Dopo la partita non giocata tra Atalanta e Torino, torna La penna granata in trasferta di Vincenzo Chiarizia

Il 15 maggio del 1949, Torino e Genoa scesero in campo, in un match del massimo campionato italiano allo stadio Filadelfia, con la squadra Primavera. Come tutti i tifosi granata sanno la ragione è semplice: era la prima giornata di campionato dopo la tragedia di Superga, per cui era naturale che il Torino scendesse in campo con i suoi giovani, ma non era naturale che il Genoa facesse lo stesso. Invece, come gesto di cavalleria, anche i rossoblù schierarono i giovani. Sono passati più di 72 anni, ma sembra di vivere davvero in un altro mondo.

Nel mondo attuale accade che ieri la Lega di Serie A ha stabilito, con un protocollo emanato il mattino del giorno in cui si sarebbero dovute giocare le gare, che se una squadra ha almeno 13 negativi, deve scendere in campo, purché ci sia almeno un portiere e che si tratti di giocatori nati entro il 2003. Di conseguenza la Lega vuole imporre alle squadre che hanno il gruppo squadra in isolamento, come il Torino appunto, di schierare la formazione Primavera contro, ad esempio, l’Atalanta priva di pochi positivi, ma con lo zoccolo duro non messo in quarantena come accaduto al Torino. Il nuovo protocollo ha l’unico fine di garantire, secondo la Lega di Serie A, la regolarità del campionato. Come se la regolarità fosse data unicamente dall’imprescindibile rispetto del calendario e non, ad esempio, dall’avere un regolamento uguale per tutti (concertato con tutte la parti interessati vale a dire Governo e SSN) prima del via del campionato, dall’avere la concomitanza delle partite, dal dare a tutte le squadre, al netto di infortuni e squalifiche, la possibilità di schierare l’undici migliore, composto magari da giocatori con acciacchi fisici ecc. Infatti quante volte abbiamo sentito negli anni, durante le partite, che il giocatore X ha stretto i denti ed è sceso in campo lo stesso oppure che il giocatore Y la mattina della gara aveva la febbre ed è stato fatto scendere ugualmente in campo? Personalmente non sono d’accordo nello sfruttare i calciatori quando sono in condizioni di salute deficitarie, ma voglio solo sottolineare che nei casi succitati le società avevano comunque la scelta di rischiare il calciatore acciaccato/febbricitante o meno. Con la positività al COVID19 ciò non è possibile! E questo, secondo i grandi pensatori del consiglio della Lega di Serie A, non sarebbe un fattore che falsa il campionato? La regolarità è far giocare il Torino, il Napoli o chicchessia con la Primavera, se non può schierare l’undici titolare per un’imposizione dell’autorità sanitaria? Ma che cosa è diventata la Lega di Serie A? A mio modesto avviso chi governa il calcio dovrebbe rappresentare e tutelare tutte le società che la compongono. Come si fa a partorire una scelleratezza simile? L’ideona di schierare la Primavera l’ebbe inizialmente Lotito quando, nella passata stagione, ha fatto di tutto per ottenere il 3 a 0 a tavolino contro il Torino, dichiarando alla vigilia del match, che il Torino avrebbe potuto schierare i giovani. Ovviamente l’opportunismo non è solo in casa Lazio, purtroppo è diffuso tra molte società della massima serie italiana. Ad esempio l’Udinese non ha fatto una bella figura. Quando è stata rinviata Udinese-Salernitana, il direttore dell’area tecnica, Pierpaolo Marino, aveva dichiarato: “La posizione ufficiale è che la Lega non ha, giustamente, rinviato la partita e noi in ossequio al regolamento siamo tenuti a presentarci in campo…” mentre per la gara di ieri Fiorentina-Udinese, non giocata perché la ASL ha bloccato il gruppo squadra friulano, la società bianconera ha emesso un comunicato in cui, dopo aver menzionato il provvedimento della ASL, recita: “L’Udinese Calcio, di conseguenza, recependo le disposizioni dell’autorità sanitaria, ha inoltrato alla Lega Serie A formale richiesta di rinvio delle gare in programma domani contro la Fiorentina e domenica contro l’Atalanta”.

Il problema pandemico è reale e serio e purtroppo c’è tanta confusione non soltanto nel calcio. È vero che il governo e la politica devono dare risposte concrete e fare chiarezza perché con le decisioni delle autorità sanitarie regionali così differenti tra loro è realisticamente difficile capirci qualcosa. Tuttavia la Lega di Serie A sta distruggendo la sua credibilità a colpi di prese di posizione francamente incomprensibili. Un altro aspetto che fa un po’ sorridere è il ricorso al Tar paventato dalla Lega di Serie A in caso di interferenze delle ASL che possano andare contro quanto stabilito nel decreto. In caso di intervento di una ASL, La Lega di Serie A può certamente fare ricorso al TAR perché è nel pieno dei suoi diritti, ma non risolverebbe il problema nel breve periodo perché la decisione del TAR difficilmente, per essere eufemistici, arriverebbe in tempo utile, cioè prima di un tempo limite oltre il quale una squadra non può più partire per affrontare qualunque tipo di trasferta.

Davvero la regolarità del campionato sta a cuore alla Lega di Serie A? Si guardi come la Premier League sta affrontando la situazione e, nella migliore delle ipotesi, si rinviino le gare. Non ci sono date disponibili? Colpa della miopia della Lega di Serie A nel non aver previsto questa eventualità alla vigilia del campionato. Nella peggiore delle ipotesi, invece, si sospenda il campionato e lo si riprenda in condizioni migliori per tutti. Ad ogni modo si agisca per mantenere quel minimo di credibilità rimasta alla Serie A.

Paolo Dal Pino, presidente della Lega serie A
Paolo Dal Pino, presidente della Lega serie A
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ultimo aggiornamento: 07-01-2022


3 Commenti
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suoladicane
suoladicane(@suoladicane)
11 giorni fa

Sono stupito dello stupore, questi sono manigoldi ad essere gentili, ancora lì leggete / ascoltate?

GD ( 0.3ini : i migliori alleati di Cairo)
GD ( 0.3ini : i migliori alleati di Cairo)(@foreverg)
11 giorni fa

Tanto, troppo buonsenso dott. Chiarizia.
Troppo.

Nel calcio di oggi, leggasi 95% business, 5% sport, tutto questo buonsenso non ci sta.

andrepinga
andrepinga(@andrepinga)
11 giorni fa

no. Tiene a i soldi.

La possibilità di stupire è per tutti: a Cairo e Vagnati la volontà di coglierla

Cairo l’ammazzasogni granata