Le parole di Giancarlo Camolese, ex giocatore e allenatore del Torino, sul derby e sullo scudetto del ’76
Alle spalle la celebrazione del cinquantenario dello scudetto, di fronte un derby che chiuderà la stagione. Giancarlo Camolese ha vissuto da ragazzino quel 16 maggio del 1976 così come da allenatore ha affrontato derby che hanno fatto la storia, come quello del 3-3.
L’intervista a Camolese
Una giornata emozionante quella dedicata ai 50 anni dello scudetto: che ha provato?
“Si assolutamente poi, insomma, quei giocatori erano i miei idoli perché avevo 15 anni e tante volte abbiamo fatto il raccattapalle e poi abbiamo avuto, anche, il piacere di giocare con loro. Quindi oggi è bellissimo essere qui a festeggiare un gruppo di giocatori e di uomini che hanno fatto tanto per il Toro.
Cosa ricorda di particolare di quel giorno?
“Innanzitutto ricordo è di una squadra modernissima che giocava un calcio completamente diverso rispetto alle altre, un calcio, quello di Radice, influenzato dalla scuola olandese quindi era veramente una squadra bellissima da vedere. Poi c’è il ricordo di tanta passione dei tifoso del Toro che per l’ultima giornata, insomma, lo stadio era pieno e conquistare lo scudetto è stato veramente qualcosa di unico”.
Domenica un derby che potrebbe salvare la stagione del Torino: lei che ne ha vissuti come lo vede?
“E’ sempre difficile fare dei paragoni con le gare del passato, è chiaro che per esempio nel 1976 il Toro era una squadra fortissima e quando giocava con la Juve le differenze tecniche non c’erano. Poi, purtroppo, abbiamo visto squadre che avevano differenze tecniche notevoli però in quei casi il Toro, anche ai miei tempi, ci ha sempre messo qualcosa di più, ed è quello che vuole la gente dai ragazzi che giocheranno il derby tra pochi giorni”.

Il Toro è morto due volte
Esatto, ma questi sono un’ altra cosa.
Grazie censura per aver cancellato un mio commento assolutamente garbato