Rivoluzione, taglio netto col passato: la squadra di Mihajlovic ha bisogno di tempo per diventare il Toro che l’allenatore sta plasmando

Tempo al tempo. Ad ogni rivoluzione segue un periodo di assestamento, e il mercato del Toro è stato a suo modo rivoluzionario, riportando alla mente un periodo lontano ormai anni luce. L’ultima era stata la rivoluzione dei peones, diversa per momento storico e per caratteristiche.
Nelle ultime settimane sono arrivati giocatori di indubbio talento: da Valdifiori, ad Hart, passando per Castan, Falque e Ljajic, solo per citarne alcuni. Una squadra nuova, che non ha punti di riferimento, caratterizzata da una forte discontinuità con il recente passato. Non uno scheletro fisso al quale l’allenatore ha aggiunto qualche tassello, ma un sistema di gioco nuovo, idee diverse, difesa reinventata, interpreti intoccabili ora in panchina.

Se Mihajlovic non vuole e non cerca alibi, uno è giusto concederglielo: il Toro è ancora alla ricerca di sé stesso ed è evidente che la squadra abbia bisogno di tempo per diventarlo davvero. Per diventare quel pugno chiuso di cui l’allenatore serbo parlava alla vigilia della gara con l’Atalanta: un gruppo unito capace anche di superare i momenti di difficoltà. E di difficoltà a Bergamo i granata ne hanno avute: un primo tempo da rivedere, tanti errori e poca reattività.

Cinque degli undici titolari di ieri erano (sono) nuovi acquisti, alla ricerca dell’intesa con il resto del gruppo: dove non arriva la classe (la pecca, fino a gennaio, rimarrà il non avere acquistato un sostituto all’altezza di Maksimovic) solitamente arrivano lavoro e abnegazione. Per non parlare degli assenti (altro alibi a cui Mihajlovic non vuole aggrapparsi): il Toro ha affrontato l’Atalanta senza il capocannoniere della squadra, Belotti, e senza il colpo di inizio mercato, Ljajic, due dei tre titolari in attacco.

Il Toro non cerca alibi ma forse ha bisogno di tempo e fiducia: nel frattempo potrà correggersi, crescere e diventare più coraggioso. Basterebbe esserlo almeno la metà del suo allenatore per essere sulla buona strada.


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tirrenogranata
7 anni fa

Ah, e non voglio parlare degli infortuni. Non è sinonimo che c’è qualcosa che non va nella preparazione? Un Maxi Lopez grasso come un maiale non potevamo prevederlo? No?

tirrenogranata
7 anni fa

@non-miva: ho sempre detto che preferisco il possesso palla al non-gioco di Mihajlovic. Il problema è che se il possesso palla lo fa il Barcellona allora è un bel vedere (ovvio, con quegli interpreti che ha), ma se lo facciamo noi facciamo schifo, ci annoiamo e via di conseguenza. Ripeto,… Leggi il resto »

mauri
mauri
7 anni fa
Reply to  tirrenogranata

Il possesso palla fatto nella propria metà campo con continui scambi tra portiere e difensori non serve nulla e non si può neppure definire possesso palla. Calci d’angolo a nostro favore con retro passaggio a padelli.. Grande innovazione tattica

non-miva
7 anni fa

Prima tutti contro Ventura perché troppo possesso e poca grinta.
Mihajlovic sì che sarebbe uno da Toro.
Adesso tutti contro Mihajlovic perché troppa grinta e poco gioco.
Esonero, alternative.
Serie B.
Fate tenerezza.

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