Toro, un club in cui nessuno si assume la responsabilità - Toro.it

Toro, un club in cui nessuno si assume la responsabilità

di Vincenzo Chiarizia - 22 Gennaio 2020

La gente non ne può più delle assenze di ambizioni, della ricerca continua di scusanti. Per il presidente e per Mazzarri è sempre colpa di qualcun altro

Da oggi ospitiamo nelle nostre pagine una nuova rubrica settimanale, Penna Granata in trasferta, curata da Vincenzo Chiarizia. Classe 1983, Vincenzo è un giornalista abruzzese e appassionato granata da sempre. E’ quinto di sei figli quasi tutti granata. Vive a L’Aquila dove collabora con diverse testate. Attualmente è addetto stampa di una società di calcio dilettantistica. Racconta le sorti del Toro con un occhio lontano da Torino, ma con il cuore intensamente granata.
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Dopo le sconfitte subite contro il Parma, Verona e Spal quella contro il Sassuolo è la quarta rimonta ai danni dei granata di questa stagione, tutte subite contro squadre che ad inizio campionato erano considerate alla nostra portata. Invece queste sfide hanno prodotto un punto. E’ vero che in questo campionato i granata hanno vinto match difficili come quelli contro Atalanta e Roma, tuttavia la discontinuità per l’undici granata continua a farla da padrona. Quei sei punti strappati ai bergamaschi ad inizio stagione e ai giallorossi  dopo la sosta natalizia, sono serviti a rimediare ai passi falsi avuti contro Lecce, Sampdoria, Udinese, alle quattro rimonte succitate, alle imbarcate contro Lazio e Inter e al solito derby perso senza tirare in porta. Si è già ampiamente rimarcata la scellerata scelta di Mazzarri di cambiare Verdi con Laxalt domenica scorsa (scelta avvenuta all’8′ del secondo tempo con il risultato di 1 a 0 in favore del Toro), che ha portato bene in casa contro il Bologna solo grazie alla bravura di San Sirigu e per la generosità di Palacio nel mangiarsi i gol, ma che a Reggio Emilia ha invece compromesso la gara. Possibile che quello fosse l’unico cambio possibile in quel momento del match, nonostante un Millico scalpitante in panchina? L’anno scorso davo merito a Mazzarri perché, nonostante il gioco poco spettacolare, il Toro macinava punti nel girone di ritorno. Oggi non ci resta che sperare che il rendimento della seconda tornata si ripeta. Purtroppo però le avvisaglie non sono positive. Quello che stupisce è la totale assenza di presa di responsabilità da parte del tecnico. Togliere Verdi per aver perso un paio di palloni e tenere Aina in campo, vera sciagura granata al Mapei Stadium, o Berenguer che contro il Sassuolo non è pervenuto, lo ritengo un errore grave per un allenatore di Serie A. Temo che il tecnico stia perdendo le redini della squadra e ogni scelta che fa è quasi sempre sbagliata o fatta in ritardo o addirittura improvvisata. Inserire Millico solo ad un quarto d’ora dal termine è quasi masochistico. Se non altro al Toro farebbe bene gente fresca come l’ex capocannoniere del campionato Primavera o Bonifazi (anziché cederlo), perché puntare su linfa nuova porterebbe entusiasmo all’ambiente ormai depresso, premiando giocatori dall’attaccamento alla maglia quasi sicuramente maggiore rispetto ad altri.

Ciò detto, la zona Europa resta sempre lì a portata di mano nonostante le ataviche difficoltà che il Toro si porta avanti nel gioco e la lacune in rosa soprattutto in mediana. Oggi, come in estate, il presidente del Torino e “ds in pectore” Urbano Cairo, non vuole investire se non prima di aver venduto qualche giocatore. Dunque siamo passati dal “tengo tutti” estivo al “prima vendiamo, poi vediamo” invernale. Quindi delle due l’una: o il presidente ha sbagliato in estate per giustificare l’assenza di mercato, oppure sta sbagliando adesso. Ad ogni modo il risultato sarà presumibilmente lo stesso: è probabile infatti che il Toro non uscirà dal mercato di riparazione rinforzato. Ad esempio pare che la Sampdoria abbia superato i granata nella corsa a Younes, mentre in uscita ci sono due giocatori: il più tecnico della rosa come Iago Falque e il prodotto del vivaio Bonifazi. Su quest’ultimo la cessione a titolo definitivo alla Spal che si sta paventando nelle ultime ore è inconcepibile secondo le logiche del tifoso e di ogni ambizione sportiva. Se c’è un difensore da cedere personalmente opterei per Bremer o Djidji, giocatori a mio modo di vedere con minori margini di miglioramento. Secondo la logica delle plusvalenze, cedere Bonifazi è invece l’unica operazione possibile, perché essendo un prodotto del vivaio a circa 12 milioni l’intera cifra sarebbe una plusvalenza enorme per le casse granata. Invece per quarto riguarda Falque, liberarsene potrebbe avere senso soltanto se si avesse l’intenzione di rimpiazzare il giocatore, osannato in società dopo avergli assegnato la maglia numero 10 in estate, con un giocatore più giovane (magari un centrocampista dai piedi buoni?), ma dal tasso tecnico quantomeno equivalente.

Il Toro in classifica è al nono posto ed è a tre punti dal Cagliari che si trova sesto. Da come non si sta muovendo il Toro in questo mercato di riparazione è evidente che Cairo non ha intenzione di andare in Europa, o quanto meno di assicurarsi la qualificazione. Anche perché qualora il Toro si qualificasse, andrebbe in Europa per fare cosa? Per non allestire una squadra degna che possa superare gli eventuali preliminari o per uscire direttamente ai gironi? La gente non ne può più delle assenze di ambizioni, della ricerca continua di scusanti da parte del presidente, il quale non si assume mai una responsabilità sui fallimenti sportivi che da 15 anni ormai sono una costante per il mondo Toro. Sfortunatamente per il massimo dirigente granata c’è l’Atalanta, prossima avversaria dei granata, che smentisce tutte le sue giustificazioni. Le risposte puerili del presidenti date ai tifosi su Instagram sul Robaldo o sul Filadelfia sono davvero spiazzanti. Per il presidente e per Mazzarri è sempre colpa di qualcun altro e non c’è mai un’assunzione di responsabilità.

In effetti va detto che una piccola assunzione di responsabilità il presidente Cairo l’ha presa, forse involontariamente, in una delle risposte su Instagram. Il presidente scrive: “Posso sempre rimediare”. Rimediare, secondo la Treccani, vuol dire “Trovare una soluzione soddisfacente a situazioni e avvenimenti che comportino un grave danno o pericolo”. Quindi il presidente Cairo riesce almeno a riconoscere che sotto la sua presidenza il Toro non dà risultati e che andrebbe invertita la tendenza. Perciò mi permetto di suggerire a Cairo il rimedio per eccellenza, cioè che facesse come Pallotta, che desse mandato a Goldman Sachs di trovare un acquirente e che vendesse il club. I tifosi tornerebbero a sognare e di sicuro non se ne pentirebbero. Lei presidente potrà continuare a fare quello che sa fare meglio, ossia l’imprenditore, ma lontano dalla fede granata.

Disclaimer: Le opinioni espresse all’interno delle rubriche ospitate da Toro.it sono dell’autore e non rispecchiano necessariamente quelle della Redazione.

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giogranata
giogranata
5 mesi fa

Grazie Vincenzo per la tua disponibilità nello scrivere pensieri che noi tifosi abbiamo. Possiamo essere d’accordo o dissentire. Tuttavia, il tuo è uno scritto che seguirò, sempre, con molta attenzione. L’ambiente è depresso. La realtà dei fatti è che partite perse contro squadre molto limitate come Lecce, Sampdoria, Udinese, Spal,… Leggi il resto »

Sergio (Plasticone69)
Sergio (Plasticone69)
5 mesi fa

Benvenuto nel forum, Ti accorgerai che qui vivono chiaramente dei parassiti il cui unico scopo è il controllo del dissenso.
Costoro non commentano mai l’articolo ma i commenti all’articolo.
Porterai come nella precedente esperienza una visione obiettiva della nostra paludosa realtà come ben esprime il titolo del pezzo.

Lewishenry - Messi non è in vendita, in difesa siamo meglio della Juve...
Lewishenry - Parola d'ordine: Prima vendiamo, poi vediamo...
5 mesi fa

Urbano Cairo VATTENE.
È cosa buona e giusta.
Faresti finalmente un atto di giustizia nei confronti di questa società dopo 15 anni di nulla, in quanto annoverabile fra i peggiori presidenti nella sua storia.
E dare via Bonifazi e Jago è l’ultimo colpo basso che potevi infliggerci.

GD ( 0.3ini da non confondere con i delusi/arrabbiati)
GD (attenti: gli 0.3ini come i black bloc tra i delusi/arrabbiati)
5 mesi fa

e l’atalanta che di giovani ne vende 5 all’anno? ma se la nominate sempre?

il problema non è mai chi si vende, ma chi si compra poi: Belotti o Niang?

Mondo
Mondo
5 mesi fa

Industriale comprati il Toro

Mondo
Mondo
5 mesi fa

Testa di coccio ma ancora ti devo ripetere che l’Atalanta con i soldi dei giovani oltre che farsi una signora squadra ci si è comprata e rifatta lo stadio nuovo ed ha ristrutturato Zingonia…e noi dopo e 15 anni abbiamo in affitto un bilocale come sede

Lewishenry - Messi non è in vendita, in difesa siamo meglio della Juve...
Lewishenry - Parola d'ordine: Prima vendiamo, poi vediamo...
5 mesi fa
Reply to  Mondo

Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere…