Toro, arriva il Chievo ultimo in classifica: ma Di Carlo crede alla salvezza

di Francesco Vittonetto - 27 Febbraio 2019

Il Chievo Verona di Mimmo Di Carlo è a meno sei dal Frosinone penultimo: ma dopo l’addio di Ventura la squadra ha ritrovato qualche certezza

Non chiamateli disperati. Il Chievo Verona di Mimmo Di Carlo, prossimo avversario del Torino in Serie A, crede ancora alla salvezza, nonostante l’ultimo posto in classifica a meno sei dal Frosinone, penultimo, e il meno undici dalla zona tranquillità. Il concetto lo ha espresso lo stesso allenatore gialloblu dopo l’ultimo pari, quello per 0-0 contro il Genoa al “Bentegodi”. D’altronde, dopo l’arrivo del tecnico di Cassino in panchina, qualche punticino è arrivato: una vittoria (l’unica del campionato), contro il Frosinone a fine dicembre e sette pareggi, utili ad ammortizzare il peso delle restanti cinque sconfitte. Soprattutto nelle prime settimane, la cura Di Carlo aveva dato i suoi frutti. E la squadra, sotto shock dopo l’addio improvviso di Ventura – rimasto in sella appena quattro gare, prima di presentare le dimissioni l’11 novembre -, aveva trovato una compattezza inaspettata.

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Tanto che, in appena un mese, il Chievo era riuscito a pareggiare contro il Napoli al San Paolo (0-0, stesso risultato ottenuto dal Torino di Mazzarri) e contro Lazio e Inter in casa (1-1 in entrambe le occasioni). Insomma, un ruolino da cui ben guardarsi in vista della sfida di domenica 3 marzo alle 12.30.

Pellissier e soci, tuttavia, dopo la sosta hanno rallentato la marcia nella classifica di Serie A. Quattro sconfitte su sei gare, tra cui quella piuttosto pesante in casa dell’Udinese di Nicola. I pareggi contro Empoli e Genoa hanno fermato l’emorragia e ridato un lumicino di speranza, anche se il calendario – che dopo il Torino offrirà Milan e Atalanta – è a dir poco impegnativo.

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Fatta eccezione la parentesi di Ventura, che a Verona ha raggranellato tre sconfitte e un pari (portandosi dietro anche le ire di capitan Pellissier) e ha tentato di costruire un progetto tattico basato sul 3-5-2, il Chievo non ha quasi intaccato la filosofia tattica degli ultimi anni: difesa a quattro, un trequartista e due punte. 4-3-1-2 come dogma. Anche se, perso Birsa nel mercato di gennaio, la qualità si è ridimensionata.

Il 10, al momento, lo fa Giaccherini, con il giovane Kiyine in rampa di lancio e il nuovo arrivato Piazon in attesa della prima, vera, opportunità. Là davanti si alternano in tre, l’ex Meggiorini, Stepinski e Djordjevic, ma senza grande profitto: quello del Chievo è il peggior attacco del campionato. E dietro non va certo meglio. 48 gol subiti, seconda peggior difesa della A: i giovani Bani e Barba, con il supporto dei più esperti Cesar e Rossettini, non hanno finora offerto garanzie.

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