Abbiamo chiesto ad alcuni Toro Club il loro parere sulla contestazione del 4 maggio a Superga e sul futuro di D’Aversa

A seguito della contestazione andate in scena nei confronti del Torino in occasione della commemorazione del 4 maggio a Superga, abbiamo chiesto ad alcuni rappresentanti dei Toro Club Pesaro, Milano, Vercelli e Maremma Granata la loro opinione su quanto avvenuto, ma anche il loro pensiero sul futuro di D’Aversa.

Le interviste ai Toro Club

Cosa pensa della contestazione avvenuta a Superga?

Mario Patrignani (Toro Club Pesaro)
“Quando la tifoseria è provocata fino all’inverosimile può reagire anche in modo anomalo, però io il 4 maggio a Superga c’ero e non ho visto una grande contestazione. Sì, ho sentito qualche fischio, per pochi secondi, nei confronti di qualcuno. Invece ho sentito da parte della tifoseria importante un coro di scherno per la squadra di adesso e di amore per gli Immortali: ‘C’è solo il Grande Torino…’. Qualche fischio l’ho sentito, ma pochi rispetto all’anno scorso. Superga è il luogo del ricordo appassionato: uno va lì quasi soffrendo per quel grande lutto che ci è capitato. Non si va a fare cori da stadio, ad applaudire e a chiedere selfie ai giocatori, quello è un luogo sacro. Mentre fuori c’era una rappresentazione discutibile, in chiesa la compostezza totale mentre veniva suonato “Quel giorno di pioggia”. Quella è la commozione, l’amore per quella squadra”.

Giorgia Bascioni (Toro Club Milano)
“Io sono dell’idea che a Superga conti solo quello che è successo quel 4 maggio e non quello che sta facendo la squadra in questo momento. Si era lì per un’altra motivazione, contestare i giocatori in quel momento… io capisco perché siamo tutti frustrati e stanchi di questa situazione, però forse non era Superga il posto in cui si doveva contestare. Non sono propriamente d’accordo”.

Stefano Grolla (Toro Club Vercelli)
“Di base no. Diciamo che quest’anno una persona non avremmo voluto che salisse e non è salita… Mi sembra chiaro che la gente granata sia stufa della situazione attuale, quindi io sono d’accordo con la contestazione a Cairo. La contestazione squadra invece l’ho trovato abbastanza fuori luogo, dal momento che i giocatori vanno e vengono: molti penso non sappiano neanche cosa sia Superga o la storia del Toro. Manca la figura di un dirigente che spieghi ai giocatori dove sono finiti quando arrivano, potrebbe essere un valore aggiunto per noi. I giocatori sono lo specchio della società. Superga è un luogo sacro per tutti noi”.

Damiano Nitti (Toro Club Maremma granata)
“Superga sappiamo tutti cosa rappresenta per noi: è un luogo tragico, di ricordo e di commozione. Non è forse il posto più adatto per contestare , però la squadra, per come si è comportata recentemente in campo, per le ultime prestazioni e una serie di atteggiamenti, non ha fatto nulla per impedire una situazione del genere. Io sono stato a Superga la mattina, se fossi stato lì al pomeriggio forse li avrei contestati anche io. Al momento del ricordo no: quel momento merita silenzio e rispetto, però all’arrivo e alla partenza del pullman far sentire ai giocatori che non siamo contenti di loro, questo sì”.

Pensa che D’Aversa meriterebbe la conferma per la prossima stagione?

Mario Patrignani (Toro Club Pesaro)
“Sicuramente con Baroni saremmo andati in Serie B, mentre D’Aversa ci ha dato dignità e ha fatto capire ai giocatori dove si trovavano. Ho visto una squadra più tonica. In quei 20 minuti del secondo tempo contro l’Inter è stato un Toro apprezzabilissimo. Rimane o non rimane è sempre la stessa storia, ma sono i ragazzi che non sanno cosa sia il Grande Torino, sono qui di passaggio. La società che non ha niente di granata, come può trasmettere un minimo di passione a questa gente? Servirebbero persone che insegnino cosa è il Toro, perché altrimenti si rischia di sparire. Se non si predica cosa è il Toro, siamo finiti. Per questo è urgente un cambio di società”.

Giorgia Bascioni (Toro Club Milano)
“Secondo me il mister ha fatto bene da quando è arrivato, ha dato forse una sferzata di motivazione e di energia. Ha messo i giocatori nel proprio ruolo, senza cambiare molte volte la formazione. Forse la riconferma se la sarebbe anche meritata. Poi magari uno spererebbe in un allenatore con una carriera alla Sarri, con esperienze in squadre che non lottano solo per non retrocedere, ma con squadre che hanno qualche ambizione in più. Se l’allenatore fosse messo in condizioni dal presidente di operare dall’inizio, di scegliere lui i giocatori, potremmo magari ambire a qualcosa di più”.

Stefano Grolla (Toro Club Vercelli)
“Sì, D’Aversa merita la conferma sicuramente. Il fatto è che a Torino possono venire anche Klopp e Guardiola insieme, ma tutti gli anni saremmo a fare sempre le stesse discussioni. Prima di lui Vanoli, che non meritava di essere cacciato via, prima ancora Juric. Personalmente quest’anno pensavo che rischiassimo di finire giù o quanto meno nella lotta salvezza. D’Aversa ha comunque dato una bella raddrizzata e alla fine ha portato a casa quello che doveva, anche perché in pochi avrebbero accettato un contratto di sei mesi: quindi tanto di cappello all’uomo e all’allenatore. Gli sono andate bene un paio di partite, che a Baroni, al di là di tutti i limiti, erano girate male. Sembra una persona che, almeno per quello che sappiamo noi, ha fatto il suo lavoro degnamente. Sono vent’anni che stiamo a discutere sull’allenatore ma siamo sempre lì: il problema è alla base”.

Damiano Nitti (Toro Club Maremma granata)
“Sicuramente ha fatto meglio di Baroni, ha più grinta. Quando è stato chiamato D’Aversa non avevo tanta fiducia in lui, invece ha dimostrato coi fatti di saper sistemare un po’ la squadra: le vittorie sono arrivate e anche le prestazioni, a livello di grinta, sono arrivate. Alla fine è questo ciò che interessa: vogliamo che i giocatori diano il massimo e che l’allenatore li sproni. Si meriterebbe la conferma dal mio punto di vista, con una squadra migliore di questa e potendo lavorare fin dall’inizio con i giocatori. Ma finché non cambia il presidente… potrebbe arrivare anche Klopp, ma se gli dai dei giocatori non all’altezza…”.

Roberto D’Aversa, head coach of Torino FC, looks on prior to the Serie A football match between Torino FC and Hellas Verona FC.


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ultimo aggiornamento: 07-05-2026


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Fandango
Fandango
3 giorni fa

Il comunicato sullo stadio vuoto,definisce il personaggio e chi lo difende. Che poveraccio.

Fandango
Fandango
3 giorni fa
Reply to  Fandango

Perfettamente in linea con l’esperimento sociale,stile mafioso.

guidone
guidone
3 giorni fa

chissenefrega di tante parole,solo una cosa conta…il mandrogno via dal Toro!!

madde71
madde71
3 giorni fa

spedale ne esce male,legga gl’interventi pma di scrivere l’articolo,di norma si fa cosi

Berggreen
3 giorni fa
Reply to  madde71

Sarebbe il minimo

VIDEO / Ossola: “Grande Torino, un’eredità importante. Mio padre? Ha segnato per 8 domeniche consecutive”