Dopo un lungo recupero, il capitano ha ritrovato continuità e gol: il Toro si affida alla sua esperienza
Il brutto infortunio, il lungo recupero, il ritorno in campo e, infine, il rientro a pieno regime. A un anno e mezzo da quella sfida contro l’Inter del 5 ottobre 2024 che gli costò la rottura del legamento crociato, Duván Zapata sembra essere tornato ai suoi livelli.
Il recupero è stato lento e complesso, condizionato anche dall’età e dalla struttura fisica imponente del colombiano, e lo ha tenuto lontano dal campo per molto tempo. Anche il rientro a inizio stagione, a dire il vero, aveva lasciato qualche dubbio: i tifosi si chiedevano se avrebbero mai rivisto lo Zapata dominante a cui erano abituati.
Le tappe del ritorno del colombiano
Il ritorno in campo contro la sua ex Atalanta il 21 settembre, il primo gol l’8 dicembre contro il Milan e le reti segnate contro Lazio e Parma dopo l’arrivo di D’Aversa in panchina rappresentano le tappe fondamentali della sua personale risalita. Un percorso lungo e tortuoso, che avrebbe potuto comprometterne seriamente la carriera, ma che oggi sembra avviarsi verso la fase conclusiva.
Le marcature contro biancocelesti ed emiliani, in particolare, hanno rappresentato i primi segnali di continuità, sia nelle prestazioni che sotto porta. Un segnale incoraggiante che, unito a un atteggiamento di squadra diverso rispetto alla gestione precedente, contribuisce a riportare fiducia in vista del delicato finale di stagione.
Il Toro si aggrappa al suo capitano per il rush finale
Zapata, da capitano, resta il volto del Toro: ritrovare il suo contributo in termini di gol e presenza offensiva può fare la differenza, anche considerando il buon apporto di Simeone, che – al netto di qualche problema fisico – sta dando il suo contributo.
Il colombiano, che domani spegnerà 35 candeline, sia avvia inevitabilmente nella fase finale della carriera. L’infortunio gli ha sottratto tempo prezioso, ma la sensazione è che stia provando a riprenderselo con determinazione.
Durante la pausa per le nazionali ha sfruttato il tempo al Filadelfia per lavorare intensamente e proseguire nel suo percorso di crescita in vista del rush finale. Il futuro in maglia granata, anche per ragioni anagrafiche, resta tutto da scrivere. Ma c’è una salvezza da conquistare e una stagione da chiudere con dignità: per riuscirci, il Toro ha bisogno del miglior Zapata.
