Nella notte, appesi al Colosseo alcuni fantocci con le maglie di De Rossi, Salah e Nainggolan: per le minacce ai giocatori rivendicano alcuni tifosi biancocelesti

È un fatto davvero grave, quello che ha riguardato la notte di Roma. “Goliardia”. “No, minacce gravissime”. Ieri sera, intorno alle 23.30, all’emittente romana “Rete Sport”, arriva il messaggio di un ascoltatore: “Hanno minacciato i giocatori della Roma con uno striscione al Colosseo. La gente sta facendo i video”. Sembrava impossibile, ma dopo circa 40 minuti (cioè a mezzanotte e dieci), lo striscione era ancora lì, con tanto di sagome appese con le maglie dei giocatori giallorossi. Si tratta di un luogo strategico: spesso i tifosi della Roma hanno appeso i loro messaggi su quel ponte – soprattutto quando non entravano in curva Sud per la protesta contro le barriere -, a marzo i laziali hanno fatto lo stesso con un altro striscione in cui venivano insultati i rivali. Tutto senza che le forze dell’ordine siano mai intervenute. Inizialmente si pensava che la macabra coreografia fosse stata fatta dai romanisti per protesta dopo il derby perso, ma già dalle 23.40 su alcune pagine Facebook e Instagram di tifosi laziali comparivano foto e video.

Gli inquirenti sono già al lavoro (si visioneranno le immagini con le telecamere e si passerà al setaccio il web), perché stavolta non si tratta di sfottò, ma di qualcosa di più grave. Le due società per ora tacciono ma, almeno lato Roma, i calciatori (soprattutto stranieri) sono rimasti letteralmente sconvolti. Si cerca, soprattutto, di capire la matrice, gli autori di uno spettacolo incredibile (e non in senso positivo), finito anche sui portali europei. Il web dei laziali sembra rivendicarne la paternità: sul ponte, stanotte, c’erano degli adesivi con scritto “Irriducibili” e, in assenza di comunicati ufficiali, da una parte e dall’altra, fanno fede le centinaia di condivisioni in cui i tifosi biancocelesti postano foto e video scrivendo #lincubocontinua.


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