Cos’è la variante inglese del Covid che ha colpito il Torino: ecco quali sono i sintomi causati dalla mutazione e l’efficacia dei vaccini

Il Covid torna a fare danni anche nel calcio e questa volta è il Toro a pagare il prezzo più alto con un focolaio scoppiato proprio tra i giocatori e i membri dello staff che ha portato al rinvio di Torino-Sassuolo. A colpire i granata, però, non è stato il virus che abbiamo imparato a conoscere e con cui conviviamo ormai da un anno, bensì una delle sue mutazioni. La variante inglese di cui tanto si parla in questi giorni e che è conosciuta, tecnicamente, come B.1.1.7. Una variante che si sta diffondendo a macchia d’olio sia nel nostro che negli altri paesi europei e che sarebbe caratterizzata, più in dettaglio, da mutazioni che riguardano sia la proteina Spike che il genoma del virus. Identificata nel Regno Unito nello scorso dicembre, secondo quanto si conosce sarebbe in realtà in circolazione già dallo scorso settembre. Ma cosa comporta in termini pratici?

Variante inglese, i sintomi

I dati raccolti fino ad oggi stanno dimostrando come il pericolo della nuova variante sia rappresentato soprattutto dalla rapidità con cui si diffonde e dall’alto tasso di contagiosità mentre, al contrario, non ci sarebbero evidenze a sostegno di una maggior mortalità del virus. Per quanto riguarda i sintomi, invece, paiono essere sostanzialmente i medesimi del virus comparso un anno fa anche se con qualche piccola differenza rispetto al virus “classico”.

Da quanto riscontrato in uno studio dell’ONS, infatti, la nuova variante si presenterebbe con sintomi quali tosse, affaticamento, dolori muscolari e mal di gola riscontrati in una percentuale di casi più alta di quella registrata nella “vecchia versione” del Covid. Lo stesso studio ha evidenziato invece percentuali di casi più basse per quanto riguarda la perdita di gusto e olfatto mentre non ci sarebbero differenze circa i problemi respiratori o il mal di testa.

I vaccini sono validi?

Se da un lato la rapidità di diffusione della nuova variante di Sars-Cov-2 sta preoccupando scienziati, medici e virologi, dall’altro la buona notizia riguarda i vaccini. Nonostante le tante mutazioni che coinvolgono la proteina Spike del virus, infatti, in caso di profilassi vaccinale l’organismo sarebbe comunque in grado di rispondere adeguatamente. Evidenze che, dunque, confermerebbero la validità dei vaccini anche nei confronti della variante inglese.

Nelle ultime ore, poi, è arrivata anche un’altra conferma, quella dell’azienda farmaceutica Novavax. l’Agenzia Europea del Farmaco avrebbe infatti avviato le procedure per l’esame dei dati relativi al vaccino prodotto dall’azienda che intanto ha confermato come i test condotti abbiano dato esiti più che confortanti. Il vaccino di Novavax, infatti, sembrerebbe agire con la stessa efficacia anche contro la variante inglese e quella brasiliana.

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ultimo aggiornamento: 25-02-2021


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