Il ds del Torino Petrachi parla di tutti i retroscena di calciomercato e delle sue strategie: “Siamo partiti da febbraio. Telenovele Belotti e Niang”

Gianluca Petrachi ha detto che sarà il campo a giudicare. Preferisce non esporsi troppo, anche perché alta è l’aspettativa nei confronti del suo Torino, dopo il calciomercato estivo. Estivo e non solo. Il direttore sportivo ha infatti parlato a lungo di tutte le operazioni condotte in questi mesi, per forgiare la squadra attualmente a disposizione di Sinisa Mihajlovic. “Il nostro mercato è partito in anticipo” ha dichiarato il ds, “con le operazioni MilinkovicSavic e Lyanco, due affari importanti. Sono ragazzi molto interessanti con grandi prospettive: abbiamo investito anche dei bei soldi, per due giocatori che crediamo di grande prospettiva. E poi c’è stato il riscatto di Iago Falque dalla Roma a gennaio. Nel percorso di avvicinamento alla nuova stagione c’è sempre stato un confronto tecnico con Sinisa, per puntellare quella che sarebbe stata la squadra dell’anno successivo, e siamo partiti subito col portiere, sapendo dell’addio di Hart in estate. C’interessava prendere un giocatore che ci potesse dare sicurezza, di assoluto rendimento e valore, ed è arrivato Sirigu“.

Calciomercato Torino, Petrachi: “Aspettare Berenguer. Zoccolo duro confermato, per Zappacosta offerta irrinunciabile”

Dopo Sirigu, al Torino è arrivato Berenguer. Per Petrachi: “È un ragazzo che va aspettato, a lungo andare ci si renderà conto della qualità di questo giocatore, l’adattamento non è mai semplice per uno straniero. Ha le caratteristiche per essere un valore aggiunto di questa rosa”. Una rosa che ha confermato lo zoccolo duro, anche con i rinnovi a Molinaro e Moretti, che “tutta la gente indica come seoncod capitano. Cristian? Dà valore in campo e fuori“. Nessuno però si aspettava la cessione di Zappacosta a fine mercato: “Dobbiamo guardare oltre e con intelligenza, non sempre di pancia: qui c’è una società che da anni sta costruendo e lavorando per alzare la famosa asticella, mi auguro sia l’anno buono per provare di fare qualcosa di importante. Sarà però il campo a determinare tutto ciò: il valore di un lavoro si vede in campo, non nelle pagelle a fine mercato, che mi interessano poco. Voglio vedere lo spirito che ci contraddistingue come Toro a servizio della nostra qualità tecnica, che è superiore agli anni passati. Ovviamente non possiamo competere con delle squadre che fatturano 300 milioni, perché noi ne facciamo 70. Ci sono tante dinamiche dietro. Ci vuole tanta capacità, stare sempre sul pezzo, non farsi cogliere impreparati quando c’è l’occasione. Qualsiasi persona sarebbe andata in difficoltà vendendo Zappacosta l’ultimo giorno, con il problema di sostituirlo. Ma qui si lavora bene, con tanta passione. Sulla cessione di Davide, sia noi sia il ragazzo stesso abbiamo valutato l’offerta come troppo importante per lui e per noi. Lo abbiamo pagato 4 e rivenduto a 28, sono cose da mettere sulla bilancia e soppesare con cura. In ogni caso, siamo riusciti a prender Ansaldi in 24 ore e non è stato facile: è un ragazzo molto forte, con numeri superiori alla media. Dico di più: secondo me Ansaldi sarà ancora più utile alla nostra squadra di Zappacosta, perché è più forte nella fase difensiva rispetto a quella offensiva. Per come giochiamo noi con tanti attaccanti, forse il quarto difensore di destra è più giusto che sia più portato a difendere che ad attaccare”.

Calciomercato Torino, Petrachi: “Tutta la verità su Belotti e le cessioni”

Nonostante le molte voci, Belotti alla fine è rimasto al Torino. “Oltre alle plusvalenze” dice Petrachi, “stiamo cercando di fare un Toro sempre più forte, Poi certo siamo costretti a volte a cedere. Ma se avessimo voluto portare a casa i 50-60 milioni di Andrea avremmo potuto farlo. Non l’abbiamo fatto prima di tutto perché non vale quelle cifre, ma anche perché vogliamo che Belotti possa arrivare ad essere pagato per quello che vale. E se il ragazzo vorrà confrontarsi con squadre che fanno la Champions, in futuro, allora lì non è che saremo obbligato a cederlo, ma comunque ci saranno le condizioni per parlare di qualcosa di concreto. Mi piace pensare a tutti i detrattori, che hanno scritto e detto che sarebbe stato venduto, che era tutto programmato e che alla fine sarebbe finita così. Abbiamo dimostrato in silenzio e con coerenza che si voleva trattenere Belotti e non solo. Abbiamo tenuto Baselli e rinnovato il suo contratto, e tenuto anche Barreca, per il quale la Roma ci aveva offerto una grande cifra. Poi ci sono state altre richieste che non sono uscite sui giornali, come quelle per Iago, che è stato forse il più richiesto anche se non se n’è parlato. Ma anche lo stesso Acquah, oppure Ljajic, per il quale a fine mercato è arrivata una squadra ad offrire soldi importanti. In definitiva, non è stato facile, ma tante notizie non sono mai uscite fuori: tanti ragazzi han saputo che ci sono state diverse situazioni, ma noi volevamo trattenerli per fare una grande squadra”. Non è stato confermato, invece Benassi: “Lo abbiamo ceduto a malincuore, ma per esigenze di modulo” ha chiosato il ds, “A guidarci nelle nostre scelte è la prospettiva di un calciatore. Il confronto col Presidente è quotidiano, però poi nelle questioni tecniche io mi prendo le mie responsabilità. Quando arriva un giocatore si guarda la sua prospettiva, e quando si decide di venderlo può anche essere a causa di una richiesta esplicita dello stesso. Con Benassi l’agente ci ha detto che c’era la condizione di fare un certo tipo di scelte. Mentre su Barreca abbiamo deciso di non dare via Antonio perché pensiamo che il suo potenziale sia in crescita, anche se naturalmente non è detto che debba sempre rimanere al Toro“.

Calciomercato Torino, Petrachi: “I retroscena su tutti gli arrivi”

Da Sadiq fino a Niang. Diversi giocatori sono arrivati a Torino. Petrachi spiega bene quali sono state le strategie per la campagna di rafforzamento estiva. “Più passavano i giorni, più aspettavamo di capire se arrivava la richiesta irrinunciabile per Belotti. Se non fosse arrivata, tenere un giocatore importante sarebbe stato un problema. A quel punto, vedendo che non capitava nulla, abbiamo preso Sadiq, che è un po’ acerbo ma ha tutto per fare bene. La formula non ci fa impazzire, ma a volte purtroppo, tra tutti i giocatori che si prendono, ci sta fare operazioni che non rispettano del tutto la filosofia della società, come fatto lo scorso anno con il prestito secco di Hart, che non è un tipo di operazione che amiamo fare. Se il controriscatt venisse effettuato ci permetterebbe comunque una valorizzazione e non ci andremo totalmente a perdere. Nel corso del campionato, per quello che ci servirà, potrebbe tornare molto utile“.
Ancora, poi, su Rincon, N’Koulou e Burdisso: “L’idea era di prendere un giocatore di esperienza come Rincon, che potesse essere il fulcro per questa squadra, con la sua esperienza e la cattiveria agonistica, può essere d’aiuto anche per i giovani. Non dimenticherei poi anche l’arrivo di Nkoulou, altro acquisto importante. Burdisso? Ci serviva un’altra chioccia che ci sarebbe tornato utile anche nel caso fossimo risultati corti a livello numerico. E anche nello spogliatoio può dimostrare professionalità, e  per tanti giovani sarà un punto di riferimento“.
Infine, Niang. “È stata una telenovela, col Milan non è stato facile. Avevano provato a prendere Belotti, inserendolo nella trattativa. Ho voluto tenere io separati i discorsi, parlandone separatamente. Il presidente mi aveva dato l’ok per Niang già prima dell’ultimo giorno, ne ho poi parlato con Raiola e si era parlato anche col Milan. L’ultimo giorno si è deciso solo il fattore legato bonus, perché le cifre già erano più o meno prefissate e noi avevamo intenzione di investire quella cifra per il giocatore. Poi ci fu anche la Samp che aveva fatto un’offerta, ma Niang ha declinato: o il Toro o nulla, decisivo è stato il rapporto con Mihajlovic. Perché sa che qui potrà vedere espresso il suo potenziale al meglio“.


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madde71
madde71
4 anni fa

Exigne fax,anche tu memoria lunga!un caro saluto

Bischero
Bischero
4 anni fa

Allora….ricordiamoci un po dei presidenti passati e facciamo chiarezza.di gerbi e definis non metto becco.il problena vero è nato con borsano.squadra di top player senza spendere soldi veri ma solo pagherò con ingaggi stellari.(se non erro martin vasquez e scifo guadagnavano 3 migliardi all anno che sono per l epoca… Leggi il resto »

madde71
madde71
4 anni fa

la sera in cui fecero fuori Sergio Rossi,ero in sede.Miricordo il vetro dell’auto,lAlfa del Presidente preso a sputi dai lanzichenecchi di Gerbi e,soprattutto De Finis,il piu’ esposto e responsabile,pace all’anima loro,comunque.Lo ribadisco fino alla noia,perche’ e’ un immagina scolpita dentro,uno dei piu’ convinti”sputatori”,Dio che termine,perdonatemi,era un attuale pretoriano di cairo,uno… Leggi il resto »

guidone
guidone
4 anni fa
Reply to  madde71

Ed io ricambio il saluto,di vero cuore,perché anche se non si condivide lo stesso pensiero,trovo stupendo il rispetto,grande!!

ExIgneFaxArdetNova
ExIgneFaxArdetNova
4 anni fa
Reply to  madde71

Socrates.

Baselli: atto finale. Mihajlovic deve decidere se convocarlo

Attenti a quei quattro!