2017 tutto da scoprire per Belotti e Ljajic, che vogliono diventare leader indiscussi del Toro di Sinisa Mihajlovic, intenzionato a raggiungere l’Europa

L’ottimo campionato disputato dal Torino finora si deve a tanti fattori che hanno influenzato positivamente sia sotto l’aspetto tecnico che sotto quello psicologico tutto l’ambiente. Molti meriti vanni sicuramente all’allenatore Sinisa Mihajlovic che ha creato un gruppo straordinario che offre un gioco piacevole e ragionato. In questo momento l’anima vera del toro sono i due bomber, Belotti e Ljajic, due giovani talenti che cercano, con la maglia granata la loro consacrazione.

Belotti è un attaccante col fiuto del gol esploso definitivamente lo scorso anno sotto la guida di Ventura. Dopo alcune stagioni in sordina a Palermo, infatti, dove ha fatto solo qualche comparsa chiuso da altri giocatori nel suo ruolo, il presidente Cairo lo ha voluto fortemente al Toro per consegnagli una maglia da titolare che lui pian piano ha saputo guadagnarsi, così come in estate si è guadagnato la maglia della nazionale italiana. I suoi numeri quest’anno la dicono tutta, 15 presenze e 12 reti, un bottino eccezionale per un’attaccante che ha solo 23 anni e che, continuando in questo modo, avrà la possibilità di vestire le casacche dei club più importanti d’Europa. Non è un caso che la società nelle scorse settimane si è cautelato facendogli firmare un prolungamento con relativa clausola rescissoria di 100 milioni di euro. Il futuro è tutto suo, ora non gli resta che continuare a segnare per portare il Toro in Europa ed anche per conquistare il titolo di capocannoniere. E non è un caso se tutte le agenzie di scommesse online vedono tra i favoriti per la vittoria finale del titolo proprio il giovane Belotti.

L’altro gemello del goal è Adem Ljajic. Nonostante abbia due anni in più di Belotti è già un giocatore navigato per la nostra serie A e che sta ancora cercando la sua definitiva consacrazione. L’attaccante serbo è arrivato giovanissimo in Italia, appena diciottenne, quando la Fiorentina lo strappò al Manchester United. Con i viola Ljajic disputa tre stagioni discrete, condite da 78 presenze e 15 reti. Non riesce, però, a sbocciare e soprattutto a creare il feeling giusto con gli allenatori dei viola di quel periodo. Nel 2013 passa alla Roma dove in due stagioni colleziona 61 presenze e 14 reti. Anche la Roma non apprezza il suo talento e nel 2015 viene mandato in prestito all’Inter dove, dopo un inizio interessante, comincia a giocare poco fino a finire ai margini della squadra. Al termine della sua esperienza nerazzurra saranno solo 3 le reti in 25 partite giocate. Al Torino va il merito di aver creduto in lui, complice probabilmente anche l’opinione dell’allenatore che lo conosce molto bene essendo entrambi serbi. Sotto la guida di Sinisa Mihajlovic il suo definitivo salto di qualità può avvenire. Già indossare la maglia numero 10 lo responsabilizza parecchio.


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