Mentalità a confronto: il campione si pone obiettivi, il Toro no - Toro.it

Mentalità a confronto: il campione si pone obiettivi, il Toro no

di Vincenzo Chiarizia - 18 Novembre 2020

Penna granata in trasferta / “Bisogna avere obiettivi, non giochiamo perché è divertente giocare”. La filosofia di Ibra in opposizione a quella del Toro.

Si è detto più e più volte di quanto la squadra di Giampaolo sia monca in più di un ruolo e già questo rende l’idea come la squadra granata possa vivere delle difficoltà. A mancare al Torino oltre agli attori, manca il senso di appartenenza, l’identità e il lottare per qualcosa, vale a dire il rispetto della maglia, il porsi degli obiettivi e avere ambizioni. Manca in sostanza la visione che la squadra deve avere e queste cose possono essere date soltanto dall’operato societario. Quando una società valuta positivamente la rosa monca in più ruoli consegnata al proprio tecnico, dichiarando svariate volte “Non ci poniamo obiettivi, viviamo giorno per giorno” si ottiene l’effetto (spero involontario) di spingere i calciatori a dare il minimo sindacale.

Quando Ibrahimovic è tornato al Milan a parametro zero a fine 2019, il club rossonero si era accordato con lo svedese per un ingaggio da 3,5 milioni fino a giugno 2020 più 500 mila di bonus e rinnovo automatico al verificarsi di facili condizioni, le quali l’hanno portato quest’anno ad ottenere un ingaggio da 6 milioni netti più bonus, per arrivare così a 10 milioni in tutto. Dunque in complesso l’investimento Ibrahimovic è costato alle casse rossonere la somma lorda complessiva di circa 28 milioni per 18 mesi. Il contratto andrà in scadenza a giugno 2021 e per il momento le parti sono in trattativa per l’eventuale rinnovo. Con i ventotto milioni investiti dal Milan per Ibrahimovic, i rossoneri si sono assicurati un fuoriclasse, un gran ritorno di immagine e una resa migliore di tutta la squadra. L’attaccante svedese classe ’81, come scrive Luigi Garlando sulla Gazzetta dello Sport, è un esempio per tutti i giocatori. E’ il classico elemento carismatico che viene seguito da tutti i giocatori in tutti i suoi comportamenti. Per cui se Ibra ha l’attitudine al lavoro e alla disciplina ne consegue che sotto questi aspetti la rosa complessivamente avrà un miglioramento ed infatti anche i risultati di quest’anno cominciano anche a vedersi. Inoltre, Ibrahimovic, dopo il deludente pareggio contro il Verona nel match in cui la punta ha sbagliato anche un rigore, ai microfoni di Sky da vero leader si è assunto le proprie responsabilità. Si è mostrato di un’umiltà inaspettata. Ha candidamente ammesso di essere stato poco lucido e poco cattivo sotto porta dicendo “Oggi non c’ero.” Ha legittimato e rafforzato la posizione di Pioli quando gli è stato chiesto se accetta ogni tanto di stare fuori e lui ha detto: “Sì, è il mister che mi dice tu oggi giochi 45 minuti e ovviamente accetto. Inoltre ho giocato l’Europa League a Manchester e so che è una competizione complicata. Giocare il giovedì, quando solitamente riposi, non è semplice. Comunque se posso giocare, io gioco e da dopo l’infortunio ogni volta che entro in campo mi sento come un bimbo”. Segno anche come da vero uomo ha tratto insegnamenti positivi anche dall’esperienza negativa del bruttissimo infortunio al ginocchio patito a Manchester.

Ma le parole che mi hanno trasmesso maggiormente il magone, pensando al nostro povero Toro, è quando rispondendo alla domanda di Piccinini “Tu ci credi veramente allo scudetto o era un modo per caricare l’ambiente?” Lui ha risposto con la massima naturalezza e facendo passare la sua risposta come fosse un’ovvia banalità “Prima e durante il campionato bisogna avere obiettivi. Non giochiamo perché è divertente giocare. Giochiamo anche per quello, certo, ma bisogna porsi degli obiettivi. Non possiamo entrare in campo ed essere contenti solo per giocare a calcio. Almeno così sono fatto io. E’ mia mentalità e la mia filosofia”. La filosofia di un campione in totale opposizione alla filosofia societaria del Toro.
Se pensiamo a tutti i soldi buttati negli ultimi anni dal Toro nel mercato, con acquisti sbagliati o improvvisati come ad esempio quelli di Niang e Zaza, i 28 milioni spesi sinora dal Milan sono stati un ottimo investimento. Immaginiamo un giocatore come lui nella nostra rosa, oltre a far rendere tutti di più, riporterebbe un po’ di rigore in squadra. Immagino i giocatori più indolenti tremare al cospetto di Ibrahimovic, e la sua sola presenza regalerebbe allo stesso tempo anche un Mental Coach al club, visto che la rosa del Toro ne avrebbe enormemente bisogno per curare i giocatori più difficili da motivare come Verdi o proprio Zaza.

Ma aprendo gli occhi, e svegliandosi dal sogno, se una società non ha ambizioni e vive alla giornata come solo il club granata di Cairo sa fare, come può arrivare anche solo a pensare di poter prendere un giocatore come Ibrahimovic? Come può una società senza ambizioni e senza obiettivi prendere dei giocatori che vivono per il raggiungimento degli obiettivi sportivi? Escluso il Gallo e Sirigu, nel Toro ci sarebbe bisogno di un giocatore che non abbia necessariamente la classe di Ibra, ma che abbia la sua testa. Questo genere di calciatori potremo vederli al Toro solo quando il nostro presidente avrà finalmente salutato Torino. Nel frattempo, aspettiamo il match di domenica di San Siro, nella speranza che i grintosi che vendono cara la pelle come Meité e Verdi, diano il loro massimo.

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vecchiamaniera
vecchiamaniera
9 giorni fa

Come sempre Chiarizia centra il punto,più volte evidenziato su questo sito dalla maggior parte dei tifosi.Non avere obiettivi stagionali quali stimoli può dare a una squadra di suo già carente più sul piano mentale che su quello tecnico e ovviamente se la forza mentale è assente anche i discreti mezzi… Leggi il resto »

Alex
Alex
10 giorni fa

Questo articolo mi è piaciuto per la connessione tra mentalità e assenza della stessa, che è ciò che giustamente fa la differenza. Eh, anche qui, bisogna sottolineare che il pesce puzza sempre dalla testa. Continuo ad essere convinto, e questo articolo mi ha dato un altro spunto che avevo ormai… Leggi il resto »

Mikechannon
Mikechannon
10 giorni fa

Non porsi obbiettivi significa evitare di farsi false illusioni sapendo bene che la squadra e’ modesta. Poi si vede. Cosa c’entra il Toro con il Milan? Ancora due passi falsi e la favola Pioli- Ibrahimovic e’ già finita.