Astori, la nuova perizia: “Non è morto nel sonno, forse si sarebbe potuto salvare”

di Andrea Piva - 8 Giugno 2018

Davide Astori non sarebbe morto a causa di un rallentamento dei battiti cardiaci, al contrario il suo cuore avrebbe cominciato a battere sempre più forte: lo hanno stabilito gli esperti incaricati dal pm

Sono passati più di due mesi da quando Davide Astori è morto, era infatti il 4 marzo quando il suo cuore ha smesso improvvisamente di battere. In un primo momento è sembrato che l’ex capitano della Fiorentina fosse deceduto nel sonno a causa di un progressivo rallentamenti dei battiti cardiaci che hanno portato il cuore a fermarsi. Ma, come riporta il Corriere della Sera, una nuova perizia consegnati negli scorsi giorni ed eseguita dagli esperti del pm Barbara Loffredo ha stabilito che le cause della morte sono altre e che, se nella stanza con il difensore ci fosse stata un’altra persona, Astori forse si sarebbe potuto salvare.

Morte Astori: la nuova perizia

Secondo la nuova perizia Astori sarebbe deceduto a causa di una tachiaritmia, ovvero un’improvvisa e continua accelerata dei battiti cardiaci che avrebbe poi portato il cuore a fermarsi, ma che avrebbe anche svegliato il difensore della Fiorentina. Secondo quanto stabilito dagli esperti, se quella notte nella stanza con calciatore ci fosse stata anche un’altra persona in grado di dare prontamente l’allarme, forse il calciatore viola si sarebbe potuto salvare.

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tore110
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tore110

Io penso che a patto che non si escludano responsabilità anche oggettive ,ricercare a tutti i costi una causa apra ogni volta la ferita , una ferita che non guarirà mai nel cuore dei suoi famigliari .

gabbo
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gabbo

sarò malpensante ma purtroppo quando si parla della viola il dubbio è lecito. la lista dei decessi è tragicamente lunga…

McKenzie
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McKenzie

Povero ragazzo, gli è successa una di quelle cose strane e imprevedibili. La vita a volte è veramente dura, anche per chi resta