Eraldo Pecci, ex centrocampista del Torino dal 1975 al 1981, ha parlato in occasione della presentazione del libro “Granata rosso e verde”

Al Salone del Libro, durante la presentazione di “Granata rosso e verde”, libro di Paolo Quaregna che ripercorre la tragedia del Grande Torino, oltre a Marco Bonetto, giornalista di Tuttosport, è intervenuto anche Eraldo Pecci, indimenticabile centrocampista vincitore dell’ultimo scudetto granata che ha raccontato anche una serie di aneddoti riguardante il suo Toro e non solo.

Pecci: “Quando sono arrivato al Torino sentivo la presenza degli Invincibili”

“Il Grande Torino era la squadra del prete, per noi bambini era bellissimo perché ci si ritrovata tutti lì. La mia prima squadra si chiamava Superga 1962” ha raccontato Pecci. L’ex centrocampista ha poi continuato: “L’assonanza tra Superga e il Torino fa pensare che ci siano cose scritte da un regista occulto. Quando parliamo di tragedie credo che morte e amore siano vicine e credo che si parli anche di vita, di un qualcosa che resta per sempre. Quando sono arrivato al Filadelfia io sentivo che c’erano. Mi ricordo di quel sottopassaggio stretto stretto in cui loro potevano uscire uno alla volta, queste strutture vecchie e questo Filadelfia fatiscente, ma loro erano presenti. Quando si parla del Toro si rischia di cadere nella retorica, ma vi posso assicurare che ho fatto questo mestiere con grande attenzione ai rapporti e alle storie. Sentivo che loro c’erano”.

Le parole di Pecci su Bearzot

L’ex centrocampista del Toro ha speso parole anche su Enzo Bearzot: “Lui era un vero tifoso del Toro, tutte le volte che ne parlavamo si emozionava. Mi ripeteva sempre la scritta in latino che c’era sulla tribuna, che significava che c’è sempre un domani, nonostante le tragedie”.

Paolo Quaregna, Marco Bonetto e Eraldo Pecci
Paolo Quaregna, Marco Bonetto e Eraldo Pecci
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ultimo aggiornamento: 22-05-2023


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Scimmionelli
1 anno fa

Bearzot trasformato da Granata a gobbo in occasione di Argentina ’78 perche’ faceva giocare i loro e non i nostri e’ il prototipo della gobbizzazione di tutti quelli che, per un motivo o per l’altro, non piacciono agli zerotreini (e Cairo, in questo, NON sara’ l’ultimo)

leftwing
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1 anno fa

Eraldo!

direibene18
1 anno fa

Mai banale, come in campo.

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