Serie A, le parole di Castellacci sul protocollo inapplicabile e la ripresa

Castellacci: “Ripresa del calcio possibile, ma servono date certe”

di Veronica Guariso - 18 Maggio 2020

Le parole del professor Castellacci, presidente dell’Associazione Medici del Calcio, sulla ripresa del calcio ed il protocollo giudicato inapplicabile

Ricominciare il 13 giugno? Penso si possa fare, ma solo se finalmente si prendono delle decisioni. É indispensabile conoscere una data d’inizio per programmare gli allenamenti. Penso si possa ricominciare e me lo auguro.“, questo il giudizio di Enrico Castellacci, presidente dell’Associazione Medici del Calcio, espresso a Radio Rai e riportato dall’Ansa, fiducioso sul ritorno in campo a breve per qunto riguarda il calcio. A riscuotere scetticismo invece il continuo cambio di rotta. “Si potrà giocare, cercando magari di rischiare il meno possibile. Per poter fare questo bisogna che finalmente vengano proposte quelle famose linee-guida di cui si parla ormai da mesi e che non escono mai fuori in maniera concreta.“.

Castellacci: “Fino ad ora proposti protocolli inapplicabili”

Il presidente dell’Associazione Medici del Calcio continua poi con le linee-guida: “Devono essere in grado di essere applicate, altrimenti sono solo carta straccia. Fino ad ora sono stati proposti protocolli inapplicabili. Aspettiamo con ansia questi nuovi. Sarebbe stato meglio, per portare avanti questo iter e senza burocratizzare, un tavolo solo, con membri del Governo, della Figc, della Federazione Medico-Sportiva e dell’Associazione medici del calcio.“. Il protocollo è infatti stato ritenuto impossibile da applicare da club e calciatori. É ora attesa l’approvazione delle modifiche da parte del CTS.

Castellacci: “Paradossale che la responsabilità sia solo del medico”

Continua poi Castellacci sulla responsabilità affidata ai medici: “E’ inconcepibile e paradossale che la responsabilità sia data solo al medico. Il medico, la responsabilità civile e penale, ce l’ha nel Dna professionale. I calciatori, che dovrebbero firmare un foglio in cui si attengono alle linee-guida. Non è che il medico può controllare tutto. Ha ragione chi dice che non si possono costringere i calciatori a un’ulteriore quarantena, bisognerà piuttosto responsabilizzarli, cercando di essere un pochino più flessibili ed entrando nella logica tedesca, non in quella della quarantena in caso di un Covid-19“.

Lorenzo De Silvestri e Tomas Rincon si allenano con la mascherina al Filadelfia
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