Juventus, arrestati i capi ultrà bianconeri per ricatto

Ricattavano la Juventus, arrestati 12 capi ultrà bianconeri

di Giulia Abbate - 16 Settembre 2019

Arrestati dalla Digos i capi ultrà della Juventus in tutta Italia: “Se non ci date i biglietti vi facciamo squalificare lo stadio”

Mattina di arresti in Italia per i capi ultrà della Juventus. All’alba di oggi, infatti, è scattata l’operazione “Last Banner” della Digos di Torino che ha portato, dopo una lunga indagine del gruppo criminalità organizzata della procura torinese, all’arresto di una dozzina di capi ultrà dei “Drughi“, dei “Tradizione“, dei “Viking” e del “Nucleo 1985”. L’accusa? L’esistenza di un accordo tra gli ultrà per mantenere “il controllo militare della curva bianconera“. Secondo il pm Chiara Maina e il procuratore aggiunto Patrizia Caputo, in particolare, i gruppi organizzati della tifoseria bianconera avrebbero ricattato la Juventus per continuare ad avere i biglietti agevolati per le partite casalinghe all’Allianz Stadium potendo così gestire il cosiddetto bagarinaggio. Tra gli arrestati, il capo dei Drughi Dino Mocciola, già condannato in passato per l’omicidio di un carabiniere durante una rapina, il suo braccio destro Salvatore Cava, Umberto Toia, capo dei Tradizione e Beppe Franzo, presidente dell’associazione “Quelli di via Filadelfia”: associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata le accuse.

Gli ultrà bianconeri: “Vi facciamo squalificare lo stadio”

Mentre i leader della tifoseria bianconera sono finiti in manette, su tutto il territorio italiano sono ancora in corso le perquisizioni coordinate dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione con la collaborazione delle Digos di molte città italiane tra cui Alessandria, Asti, Savona, Milano, Genova, Firenze e altre ancora. Ma da dove è scattata l’indagine? I primi passi li ha mossi proprio la Juventus un fa denunciando il ricatto a cui era stata sottoposta dopo lo stop ai privilegi concessi ai gruppi ultrà. Decisione che ha fatto scattare la reazione dei sostenitori bianconeri, seguiti per mesi dalla Digos torinese che ha monitorato e documentato i numerosi e continui tentativi di estorsione nei confronti della società bianconera.

Se non ci date i biglietti vi facciamo squalificare lo stadio con i cori razzisti”: questo il ricatto “classico” dei gruppi organizzati che nella scorsa stagione hanno messo in seria difficoltà la Juventus. Niente biglietti omaggio? La pace con la dirigenza bianconera salta e i ricatti aumentano. Ma gli ultrà non sono gli unici coinvolti. L’inchiesta, infatti, ha fatto emergere anche una fitta rete di accordi tra i gruppi organizzati dei tifosi e le ricevitorie compiacenti in giro per tutta la Penisola.

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Orgogliogranata
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Orgogliogranata

@redazione
Perché avete eliminato il mio messaggio?
Che insulti conteneva?

Granata_da_Legare
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Granata_da_Legare

Come al solito in Italia tutti a fare le vergini, chiunque abbia frequentato (anche saltuariamente ) una curva sa che i biglietti i “gruppi organizzati” li hanno sempre rivenduti. Poi c’è chi usava i ricavati per pagarsi le trasferte e le coreografi e chi se li intascava ma questo è… Leggi il resto »

Sergio (Plasticone69)
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Sergio (Plasticone69)

VECCHIE TRADIZIONI, ANTICHI VALORI…
sigle che assumono ora più che mai un significato…