disponibilitĂ  ma nessuno ha detto Eccomi qua questa è la mia offerta. PiĂą che dirlo pubblicamente a considerare una vendita non so cosa fare. Il Toro che ho preso io era ben diverso, non era il Toro dello scudetto ma aveva problemi enormi, non capisco questo disfattismo”.

Se per lo stadio non ci fossero le condizioni, si sta valutando altro?
“Io spero che invece sia possibile fare un accordo col Comune che sia proficuo, a questo stadio siamo legati, è intitolato al Grande Torino, è storico per Torino, saremo ben felici di trovare una soluzione, non diciamo che non lo vogliamo. Lavoriamo per un’offerta che tenga conto di quelli che sono gli investimenti. L’obiettivo è trovare un accordo col Comune”.

Roberto D’Aversa

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ultimo aggiornamento: 24-02-2026


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Sogno granata
12 secondi fa

Piano piano l’impero del mandrogno si sgretola….. Bene così

1000121786
limp
limp
20 minuti fa

Bugiardo
Ciaparat

Vergognati

Peter-Noster (Luigi Di Liberto aka Dilling)
Peter-Noster (Luigi Di Liberto aka Dilling)
46 minuti fa

“…in cui sei il presidente di una societĂ  importante come il Toro devi farlo, passare in mezzo alle fiamme e cercare di spegnere il fuoco.”
Bravo, metti 2 boy guard con estintore sempre pronto, ma fa attenzione automobile hai una malaugurio finche non vendi.

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