Rafael Martin Vazquez: "Con l'Ajax meritavamo noi. Che gioia battere il Real Madrid" - Toro.it

Rafael Martin Vazquez: “Con l’Ajax meritavamo noi. Che gioia battere il Real Madrid”

di Ivana Crocifisso - 29 Aprile 2017

Intervista all’ex granata che con il Toro, 25 anni fa, sfiorò la vittoria della Coppa Uefa: “Che il Filadelfia possa far crescere la squadra granata e farla restare in alto”

A Torino, in occasione dei venticinque anni dalla doppia finale Uefa Torino-Ajax, alcuni dei protagonisti del Toro della stagione 1991/1992 si sono ritrovati al Gran Galà Granata, andato in scena al Teatro Nuovo lo scorso 26 aprile. Tra loro anche lo spagnolo Rafael Martin Vazquez: una grande carriera da calciatore, condita da successi nazionali e internazionali, e due stagioni all’ombra della Mole delle quali l’ex granata conserva un ricordo indelebile

Bentornato in Italia, Martin Vazquez: che effetto le ha fatto rivedere la città e i suo vecchi compagni?
Tornare a Torino mi ha fatto felice. Erano anni che non vedevo molti dei miei compagni, ad esempio Casagrande. E ho rivisto con piacere anche la città, che durante la mia assenza è molto cambiata.

Venticinque anni sono passati dalla finale con l’Ajax: cosa ricorda di quelle due partite?
A Torino sono stati due anni belli, perché il primo anno abbiamo fatto bene in campionato nonostante squadre forti come Milan, Sampdoria, Inter, poi la seconda mia stagione abbiamo giocato quella finale, purtroppo persa senza meritalo. Nelle due partite con l’Ajax abbiamo meritato noi: ci penso con nostalgia e con rammarico, per non aver potuto dedicare ai tifosi quella vittoria e per non averla festeggiata con loro.

Un Toro che aveva eliminato il Real Madrid in semifinale, proprio la sua ex squadra: e in Spagna l’ambiente che i granata trovarono era ostile…
Nell’avvicinarci verso il Bernabeu, mentre eravamo sul pullman, ci sono stati brutti episodi (una sassaiola, ndr). In campo la pressione era fortissima, specialmente su di me. Io ero professionalmente preparato a tutto, anche se tornare a casa è stato molto strano. Allo stesso tempo quelle due partite con il Real Madrid mi hanno dato una gioia incredibile, abbiamo fatto qualcosa di incredibile, non è facile battere il Real, né giocare una finale.

Gran Gala Granata
Gran Gala Granata
Gran Gala Granata
Gran Gala Granata
Gran Gala Granata
Gran Gala Granata
Gran Gala Granata
Gran Gala Granata
Gran Gala Granata
Gran Gala Granata
Gran Gala Granata
Gran Gala Granata
Gran Gala Granata

Un Toro che era soprattutto un grande gruppo, quello di Mondonico
Sì, credo che il Toro abbia fatto quello che ha fatto quell’anno grazie alla forza del gruppo. Avevamo tutti differenti qualità, ma tra noi c’era soprattutto rispetto. Insieme eravamo forti, ed è questa unione che ha fatto la differenza. Sono passati venticinque anni e ci siamo ritrovati qui al Gran Galà Granata: ma è stato come se non ci vedessimo da un solo giorno.

Un bilancio dell’esperienza al Toro?
Sono stati due anni belli, per me che arrivavo da Madrid: sono nato lì e sono stato sette anni al Real, ma mi sono sentito sempre a casa a Torino. Ogni volta che torno il calore della gente mi ha fatto capire che era davvero così. Dopo tanto tempo è uguale, qui mi sento sempre felice: questo dimostra che non è importante la quantità del tempo ma la qualità: sono stati solo due anni ma intensi, il Toro è speciale nella mia vita, anche a livello personale lo è la città. Sono stato qui con la mia famiglia e poi dopo anche con la mia attuale moglie. I ricordi sono tantissimi.

Il 25 maggio rinascerà il Filadelfia, che lei ha visitato insieme ai suoi compagni, mercoledì scorso. Che impressione le ha fatto?
Ho provato nostalgia: tanti ricordi mi legano al Filadelfia, vedere che in piedi c’è ancora qualcosa del vecchio stadio mescolato al nuovo mi ha fatto piacere. Spero che possa essere un nuovo inizio per il Toro: che la squadra possa crescere e stare più in alto possibile

Di derby ne ha giocati e vinti: com’era affrontare la Juve venticinque anni fa?
Il derby è una partita speciale, soprattutto per il tifo della città: un tifo caldo, quello del Toro. I ricordi sono belli perché noi ci sentivamo forti, non pensavamo di poter perdere e questa era la cosa più importante.

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paolo 67 (tabela)
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paolo 67 (tabela)

C’è chi rimpiange Vives e chi Martin Vasquez……. io sto con Martin Vasquez.

Renatoro11
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Renatoro11

Con Raga lottavano x altri obbiettivi. Ricordo il derby della doppietta di Casagrande. Fece ammettere Reuter e costrinse Trapattoni a cambiargli, invano, tre marcature. Giocatore enorme, fortissimo…averne adesso uno così…

Laura (Kamil)
Utente
Laura (Kamil)

Rafa è indiscutibile sotto tutti i punti di vista.