Palermo, la presentazione della squadra che domenica affronta il Torino

Torino, ecco il Palermo del “cambiare tutto per non cambiare nulla”

di Andrea Piva - 1 Marzo 2017

Rispetto alla partita di andata il Palermo è cambiato molto: dall’allenatore, al modulo, passando per la struttura societaria

Dopo le complicate trasferte in casa della Roma e della Fiorentina, il Torino domenica tornerà a giocare davanti ai propri tifosi in una sfida sulla carta più semplice: quella contro il Palermo. All’andata la squadra di Mihajlovic giocò quella che senza dubbio è la migliore prestazione lontano dal proprio stadio: il Toro, trascinato dall’entusiasmo delle vittorie nelle due partite precedenti, superò 4-1 i rosanero in una partita in cui Ljajic, appena tornato in gruppo dopo un infortunio, mostrò tutto il suo talento. Quattro mesi e mezzo dopo quella partita nel Palermo però molte cose sono cambiate.

Innanzitutto è cambiato l’allenatore: sulla panchina rosanero non c’è più Roberto De Zerbi ma c’è Diego Lopez (che da qualche settimana ha sostituito Eugenio Corini, l’erede di De Zerbi). Ma l’allenatore differente rispetto all’andata non è una grande sorpresa quando si parla di una società di Maurizio Zamparini, molto più sorprendente è il fatto che lunedì il vulcanico imprenditore friulano si sia auto esonerato dal ruolo di presidente: nei prossimi giorni verrà definito il passaggio del club siciliano ad un fondo anglo-americano. Tornando al calcio giocato, rispetto all’andata il Palermo è cambiato nel modo di giocare: dal 3-4-3 di De Zerbi la formazione rosanero è passata al 4-2-3-1 di Lopez. Nestorovski, continua ad avere un ruolo chiave al centro del gioco, è sempre il macedone infatti il terminale offensivo della squadra, mentre Diamanti nelle ultime settimane ha perso la propria titolarità. I tre giocatori che solitamente il tecnico uruguaiano schiera alle spalle del centravanti sono Balogh, Bruno Henrique (la cui posizione in campo è stata avanzata proprio da Lopez) e Sallai. In mediana ricopre invece un ruolo importante per gli equilibri della squadra l’ex granata Gazzi.

“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi” scriveva Giuseppe Tomasi di Lampedusa ne Il Gattopardo, in pratica è ciò che è successo in questi mesi al Palermo: infatti, nonostante gli allenatori, i moduli e alcuni giocatori diversi, ottenere la salvezza per i rosanero resta un’impresa difficile da compiere considerato che sono 7 i punti che separano i siciliani dall’Empoli quart’ultimo.

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gix
gix
3 anni fa

preferivo incontrare di nuovo il Pescara

Zappology
Zappology
3 anni fa

Intanto da quando è entrato, il Palermo ha fatto 4 punti in cinque partite. E ha incontrato Juve, Napoli (fuori casa) e Atalanta. Comunque dite a Lopez che hanno inventato gli shampoo.

Zappology
Zappology
3 anni fa
Reply to  Zappology

No, 5 punti in 5 partite.