Coronavirus, l'autocertificazione per uscire di casa

Coronavirus, cambia (ancora) l’autocertificazione: ecco il modulo del 25 marzo

di Redazione - 26 Marzo 2020

L’autocertificazione ha subito tre modifiche dopo l’originale: nell’ultima si ha l’obbligo di affermare di essere a conoscenza delle ordinanze regionali

L’Italia è ormai una zona totalmente protetta: lo ha deciso lo scorso 9 marzo il governo con il decreto che ha dato il via ad una fase nuova dell’emergenza sanitaria, quella del contenimento. Gli italiani sono stati invitati a non uscire di casa per evitare i contagi, considerata la situazione degli ospedali e dei reparti (specie la terapia intensiva) adibiti ai pazienti affetti da coronavirus. Come noto, però, si può uscire di casa per delle esigenze specifiche. Motivi di lavoro, motivi gravi di salute o per esigenze diverse, per esempio il sostentamento. Ma ognuno deve essere munito di autocertificazione (l’ultima, del 25 marzo, è scaricabile sul sito del Ministero dell’Interno). Nella giornata del 17 marzo era arrivata una prima modifica, poi una seconda pochi giorni dopo ha visto inserire anche l’obbligo di dirsi a conoscenza delle sanzioni, quella del 25 marzo invece obbliga a dichiarare di essere a conoscenza di eventuali limitazioni regionali.

La nuova Autocertificazione, il modulo del 25 marzo 2020

Il modulo modificato si trova sempre sul sito del Ministero dell’Interno ma presenta ulteriori restrizioni rispetto alle tre versioni precedenti. Nella nuova autocertificazione è richiesto di specificare non solo di non essersi sottoposti a quarantena e di non essere risultati positivi al Covid-19 o di conoscere le sanzioni previste, ma anche essere a conoscenza delle limitazioni regionali.

Autocertificazione coronavirus
Autocertificazione coronavirus

Coronavirus, l’autocertificazione: cosa si rischia senza

In caso di false dichiarazioni si rischia un’ammenda: multa inasprita dopo il decreto dello scorso 23 marzo, che parla di ammenda tra i 200 euro e i 3000 euro.

Per quanto riguarda le attività commerciali, si rischia l’imposizione della chiusura dell’esercizio o dell’attività per una durata che varia dai 5 ai 30 giorni. Sul territorio sono presenti posti di blocco per svolgere correttamente i controlli.

Come stampare l’autocertificazione senza stampante?

Chi non possiede una stampante non deve preoccuparsi. Sul sito l’autocertificazione è modificabile, vale a dire che la si può compilare dal proprio smartphone e mostrare durante i controlli. Non solo, in caso di mancanza di smartphone si può ricopiare a mano l’autocertificazione.

Carabinieri, posto di blocco
Carabinieri al lavoro