Cronaca di un suicidio annunciato

di Franco Ossola - 24 Settembre 2017

Torna “Ieri, oggi e domani”, la rubrica di Franco Ossola su Toro.it: tutta la delusione per il derby della Mole perso ieri contro la Juventus

E questa volta non venitemi a raccontare che è stata una partita decisa da episodi. No.
Non venitemi a parlare di un arbitro contrario o a puntare il dito sulla immancabile espulsione di uno dei nostri. No.
È stata la cronaca, puntuale, crudele e impietosa, di una sconfitta annunciata da giorni con proclami che sanno tanto di presunzione e confermata dalla lettura della formazione ufficiale: Toro con due a metà campo, come a dire al patibolo di propria iniziativa, tirando noi stessi il carretto del giudizio. La rigidità del modulo previsto, more solito, dal trainer granata è, a mio avviso, un segnale di chiari limiti tattici e di una mancanza di “fantasia” calcistica.Non si possono affrontare squadre attrezzate, forti e volitive, dense nel cuore del campo, con due uomini, sperando che gli esterni d’attacco rientrino (cose che non fanno, Niang docet, perché non è il suo, il loro mestiere) o che gli esterni di difesa si catapultino in avanti a scombiccherare difese agguerrite e pronte, magari segnando anche.

Mi sembra tatticamente un non senso costringere un attaccante (il più delle volte svogliato) a improvvisarsi difensore, rientrando, piuttosto che schierare un laterale o interno in più, chiamato a svolgere il proprio compito, quello cioè di fare ciò per il quale è stato tesserato. Se la cosa può risultare fattibile (sempre correndo comunque ampi rischi, Benevento e Udine) in alcune occasioni; non lo è di certo – ma non ci vuole tanto a comprenderlo – contro formazioni che fanno del cuore del campo la base, la rampa di lancio del loro essere, la roccaforte solida dell’impostazione del loro gioco.

Senza contare che i due ai quali il mister affida la guida del centrocampo (al momento Baselli e Rincon) non sono robot instancabili e che dunque nel giro di un campionato possono non solo subire danni, ma andare incontro a cali di rendimento, a squalifiche e a stanchezza di vario genere (mentale, psicologica, fisica), considerato che i loro rispettivi sostituti non paiono, a dirla tutta, all’altezza.

Si sa, siamo tutti allenatori e ciascuno di noi la pensa a proprio modo. C’è però un innegabile dato di fatto che credo tutti, al di là di facili entusiasmi, possono intuire: affrontare alla baionetta eserciti soverchianti in numero e meglio armati là dove la battaglia viene da sempre giocata e decisa, ossia il cuore del campo, in nome di una spericolatezza che il più delle volte non premia, pare un segno dal duplice aspetto: da un lato di sovrastima del proprio valore (figlio di un atteggiamento venato di presunzione), dall’altro di “ingessatura”, per non dire di incapacità di far assumere alla squadra atteggiamenti tattici diversi.

Il motto “più attaccanti metto in campo, più vinco”, non funziona e per una squadra che trama ambizioni europee è indice se non di ingenuità per lo meno di sfrontatezza. Anche il punticino ha il suo peso, quando la corsa, come sarà, si svolge sul filo di lana e solo il fotofinish è in grado di dire chi approda al podio.

Tutto ciò tralasciando, resta comunque l’amaro dell’ennesima batosta subita in una stracittadina. Un match che le fanfare granata davano giocabile e che la realtà delle cose ha rimesso nella casella delle solite buone intenzioni che vengono meno all’atto pratico. La delusione del popolo granata è forte e palpabile, ancor più rammaricata dal fatto che, questa volta, non c’è proprio stata partita: non un tiro, non un guizzo, niente. Mentre al contrario, il bottino incassato avrebbe potuto essere assai più consistente di quello subito, al punto da trasformarsi in una umiliazione intollerabile, ancor superiore a quella, già dura, ahinoi incassata.

Per tutto questo, sarà igienico, prima di altri proclami, farsi esami di coscienza e, soprattutto, ripassare qualche utile trattato di tattica calcistica, dove trovare, magari, qualche utile spunto su cui meditare.

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Alessandro (Ale67)
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Alessandro (Ale67)

Analisi perfetta. Un’ umiliazione da ascriversi tutta al ns allenatore. Alla sua cocciutaggine, alla sua incapacità tattica. Le scuse a noi tifosi mi fanno solo salira ancor di più la carogna!

deolone72
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deolone72

Il buon Franco (Ossola) ha scritto la sacrosanta verità e condivido in pieno tutto il suo articolo. Nessun allenatore mi ha mai deluso quanto questo serbo presuntuoso e ignorante come non mai. A livello tattico potrebbe allenare forse solo la “Longobarda”, mentre a livello mediatico è solo chiacchierone. Capisco che… Leggi il resto »

odix77
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odix77

la maggior parte di noi dopo aver visto le prime gare di campionato e aver visto niang in campo speravano in due cose : centrocampo a 3 (metti chi vuoi) , e assenza di niang….. gli addetti ai lavori erano dubbiosi sul modulo contro la juve… l’unico che non ha… Leggi il resto »

gix
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gix

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