33 punti in classifica e 11 a dividerli dal terzultimo posto. Lavoro considerevole di Thiago Motta, che già ha battuto il Toro all’andata

Lo Spezia è la prossima squadra ospite allo Stadio Olimpico-Grande Torino. Una partita che di per sé non influenzerà sui giudizi di un’annata già decisa sul piano degli obiettivi, ma che allo stesso tempo appare tutt’altro che priva di stimoli. Due sconfitte nei tre incontri giocati in Serie A rappresentano una ferita ancora da richiudere per i granata, anche per significati che vanno oltre l’aspetto strettamente tecnico. Lo 0-0 interno della scorsa annata costò la panchina a Giampaolo, quel poker mortifero nel girone di ritorno (la più larga vittoria della storia dello Spezia in massima serie) infuse terrore per le ultime battute di stagione e il più recente scivolone del 6 novembre al Picco, per mano di Jacopo Sala, mostrò le fragilità di un progetto che all’epoca (e molto probabilmente ancora oggi) era in fase embrionale.

Spezia, più vittorie fuori casa del Toro

Da quella vittoria lo Spezia ha vissuto fasi avvincenti come altre preoccupanti. Tre sconfitte consecutive con Atalanta, Bologna e Inter. La fortunosa vittoria del 22 dicembre al Maradona senza neppure un tiro in porta. Il gennaio da sogno con tre successi consecutivi su Genoa, Milan e Samp, per fare poi i conti con un periodo a cavallo fra febbraio e marzo condizionato da cinque k.o. in sei gare. Aggiudicarsi lo scontro diretto col Venezia ha rappresentato una bocca d’aria per i liguri, prima del pari a reti bianche con l’Empoli e la sconfitta interna patita nell’ultimo turno con l’Inter. Gli spezzini possono vantare 33 punti e, soprattutto, una distanza considerevole di 11 lunghezze dal terzultimo posto. Difficile ripetere quanto fatto l’anno prima da Vincenzo Italiano, con quel record di 39 punti da neopromossa.

Oltre ai granata, lo Spezia avrà infatti di fronte Lazio, Atalanta, Udinese e Napoli. Basterà una salvezza tranquilla per essere soddisfatti di una stagione condizionata dal blocco del mercato dovuto a questioni legate alla vecchia proprietà del club. L’obiettivo non è ancora matematicamente raggiunto, anche se filtra ottimismo e voglia di sorprendere. Come in trasferta, visto che 4 quattro delle 9 vittorie conquistate nel campionato corrente sono giunte lontano da casa. Tra l’altro facendo meglio dei prossimi avversari, fermi alle tre “esse” Sassuolo, Samp e Salernitana.

Come gioca lo Spezia di Thiago Motta

Si può dire che il lavoro di Thiago Motta sia assolutamente da apprezzare. Dopo il fallimento alla prima esperienza in A alla guida del Genoa, l’italo-brasiliano si è rimesso eccome in carreggiata. Lo Spezia è in grado di cambiare di partita in partita lo spartito tattico. Unico caposaldo la difesa quattro, così come i suoi interpreti. Reca, Nikolau (il più impiegato dei liguri), Erlic e Amian rappresentano le fondamenta di una formazione che può variare dal 4-3-3, 4-3-2-1/4-3-1-2, fino al più utilizzato 4-2-3-1, nonostante i numeri da terza peggior difesa del campionato (57 reti subite) invitino a degli accorgimenti. Dal centrocampo in giù nessuno può sentirsi sicuro del proprio posto.

Ad esempio, il miglior marcatore e assist-man degli spezzini, con rispettivamente 6 gol e 4 assist, Daniele Verde ultimamente flirta molto spesso con la panchina. Con l’Inter, Thiago Motta ha schierato dietro all’unica punta Manaj, il trio Bastoni, Kovalenko e Gyasi. L’ex Primavera granata è sinonimo di duttilità, essendo stato impiegato in qualsiasi posizione dello scacchiere offensivo. Il centrocampo a due scelto da Motta nelle ultime gare è composto dal titolare inamovibile e capitano Giulio Maggiore e il nazionale Under 21 polacco Jakub Kiwior, impiegato in 17 occasioni.

Thiago Motta
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ultimo aggiornamento: 20-04-2022


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