Editoriale / I segnali arrivati nelle ultime settimane non sono per nulla incoraggianti: al Torino serve una svolta decisa

Viene da domandarsi se, Belotti e pochi altri a parte, dentro lo spogliatoio del Torino qualcuno abbia di recente dato un’occhiata alla classifica, se tutti abbiano capito che il rischio di retrocedere in serie B è più che concreto. Dubbi leciti dopo aver visto sul parziale di 1-0 Meité, entrato da poco in campo e quindi carico di energie, cadere a terra dopo un normale contrasto con Vignato sulla trequarti e, anziché rialzarsi subito e cercare di riprendere quel pallone perso, stare per 4/5 secondi accovacciato a osservare come proseguiva l’azione offensiva del Bologna. Con tutta calma ha poi corricchiato fino al limite dell’area, salvo poi perdersi l’inserimento in area di Soriano che ha potuto servire a Svanberg un pallone d’oro. Quello avuto dal francese non è certo l’atteggiamento di chi è consapevole di dover giocare alla morte per portare a casa tre punti d’oro per avvicinarsi al quartultimo posto, semmai è l’atteggiamento di chi il campo per un bel po’ di tempo non lo dovrebbe vedere.

Meité è il simbolo del Torino che va a fondo, ma non è stato certo l’unico a essere sceso in campo con il Bologna con atteggiamento superficiale, da partitella tra scapoli e ammogliati. La lista degli insufficienti e di chi non è sembrato proprio giocare con il coltello tra i denti è lunga e comprende anche nuovi acquisti quali Linetty e Rodriguez. Il Torino contro il Bologna, così come già era successo contro l’Udinese (con la Roma non è che le cose siano andate meglio, almeno fino a quando i giallorossi hanno tenuto alto il livello di attenzione, anche se c’è l’attenuante dell’inferiorità numerica), ha lanciato segnali per nulla incoraggianti, ben peggiori di quello che i risultati finali lasciano intendere. Giampaolo non è il responsabile principale di questo scempio, perché la scorsa estate era evidente a tutti (a quanto pare tranne che a Cairo e ai dirigenti granata) che la squadra sarebbe stata da rifare anziché limitarsi a cambiare i terzini ma ora, per cercare di salvare il salvabile e evitare la retrocessione, serve una svolta anche sul piano tecnico: un nuovo allenatore che sappia scuotere e rivitalizzare la squadra. Dispiace per Giampaolo, ma i segnali arrivati dal campo non fanno presagire nulla di buono per il futuro. A meno che non ci sia un cambiamento.

Marco Giampaolo e Davide Vagnati escono dal campo
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ultimo aggiornamento: 21-12-2020


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oguro65
oguro65
26 giorni fa

pensiero su giampy: se ci racconti che stai cercando di togliere le scorie, di rendere tutti più propositivi e offensivi e poi in una partita da vincere assolutamente mandi in campo due terzini bloccati più l’innesto di meite, forse il problema delle scorie ce l’hai pure tu….maledetto l’equilibrio e chi… Leggi il resto »

oguro65
oguro65
26 giorni fa

Se prendi un disperato che non vuole più nessuno, si ricade nella solita minestra degli asserviti. Mi ripeto, due soli nomi in giro non corrispondono a questa solfa: Faggiano e D’Aversa. Il primo ha retto pochi mesi con preziosi, alter ego di cairo, il secondo quando ha capito che a… Leggi il resto »

rotor
rotor
26 giorni fa
Reply to  oguro65

Faggiano e D’Aversa sarebbero la migliore soluzione per noi.

Simone(Toroxever)dito su👆 per gli anonimi 🐰 🐰 🐰 68
Simone(Toroxever)dito su👆 per gli anonimi 🐰 🐰 🐰 68
26 giorni fa

Concordo che non si può più andare avanti così, ma il cambio va fatto in dirigenza prima che in panca. In panca abbiamo cambiato tanti e tanti allenatori ma il risultato è rimasto sempre lo stesso. Se chi ha preso gli allenatori, i DS i dirigenti e messo i (pochi)… Leggi il resto »

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