Torino, Mihajlovic: “Cerchiamo la continuità, se ci riusciamo con l’Inter, ci riusciamo con tutte”

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Mihajlovic
CAMPO, 22.10.17, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, Serie A, TORINO-ROMA, nella foto: Sinisa Mihajlovic

Mihajlovic presenta Torino-Chievo: “La Nazionale? Dispiace umanamente moltissimo. Ora occorrerà ripartire. Belotti? Era sotto shock”

Archiviata la pausa per le Nazionali, è già vigilia di campionato per il Torino che domani pomeriggio, alle 15 sul campo del Grande Torino, affronterà il Chievo di Rolando Maran. Ed è il tecnico granata Sinisa Mihajlovic che, tra pochi minuti, interverrà in conferenza stampa per presentare la sfida di domani contro i clivensi. “La partita di domani è più importante e complicata di quella con l’Inter. Se è vero che non è facile fare quella figura contro i nerazzurri a San Siro, è altrettanto vero che è più difficile confermarsi” afferma Mihajlovic. “Il segreto è utilizzare lo stesso atteggiamento, con il rispetto, che è stato usato contro l’Inter: Castro è Perisic, Radovanovic è Borja Valero. Se lo faremo, allora la differenza la farà il nostro maggiore tasso tecnico. Se no, si perde: il Chievo è una squadra fisica, fa giocare male. Niente distrazioni o rilassamenti: tutto questo è per far capire che se dobbiamo vincere dobbiamo fare bene su tutti i punti di vista. Loro sono pericolosi non solo sui calci piazzati o i cross, ma su tutto“.

Su Belotti: “Mi spiace, per lui e per l’Italia. Io sono serbo, e il mio cuore batte per la Serbia, ma vivo qui da 25 anni, e sono proprio dispiaciuto per quanto successo alla Nazionale italiana. Sembra una cosa quasi surreale: è un vuoto per tutti gli sportivi, non solo per gli italiani. Spero che il Gallo possa mettere in campo tutta la rabbia che ha dentro, e mi spiace per dei grandi giocatori come Buffon, Barzagli, De Rossi, che avrebbero meritato una fine diversa. Nei primi giorni al Filadelfia era sotto shock, poi è andata meglio“.

Ancora su Belotti: “È un giocatore non brevilineo. Ci vuole tempo per entrare in forma: può farlo solo allenandosi e giocando. Fa sempre bene in allenamento, è generoso: sappiamo che non è ancora in forma, con Cagliari e Inter forse avrebbe segnato per alcune occasioni avute“.

Sul calcio italiano: “Sicuramente ci sarà da ripartire. E ci sono tante cose da fare: mi fermo qui, perché non è il mio compito. Posso parlare della mia esperienza da ct della Serbia: avevo detto, quando mi fu proposto, subito di sì, ma volevo parlare con la Federazione perché ritenevo necessario un cambio generazionale. Avrei accettato se avessi avuto carta bianca per cambiare, me l’hanno data e ho cambiato quasi tutti, tenendo solo tre elementi. Eravamo la Nazionale più giovane d’Europa“. Continua Mihajlovic: “Nell’ultima partita abbiamo giocato contro la Croazia, non ci siamo qualificati arrivando terzi in un girone con Croazia e Belgio. E tutti quei giocatori che erano in campo e poi in panchina, sette giorni dopo hanno giocato Europa League e Champions: ho subito tante critiche, e non avendo raggiunto il mio obiettivo mi sono dimesso, pur avendo il contratto pronto. Chi è venuto dopo, lo sapevo, avrebbe raccolto dei frutti: e oggi la Nazionale fa giocare l’80% dei giocatori che ho fatto esordire io. Fai bene alla Nazionale quando metti davanti l’interesse del tuo Paese, non di te stesso. Ripeto, parlo della mia esperienza: mi rendo conto che per fare certi cambiamenti ci vogliono due attributi belli quadrati. Sapevo che una Nazionale, lavorando così, si sarebbe formata bene e ora ha davanti 7-8 anni di possibilità calcistiche importanti“.

Sulla formazione probabile: “Le partite dopo la sosta sono sempre un’incognita. Abbiamo anche giocatori che hanno viaggiato, con fusi orari e tutto. Ma penso che sia più una stanchezza mentale, che altro. L’importante è avere tutti i giocatori a disposizione: oggi deciderò bene. Saranno più o meno gli stessi giocatori che sono scesi contro l’Inter. Più o meno…“.

Sulla competizione in squadra: “Quando non hai giocatori a disposizione, non hai dubbi. Ora, avendo tutti disponibili e tutti bravi, guardo la settimana di allenamento, lo stato fisico, quello mentale, l’avversario, e cerco di mettere in campo i giocatori che possano darmi le maggiori garanzie. Quando hai la fortuna di avere dietro dei calciatori che io considero tutti titolari, è giusto trovare anche un certo assetto. Lyanco? Per un po’ di tempo è stato infortunato: non sta ancora bene. Ha un grande futuro davanti e comunque domani potrebbe partire titolare“. Su Bonifazi: “Volevo farlo giocare con il Cagliari. Sta molto bene. Quando lo guardo in campo, in allenamento, mi chiedo: chi c***o metto? Vedo che stanno bene, ma mi spiace di non poterli mettere tutti“.

Su Ventura: “Non voglio partecipare al processo contro di lui. Non mi piace parlare dei colleghi, soprattutto se hanno un precedente al Toro. Lui sa benissimo cosa è successo: questa disfatta è un problema grosso. Lo sa meglio di noi, non serve che glielo ricordi: magari l’Italia a San Siro poteva anche vincerla, ma se tu in 2 partite contro un avversario nettamente inferiore non riesci a segnare nemmeno un gol, allora l’eliminazione ci sta. Ma penso che i problemi arrivino da lontano: Spagna, Israele, Macedonia… Mi spiace dal punto di vista umano per quello capitato a Giampiero, gli faccio un grosso in bocca al lupo e spero di rivederlo presto in campo“.

Sulle dimissioni di Tavecchio mancate, che potrebbero portare alle dimissioni dall’Associazione Alleantori di alcuni allenatori italiani vista la posizone di Ulivieri di sostenere il presidente Federale: “Non so di cosa si parli. Io alleno tra l’altro in Italia, fortunatamente, ma il patentino l’ho fatto in Serbia. Sarebbe bello, con tutto che ci mandano sempre via, mandare a quel paese e mandare via noi qualcuno (ride, ndr)”.

Su Ljajic: “È tornato stanco, dopo due gare. Ha segnato anche due gol, spero se ne sia tenuto qualcuno per noi, visto che ora non sta segnando molto in granata. In questi giorni l’ho fatto principalmente riposare. Non so se avrà la forza per giocare tutta la partita, nel caso ci sarà pronto un sostituto: ma è carico per quanto è riuscito a ottenere con la Serbia“.

Sul centrocampo: “Potrei mettere Valdifiori e Rincon insieme. E poi vediamo. Chi lo sa” dice Mihajlovic, nascondendo informazioni sulla formazione. Su Niang: “È tornato da una botta al ginocchio, non si è allenato giovedì e ieri. Se dovesse ancora avere male, allora non sarà convocato. Ma non credo. Contro l’Inter secondo me ha fatto bene, giocando con l’atteggiamento giusto: è quello che deve fare e che farà. Può forse esserci un probema fisico, legato alla corsa: ma è soprattutto una questione di testa. In campo deve capire quello che può fare, perché fisicamente può e deve fare molte cose. Penso che l’abbia capito: sicuramente aveo qualche dubbio tra Ljajic e Niang, per vedere chi stava meglio. Ma il dubbio si è sciolto: Niang ha avuto questa botta e non si è allenato. Spero di convocarlo e nel caso inserirlo a gara in corso. Ma potrò saperlo solo dopo l’allenamento di oggi“.

Sul 4-3-3: “Sicuramente la squadra si sente più serena, protetta ed equilibrata. Ma non è questo che conta. Conta l’atteggiamento, il gioco di squadra, la lotta per ogni pallone, la concentrazione, il giocare sempre per vincere senza accontentarsi. Quando si mette questo in campo, allora un modulo vale l’altro“.

Di nuovo sulla Nazionale: “Ancelotti? È un grande allenatore, ha vinto tutto e ha allenato squadre importanti. Allenare la Nazionale è comunque un’altra cosa: sarebbe un nome giusto, secondo me. Ma va convinto. E non so se si riuscirà a farlo“.

Si parla ancora di Toro-Chievo e degli impegni di dicembre: “Ogni gara ha una storia a sé. Sono tutte difficili, non ci sono squadre facili da battere. Non si vince solo se si è più forti, serve il 100%, e il rispetto. Le grandi squadre sono quelle che non si rilassano, avendo rispetto per grandi e piccole squadre, mettendo in campo la stessa rabbia e convinzione. Noi stiamo inseguendo questa cosa, cioè la continuità. Non basta la gara di Milano, è questo il nostro obiettivo. Abbiamo dimostrato di poter giocare bene davanti a 70mila persone in casa dell’Inter, e quindi possiamo farlo con tutti: non dipende dall’avversario se il Toro gioca da squadra o altro, ma solo da noi. Abbiamo dimostrato di poterlo fare, se non ce la faremo vuol dire che qualcosa non va. Domani pensiamo al Chievo, poi poco per volta alle altre gare. Ma il Chievo, ripeto, è una buonissima squadra.“.

10 Commenti

  1. Per i molti quesiti che riguardano il nostro mister e che purtroppo sul forum restano sospesi, di seguito riporto l’indirizzo in cui risiede Sinisa Mihajlovic: Via Piero Gobetti, 15, 10100 Torino TO. Da persona disponibile qual è son certo che sarà lieto di dedicare qualche minuto e di rispondere alle domande dei tifosi o anche solo di leggere una selezione dei commenti che lo chiamano in causa su questo forum, in modo da poter rispondere puntualmente a critiche, osservazioni, apprezzamenti, insulti e calunnie assortite.

  2. ” Ljajic…spero se ne sia tenuto qualcuno per noi, visto che ora non sta segnando molto in granata. ”
    Parole che un tecnico secondo me non dovrebbe dire, Ljajc sta giocando per il bene della squadra ,forse per la prima volta in carriera, per me va bene così.

    • Ljajic può fare molto meglio. E non parlo di gol quanto del mettersi di più al servizio della squadra quando è in possesso di palla. Continua ad intestardirsi nel tenere palla ignorando i compagni smarcati col risultato di perdere palla o di dar tempo alla difesa di piazzarsi: non so se sia egoismo o semplicemente scarsa velocità mentale.
      Sul piano del sacrificio sono d’accordo con te: ha fatto passi da gigante.

  3. Questa intervista conferma le mie preoccupazioni su Belotti senza la prospettiva del mondiale. Spero che il Toro competa fino alla fine per l’Europa e, soprattutto, che la raggiunga. Sennò la vedo dura per lui trovare le motivazioni per restare granata.