Caos Italia, Malagò: “Tavecchio deve dimettersi”

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Bufera sulla FIGC dopo il flop clamoroso della Nazionale. Il presidente del Coni Malagò: “Se fossi in lui mi dimetterei. Ventura? Scommessa persa”

È il momento più nero, questo, della storia della Federazione Italiana Gioco Calcio. Per lo meno, dal punto di vista sportivo. Il fallimento della Nazionale di Giampiero Ventura ha portato a uno strascico di polemiche che perdurerà sicuramente nei prossimi giorni: c’è aria di bufera, in FIGC, e a pagarne saranno soprattutto i vertici. Il futuro del ct è segnato, ma anche quello di Tavecchio, presidente (da sempre molto discusso) della Federazione stessa, è tutt’altro che certo. Tanti sono infatti i dubbi circa una sua permanenza alla guida di un organismo con moltissimi problemi. E a evidenziarlo è stato anche il numero 1 del Coni, Malagò, che il giorno dopo l’uscita dai Mondiali commenta quanto alta sia la delusione “umana” per quanto accaduto. “Non ci sono fattori tali per cui ci possano essere strumenti procedurali e giuridici per portare avanti un commissariamento della FIGC, ma dal ’58 non eravamo fuodi dal Mondiale, si viene da un periodo dove la Nazionale non ha fatto grandi risultati. Sono valutazioni oggettive: ho sentito Tavecchio, era doveroso” dice Malagò.

Cosa succederà? “Domani ci sarà un incontro con tutti i rappresentanti della FIGC. Lui sarà padrone di fare quello che vorrà, di assumersi le responsabilità. Io al suo posto mi dimetterei: così si attesterebbero le cose buone fatte, ma la situazione sportiva è quella che è“. Il riferimento va anche alla scelta di nominare Ventura come commissario tecnico: “Non credo che le sue dimissioni siano il punto. Se è vero, e do per scontato che lo sia, che ha un contratto che sarebbe stato rinnovato in caso di qualificazione in Russia, di cosa stiamo parlando? Il contratto ha qualche mese ma la sostanza cambia poco. Gli elementi sono acclarati, il tema non è solo Ventura anche se, mi sento di dirlo, l’inizio del percorso e del progetto era legato a un’altra filiera di carattere tecnico che prevedeva un ruolo significativo di Marcello Lippi. Poi non è andato a buon fine per discorsi sopraggiunti dopo e questo ruolo di Ventura, diventato poi responsabile della filiera delle squadre nazionali, è stato una valutazione sbagliata. Non cambio giudizio su Ventura. Prima c’era un dg che prevedeva anche un ad, poi il dg è rimasto senza ed è stato una scommessa persa“.

11 Commenti

  1. Tutto lo sport italiano, sopratutto di squadra, sta vivendo un’ involuzione imbarazzante. Il basket, il volley, la pallanuoto. Il calcio è lo sport nazionale, quindi l’ indignazione è grande. Non posso pensare che una città come Napoli regali solo un giocatore alla propria squadra. Idem Milano, Roma ecc ecc. Nel futsal la percentuale degli stranieri è altissima. Come mai tutto ciò? secondo me è un problema “politico”. Il Coni è il braccio sportivo del malaffare. E, conseguentemente, tutto va per il verso non logico e sensato ma dove il malaffare decida che vada.

  2. Ma questo che parla non ha alcuna vergogna…anche lui dovrebbe andarsene visti i grandi risultati del suo movimento e visto che aveva avuto il coraggio di riproporre una altra Olimpiade in Italia e di incazzarsi con Roma che gli si era giustamente opposta…

  3. Hai ragione. E tu invece quando ti leverai dalle palle? Ti sei accorto che da quando ci sei tu, lo sport italiano sta precipitando? Atletica sotto zero, sport di squadra in caduta libera, discipline dove siamo inesistenti, settori giovanili sempre al palo, impiantistica da terzo mondo e sport a scuola fatto solo a chiacchiere. ma tu sei sempre in prima fila alla celebrazione di una medaglia o per candidarti all’organizzazione di un grande evento dove ci sono un sacco di soldi da sperperare. A proposito, la ristrutturazione del tuo circolo privato con i soldi dei mondiali di nuoto è riuscita bene?