Esclusiva / Marco Ferrante sulla questione Belotti: “Giocherà le coppe europee, ma la maglia del Toro è diversa”

Otto anni di gol a raffica per Marco Ferrante con la maglia granata. Chi meglio di lui può conoscere la psiche di un bomber alle prese con una decisione che da tempo (fin troppo) sta tenendo l’intero ambiente Toro sulle spine. Occasione per sapere il suo prezioso punto di vista sulla questione Belotti, legandolo anche alla sua esperienza passata da calciatore trasudante di granata che, come vi accorgerete, fa ancora parte del proprio rapporto con il quotidiano.

Ferrante, come giudica questa prima stagione di Juric al Torino?

“Molto bene. L’inizio un po’ traballante, infatti se non erro c’è stata anche qualche diatriba con Cairo. Con lo scorrere delle giornate ha fatto però un lavoro importantissimo. Credo sia stato uno dei migliori allenatori degli ultimi anni. Senza parlare tanto, ha fatto pedalare i giocatori e ha lavorato molto sia sul gruppo che sui singoli”.

Da attaccante di grande spessore come lo è stato lei, come si spiega che il Torino abbia chiuso da tredicesimo attacco della Serie A?

“I tifosi del Toro, come tutti i tifosi, si aspettano sempre qualcosa di meglio. La rosa ha dovuto comunque sopportare diverse problematiche come Belotti in scadenza e i suoi ripetuti infortuni, gli altri attaccanti che comunque hanno fatto un lavoro importante, ma non hanno prodotto gli stessi gol di Belotti. Io penso che nel raggiungimento di un obiettivo non serva sempre che l’attaccante o gli attaccanti debbano andare in doppia cifra o segnare venti gol a stagione. L’importante per me è dare attenzione alla classifica finale, all’obiettivo di squadra. Sicuramente il tredicesimo attacco è un po’ pochino, ma son fiducioso che l’anno prossimo possano migliorare”.

Come ha detto lei hanno influenzato le tante assenze di Belotti. Si rivede in lui nel rapporto con la piazza o siete due profili completamente differenti?

“Per caratteristiche personali siamo un po’ diversi. Io a differenza sua ero un po’ più sanguigno. Tutt’oggi sono ancora molto legato alla gente. Ogni gol che facevo io sentivo di doverlo condividere con i tifosi. Bastava uno sguardo alla curva e ci capivamo al volo. Poi nei momenti di difficoltà mi cantavano una canzone a me dedicata che mi porterò per tutta la vita”.

Si è fatto un’idea sulla situazione del Gallo?

“Belotti è una pedina cardine. Io penso però che il discorso sia chiuso da gennaio, cioè che Belotti, non trovando l’accordo economico e strategico a livello di obiettivi, già abbia deciso di andar via. Per me è stato commesso qualche errore a monte. Se uno è stato soprannominato “Mister 100 milioni” e ora va via a gratis, anche un bambino capirebbe che qualcosa si è sbagliato” – continua – “Basandomi sulle situazioni passate, vedi gli esempi Dybala, Donnarumma ecc., io trovo scontato che vada via. Non si è trovata la quadra sul discorso economico, poi ci sono chiaramente cose private che sanno solo loro. Dal mio punto di vista, per un giocatore importante come è considerato Belotti, non si può aspettare l’ultima stagione per andare a mettersi a tavolino per il rinnovo del contratto – aggiunge – Poi magari tutto questo è già avvenuto nelle stagioni precedenti e non si è trovato l’accordo: non lo potremo fai sapere”.

Quando è andato in scadenza, le strade tra lei e il Toro si sono divise…

“Nel 2004, nell’anno in cui ero in scadenza al Toro, nonostante feci comunque bene, dovetti andare via. Io addirittura, che avevo un contratto importantissimo, ero disposto anche a spalmarlo in due anni pur di rimanere al Toro. Purtroppo, la buonanima di Cimminelli non volle sentire nulla perché il suo obiettivo era che Ferrante lasciasse il  Toro, pur mettendosi contro me e i tifosi. Lascio immaginare l’attaccamento forse diverso dal comportamento di Belotti che io ebbi nell’ultimo anno. Cravero e Zaccarelli possono testimoniare. Io ero disposto a farlo perché il Toro è casa mia”.

Sta dicendo che tiene al Toro più di Belotti?

“Ognuno l’attaccamento lo dimostra a modo suo. C’è gente che lo esterna in un modo e altri che lo fanno in un altro. Ma questo non ci pone per forza a un confronto”.

Cosa perde secondo lei Belotti lasciando il Torino? E invece in che cosa gli gioverebbe fare una nuova esperienza?

“Il Toro, anche se Belotti ha fatto tantissimi gol ogni campionato, non ha mai raggiunto obiettivi importanti. Questa è la dimostrazione che per creare un grande club non è il giocatore a dover fare la differenza, perché lui l’ha sempre fatta ma non ha mai ottenuto grandi soddisfazioni. Perciò è la squadra, sono i reparti a incidere. E costruire anno dopo anno, aggiungendo un pezzo al mosaico per far sì di diventare un club ogni anno sempre più importante – continua – Per quanto riguarda Belotti, sicuramente calcherà altri palcoscenici che non gli daranno l’affetto che ti può dare il tifoso del Toro. Te lo dice uno che ha giocato in tantissime squadre, perché Torino è Torino e il tifoso del Toro è differente dagli altri. Diventerà uno dei tanti, anche se rimarrà lo stesso un giocatore importante. Può darsi possa togliersi la soddisfazione di giocare le coppe europee, cioè quello che il Toro non può offrirgli. Io le ho giocate con altre maglie, ma quella granata mi dava una sensazione diversa, mi sentivo più forte degli altri, anche per quello che ti trasmette il tifoso del Toro – aggiunge – Io quando sento parlare i nuovi acquisti dicono sempre “la maglia del Toro è diversa” e io trovo che questa sia una cosa che non si possa dire fin da subito. Per capire cos’è realmente questa maglia devi stare a Torino come minimo dai cinque anni in su. Soprattutto per comprendere la storia di questo club, che secondo me in tanti non conoscono, se non per sentito dire”.

Andrea Belotti
Andrea Belotti







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Belotti home

ultimo aggiornamento: 02-06-2022


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Emil
Emil
1 mese fa

Quando lasciò il Toro per l Inter voleva giustamente provare anche lui il calcio che conta, ma non gli andò bene e tornò da noi .

Dove per altro continuò a segnare, anche alla gobba.

Cup
Cup
1 mese fa

Nel 99-00 fu il primo degli italiani davanti a Montella, Signori, Lucarelli, Inzaghi e Vieri, quarto dietro a Schevcenko, Batistuta e Crespo, non male per un attaccante spesso etichettato da serie B. Non giocò mai in Nazionale, oggi i arrivano tutti. Meglio Belotti? Forse, ma allora si giocava diversamente, gli… Leggi il resto »

granata13
granata13
1 mese fa

Ferrante un grande…segnava in ogni modo, dava tutto e esultava da Toro…sono d accordo su tutto con lui..sul gallo oramai si è detto tutto, legittimo scegliere altre strade per ambizione, meno corretto il comportamento attuale, che per quanto io lo ami e se resta faccio festa, mi sta deludendo parecchio,… Leggi il resto »

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