Gravina: "Campionato da concludere il 30 giugno". E sullo scudetto... - Toro.it

Gravina: “Campionato da concludere il 30 giugno”. E sullo scudetto…

di Redazione - 15 Marzo 2020

Il presidente della FIGC Gravina su playoff e playout: “Chi punta a vincere o a salvarsi preferirebbe giocarle tutte. Ma nessuno al momento ha certezze”

In attesa di capire cosa accadrà agli italiani e a come l’emergenza coronavirus evolverà, il presidente della FIGC Gravina, intervistato dal Corriere dello Sport, ha parlato anche di quello che potrebbe succedere al campionato di calcio di Serie A. Molto si potrebbe già scoprire martedì: sul banco anche il possibile slittamento degli Europei e la situazione delle Coppe europee. “Siamo tutti coinvolti allo stesso modo. Nessuno può più pensare che questo sia un problema italiano. Il nostro Paese è solo due settimane avanti rispetto al resto d’Europa. Tutti dobbiamo mettere prima la salute e poi far prevalere il buon senso. E il buon senso dice che difendere un solo grande evento europeo, programmato per giugno, sarebbe un errore strategico“, ha spiegato Gravina. Proprio sull’Europeo ha aggiunto. “Perché prima di dire che l’Europeo slitta ci vuole il sì delle altre Federazioni, ma ​ho fiducia di sì. Se continuassimo a non decidere, ne avremmo un boomerang”.

“Anche iniziando a maggio si può finire in tempo”

Poi sul campionato: “Ho fiducia di salvare anche i campionati. Abbiamo una dead line. È il 30 giugno. Scadono contratti, assicurazioni, licenze. Finisce l’anno calcistico. Andare oltre significa introdurre modifiche regolamentari del tutto eccezionali”.

Il piano è quindi quello di non andare oltre con i tredici turni di Serie A che ancora mancano. Ma quanto ci vorrà per terminare la stagione regolarmente?. “Dai 45 ai 60 giorni. In due mesi portiamo tutto a termine con certezza. Se pure iniziamo a maggio, si può fare”. E sulla data: “Credo che aprile sarà ancora in parte un mese di sofferenza, e in parte di accompagnamento alla ripresa delle attività. Ma non ho la sfera di cristallo. Tutti pensano che l’unico problema sia quello di assegnare lo scudetto. Ma noi dobbiamo stabilire chi va in Champions e in Europa League, chi retrocede in B, chi sale in A, chi retrocede in C e chi sale in B. Le sembra poco? Lo scudetto c’entra, perché in via teorica si potrebbe anche non assegnare il titolo, ma tutto il resto si deve stabilire. Rinunciare a promozioni e retrocessioni sarebbe una violazione degli interessi soggettivi di tante società”.

Su possibili playoff e playout: “Penso che congelare una classifica sia un errore da evitare. Il valore della competizione va salvaguardato. Dobbiamo dare delle chance a chi ha investito tanto su un obiettivo sportivo. Vuol dire giocare il più possibile. Portarci avanti col campionato e finirlo, se possibile. Dobbiamo trovare una formula che salvi la competizione. Playoff? Sì e anche playout. ​Ma non tutti concordano, mi pare normale. Chi punta a vincere o a salvarsi preferirebbe giocarle tutte. E ha ragione. Ma in questo momento nessuno ha la certezza di poter fare una cosa piuttosto che un’altra”.