Quando anche con il VAR si è di fronte a difformità di giudizio con l’utilizzo di un metro diverso, i sospetti diventano inevitabili.

Più passa il tempo e più il VAR, Video Assistant Referee, sta perdendo di credibilità. Prima del VAR i torti arbitrali avvenivano con il solo il direttore di gara a prendere la decisione, tuttavia restava il senso che l’errore fosse fatto in buona fede perché, oggettivamente, arbitrare è un mestiere complesso e qualcosa può sfuggire. Oggi però con il VAR è impensabile che alcune decisioni errate possano essere prese, proprio perché c’è il VAR. E dunque quando accadono dei torti arbitrali, il sospetto che ci sia addirittura malafede si addensa nella mente delle persone. Anche perché se si applica un determinato metro di giudizio adottato sia dal direttore di gara che da chi è deputato ad assistere dal video gli arbitri, ci si aspetta che lo stesso metro di giudizio, pur se discutibile, venga applicato. Ma quando anche con il VAR si è di fronte a difformità di giudizio con l’utilizzo di un metro diverso, i sospetti diventano inevitabili.

Ciò che è accaduto in Torino-Bologna, gara valevole per la 17ª giornata di campionato, terminata per 2 a 1 in favore dei granata è a mio parere sconvolgente. Il direttore di gara era il mio concittadino Federico Dionisi, mentre al VAR c’era Paolo Fabbri. Passata la mezzora del secondo tempo Sansone del Bologna scatta in profondità, Milinkovic Savic in uscita evita il contatto, ma con la testa tocca il costato di Sansone già in caduta. Per Dionisi è rigore, Fabbri al VAR non interviene ed il Bologna accorcia le distanze. A mio modo di vedere quello non è mai rigore e, avendo a disposizione uno strumento come il VAR per verificare la correttezza del giudizio arbitrale sul singolo evento, trovo assurdo che non si sia ritenuto opportuno nemmeno di perdere 30 secondi per almeno un check via radio. Se dunque si fosse deciso di punire con un metro di giudizio piuttosto severo il contatto tra il portierone serbo e Sansone, la cosa, pur se discutibile, potrebbe anche andare bene. Ma allora come si fa a non concedere pochi minuti dopo il rigore al Torino per l’intervento di Viola su Pjaca, sicuramente molto più netto? Anche in questo caso sembrerebbe non esserci stato nemmeno un check via radio da parte del VAR. Per trovare una risposta ecco di seguito cosa c’è scritto nel protocollo VAR in vigore:

“L’arbitro può essere assistito dal VAR solo in caso di un “chiaro ed evidente errore” o “grave episodio non visto” in relazione a:
• rete segnata / non segnata
• calcio di rigore / non calcio di rigore
• espulsione diretta (non seconda ammonizione)
• scambio d’identità quando l’arbitro ammonisce o espelle il calciatore sbagliato
L’assistenza del VAR riguarderà l’uso di replay dell’episodio. L’arbitro prenderà la decisione finale che può basarsi esclusivamente sulle informazioni del VAR e/o sulla revisione del filmato effettuata direttamente dall’arbitro “a bordo campo” nell’area di revisione.

Credo che con l’espressione “solo in caso di un chiaro ed evidente errore o grave episodio non visto”, possiamo analizzare le scelte del direttore di gara. È un chiaro ed evidente errore il rigore concesso al Bologna? Forse no, perché pur se marginale, un contatto tra la testa di Vanja Milinkovic Savic e il costato di Gianluca Sansone c’è stato. Ma allora come non valutare un chiaro ed evidente errore la mancata sanzione all’intervento di Viola su Pjaca, e dunque perché Fabbri non ha richiamato Dionisi?

Continuando a leggere il protocollo, tra i PRINCIPI troviamo al punto 3 che “La decisione iniziale assunta dall’arbitro non sarà modificata a meno che la revisione video non mostri palesemente che la decisione era un “chiaro ed evidente errore”. E dunque come detto il rigore su Sansone, pur se generoso, nel rispetto del protocollo VAR poteva starci, semplicemente perché in assenza del chiaro errore, il VAR giustamente non poteva intervenire. Ma sull’episodio di Pjaca, visto il metro di giudizio utilizzato da Dionisi su Sansone, il VAR, vale a dire Paolo Fabbri, non ha ritenuto di richiamare l’attenzione dell’arbitro. Inoltre al punto 4 dei principi leggiamo “Solo l’arbitro può iniziare una “revisione”; il VAR (e gli altri ufficiali di gara) possono solo raccomandare una “revisione” all’arbitro.” Dunque Fabbri avrebbe dovuto richiamare Dionisi raccomandando, appunto, una revisione.

Insomma il protocollo del VAR, soprattutto nel caso di Pjaca, non è stato minimamente rispettato. Fabbri poi è stato premiato con la designazione per la direzione arbitrale di Torinio – Verona per la 18ª giornata di campionato. Mentre per Sampdoria – Torino di ieri sera in Coppa Italia al VAR è stato designato Mazzoleni, alla terza designazione al VAR in una partita del Torino in circa un mese. Per quanto riguarda il rigore concesso alla Doria un check radio con la sala VAR c’è stato lo stesso, pur senza un chiaro ed evidente errore (anche se a mio modesto avviso quello non è rigore), mentre in grazia di Dio il VAR è intervenuto correttamente correggendo il chiaro ed evidente errore di Piccinini, concedendo il primo rigore stagionale a favore per i granata.

Insomma il VAR è uno strumento utile, ma la gestione Rocchi sta rendendo l’utilizzo di questo utile strumento una barzelletta. Certo, è auspicabile quanto prima la possibilità di ascoltare i dialoghi tra sala VAR e arbitro, tuttavia nell’attuazione confusionaria del protocollo VAR si sta perdendo a mio modo di vedere il vero obiettivo che dovrebbe perseguire, vale a dire l’azzeramento dei torti arbitrali.

Var maxischermo
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ultimo aggiornamento: 17-12-2021


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corrado
corrado
7 mesi fa

Sono d’accordo sul fatto se c’era un rigore da dare, era quello per il fallo su Pjaca e non quello per l’uscita di Milinkovic-Savic. Il Var non c’entra nulla però con i due episodi, perché in entrambi i casi l’arbitro era ben posizionato, ha visto chiaramente l’azione e l’ha giudicata… Leggi il resto »

VincenT
VincenT
7 mesi fa

Purtroppo la considerazione riguardo a queste preferenze arbitrali sempre a nostro sfavore, ci porta a lagnarci nella nostra storia con continue ingiustizie, ma nelle ultime due partite c’è la risposta concreta, perchè non è possibile che subiamo sempre metri di giudizio differenti e sempre per difetto, un rigore dato che… Leggi il resto »

ardi06
ardi06
7 mesi fa

Ma come mai un personaggio così importante, con mezzo main stream nelle sue mani, non fa nulla per il bene del Toro. Ne denunciare i torti a mezzo stampa ne niente per far crescere la società a 360 gradi. Sarà mica stato messo lì per offrirci al massimo un galleggiamento,… Leggi il resto »

GD ( 0.3ini : i migliori alleati di Cairo)
GD ( 0.3ini : i migliori alleati di Cairo)
7 mesi fa
Reply to  ardi06

“E potrei andare avanti per ore”

No dai, è piu che sufficiente così
(e già letto 1.000 volte)

Tifosi divisi, Cairo più forte. Ma con un compratore…

La possibilità di stupire è per tutti: a Cairo e Vagnati la volontà di coglierla