Incredibile quanto accaduto nel finale di Bergamo: dalla tribuna di mercoledì all’episodio contro l’Atalanta
Cosa avrĂ mai fatto di così stupefacente Cristiano Biraghi negli ultimi due giorni tanto da convincere Baroni a schierarlo in un momento così delicato del match di Bergamo? Come avrĂ fatto a convincere l’allenatore che solo mercoledì scorso lo aveva confinato in tribuna “per scelta tecnica”? SarĂ successo qualcosa di strabiliante, altrimenti non si spiega come un calciatore palesemente fuori dal progetto venga mandato in campo a cinque minuti piĂą recupero dalla fine – roba da leccarsi i baffi, per qualcuno, provate a chiedere a chi per mesi ha fatto solo panchina, per esempio Ilkhan – di una partita ancora in bilico.
Il tentativo di traversone e quella rincorsa, chiamiamola così, su Pasalic, manco l’atalantino fosse Bolt, non meritano nemmeno un commento. Nè meriterebbe di essere offesa e derisa la maglia che si indossa. Qui però le responsabilitĂ vanno ben divise: perchĂ© c’è chi questo giocatore lo ha portato a Torino, ma pure chi, non piĂą tardi di un mese fa lo ha definito “un capitano”. Ecco, no. Passi anche la possibilitĂ di definirlo “un rinforzo”, se l’alternativa al suo arrivo era Borna Sosa, ma scomodare la parola capitano vuol dire fare un torto a chi quella fascia l’ha indossata (e la indossa) con orgoglio. E che ai bambini, al massimo, sorrideva o firmava un autografo.

Mi hai sempre fatto schifo. Ricordo benissimo parole su di te di amici viola. Fascio di mer.da
Ha pure quel difetto lì?
L’uomo che sussurrava ai bambini, dovrebbe cogliere l’attimo fuggente e….
bastava sapere cosa ne pensano a Firenze x non prenderlo.Una societĂ normale lo deferisce e lo mette fuori rosa,poi lo fa marcire.Uomo senza valori,come il boss