Sintesi e commento di Genoa-Torino Serie A 2019/2020

Toro questa volta il cinismo paga: determinate il gol di Bremer

di Giulia Abbate - 30 Novembre 2019

Sintesi e commento di Genoa-Torino / Il Toro torna alla vittoria grazie al gol di Bremer: questa volta arriva il massimo risultato col minimo sforzo

Il Toro si presenta in quel di Genoa con l’obbligo di vincere, cancellare la brutta prestazione messa in campo contro l’Inter e tornare a macinare punti. Per la classifica e soprattutto per il morale, per cercare di scacciare i fantasmi che continua ad aleggiare sulla stagione della formazione granata. E vittoria è stata: il Toro tiene saldamente in mano il pallino del gioco nel primo tempo ma chiude i primi 45 minuti con uno sterile 0-0 caratterizzato da pochi brividi e una sola occasione firmata Ansaldi. Nella ripresa, poi, brividi Genoani con una traversa e un palo colpiti nei primi 12 minuti di gioco fino a quando al 33′ i granata trovano il colpo vincente con Bremer. Al triplice fischio il Toro festeggia: poco gioco, poche emozioni ma questa volta i granata riescono a portare a casa il massimo risultato col minimo sforzo. Una vittoria sporca che tuttavia, in casa granata, serviva come l’aria.

Genoa-Torino, il primo tempo

E’ un Toro inedito quello che scende in campo a Marassi: fuori Belotti, rimasto in tribuna, Mazzarri affida l’attacco a Berenguer, schierato come falso 9, alle cui spalle agiscono Lukic e Verdi. Sugli esterni De Silvestri vince il ballottaggio con Aina mentre in difesa Bremer trova la maglia da titolare al posto di Djidji.

Il Torino inizia bene, sembra avere nelle mani il pallino del gioco e nei primi minuti il possesso palla fa la differenza soprattutto sulle corsie esterne anche grazie all’ottimo pressing. La prima occasione arriva al 10′ quando Lukic dal limite dell’area non riesce a trovare lo specchio della porta di un soffio. Una decina di minuti più tardi ci pensa invece De Silvestri a far tremare la difesa genoana: il colpo di testa del terzino granata termina però sul fondo senza creare troppi problemi a Radu. A questo punto è il Genoa che prova a farsi vedere in avanti senza però incidere in maniera determinante. Ma la vera occasione per il Toro arriva alla mezz’ora del primo tempo: Izzo raccoglie sulla sinistra un pallone dato da Rincon, crossa a giro trovando Ansaldi che al volo la mette fuori di pochissimo. Da quel momento Toro e Genoa si alternano in attacco senza però chiudere i giochi e la prima frazione va in archivio su un parziale di 0-0.

Genoa-Torino, il secondo tempo

Nel secondo tempo le squadre si allungano e ad approfittarne è il Genoa che nei primi minuti della ripresa si fa vedere più volte in avanti arrivando a sfiorare il vantaggio. Dopo 7 minuti è Agudelo a ricevere palla e servire Pandev che cerca la triangolazione con Favilli. La difesa granata però spazza e Schone, dalla distanza, non trova la porta. Ma è all’11’ che arriva l’occasione più netta per i padroni di casa: Agudelo prende palla, avanza e arriva alla conclusione che si blocca sulla traversa della porta granata. Un minuto più tardi il copione si ripete: questa volta è Favilli a colpire il palo.

Minuti di confusione per il Toro che sembra però ritrovarsi. Col passare dei minuti la squadra granata torna a crescere, a farsi vedere in avanti e soprattutto a trovare il gol del vantaggio. Al 33′, infatti, Bremer svetta in area, raccoglie il cross di Verdi e insacca il pallone alle spalle di Radu portando in vantaggio il Torino di Mazzarri. Da quel momento i granata difendono il risultato come meglio possono contro un Genoa che crede nel pareggio fino all’ultimo secondo. Nei minuti di recupero c’è ancora spazio per il rosso ad Edera, capace di rimediare due gialli in 7 minuti di gioco, ma al triplice fischio per il Toro è festa: il gol di Bremer basta a portare a casa tre punti vitali per la formazione di Mazzarri.

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Giankjc (più Toro e meno guinzagli&collari)
Utente
Giankjc (più Toro e meno guinzagli&collari)

Il culismo.

michele-miva
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michele-miva "mi sembrava il toro pauroso di ventura"

Cinismo? A casa mia si chiama ok un altro modo. Ripeto bene per l’anno salvezza, male perché rischiamo di tenercelo per tanto tempo

T
Utente
T

Ah! Si chiama “cinismo” adesso? Una volta si usava un’altra parola, che iniziava anch’essa con la “c”, e finiva in “ulo”

Peterpann
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Peterpann

mi hai rubbato la battuta…. 😀