Le celebrazioni del 4 maggio / Il presidente del Torino Urbano Cairo a Superga per le commemorazioni in ricordo del Grande Torino

A 72 anni dalla scomparsa del Grande Torino, anche quest’anno il mondo granata si prepara a ricordare e commemorare gli Invincibili scomparsi a Superga e lo fa, come l’anno scorso, portando sul colle una piccola delegazione guidata dal presidente Cairo nel rispetto delle restrizioni imposte dalla pandemia. Non ci sono, infatti, le centinaia di tifosi che ogni anno affollavano il sentiero che porta alla lapide in ricordo di Capitan Valentino e compagni ma soltanto il patron granata che, accompagnato da Don Robella (questo pomeriggio celebrerà la messa al Filadelfia), dal dt Davide Vagnati, dal dg Comi e da una piccola delegazione composta dai parenti delle vittime (tra cui Susanna Egri, Franco Ossola e Angiola Rigamonti), si è raccolto in un momento di silenzio e di preghiera.

Superga, le parole del presidente Cairo

Il presidente Cairo ha poi letto i nomi degli Invincibili: “E’ stata una grande emozione. Ogni parola è superflua, si rischia sempre di cadere nella retorica ma questo è un giorno davvero speciale per noi tutti. In particolar modo per i famigliari che oltre ad aver perso dei campioni del Toro hanno perso un papà o un familiare stretto. E’ qualcosa di molto particolare. Noi dobbiamo riflettere e pensare e cercare di essere all’altezza di questi campioni e di questi uomini che hanno fatto davvero qualcosa di speciale non solo dal punto di vista sportivo ma anche da quello dell’unione di squadra. E’ una cosa molto importante che va tenuta sempre in grande considerazione“.

“E’ il secondo anno che siamo in pochi. Quest’anno ho letto i nomi ed è stata una grandissima emozione perchè non l’avevo mai fatto. E leggerli è stato qualcosa di molto toccante. Manca Superga con tutta la gente, con tutti i tifosi. Manca salire a Superga con tutta la gente che sale, vedere ai bordi delle strade tanta gente, bambini, genitori, nonni che salgono con le bandiere con tante cose che ricordano il granata. Manca molto proprio l’abbraccio della gente, la messa che prima celebrava Don Aldo e adesso Don Robella. Manca molto l’abbraccio della gente e l’andare insieme alla lapide ma adesso sembra che ne stiamo uscendo e speriamo il prossimo anno di poter essere qui con tutta la gente a ricordare i nostri Invincibili. E’ anche un grande momento di riflessione e di pensiero per quello che loro hanno fatto. Ma non solo per le imprese sportive, perchè erano in cima al mondo dal punto di vista calcistico e sportivo. Ma anche per quella squadra così unita, che non cambiava quasi mai ed era veramente qualcosa di unico. Migliorava man man, aggiungevi un giocatore all’anno ma era sempre lo stesso gruppo ed era davvero qualcosa di speciale. Era un calcio che oggi non c’è più però un calcio che è bello ricordare”.

Cairo: “Fu mia mamma a dirmi di Gigi Meroni”

Poi continua: “Mia mamma mi raccontava sempre che quando seppe la notizia della tragedia di Superga era a Milano da una sua amica e ad un certo punto tornò a casa e nel tragitto pianse tutto il tempo e fu una cosa che la colpì intensamente. Mi ricordo poi che parlando di un nostro calciatore che è mancato molti anni fa, era il ’67, fu mia mamma quella mattina a svegliarmi e dirmi, ti devo dare una brutta notizia: questa notte hanno investito Gigi Meroni e non c’è più. Ricordo quella mattina come fosse ieri, è stata una cosa molto molto commovente. Meroni era un grandissimo“.

E ancora sulla lettura dei nomi: “E‘ stata una cosa totalmente inaspettata. Ero vicino ad Ossola che mi ha chiesto di leggere i nomi: mi ha lasciato lì un attimo, poi l’ho fatto ed è stata una cosa davvero molto emozionante la lettura dei nomi. Non mi era mai successo ed è stato doppiamente emozionante. Venire a Superga oggi senza gente è una cosa che dispiace. L’abbraccio della gente era una cosa bella in una giornata così particolare, di commemorazione di grandi campioni ma anche di grandi uomini. Di una grande squadra: ti aiuti, fai qualcosa anche per gli altri. Vanno ricordati sia come campioni che come uomini che insieme hanno fatto qualcosa di straordinario

Il presidente del Torino: “Era importante vincere e ce l’abbiamo fatta”

E c’è spazio anche per un breve commento sulla vittoria di ieri contro il Parma: “Certamente è una bella mattinata, dal punto di vista sportivo, perchè ieri sera era una partita importante, molto sentita. Era fondamentale vincere e ce l’abbiamo fatta avendo anche tante occasioni. Quando le partite sono così sentite a volte prendi palei e traverse, di tutto e di più però direi bene. Era importante vincere e ce l’abbiamo fatta, la squadra mi sembra che stia facendo dei passi avanti pur in un contesto di complessità. Dovendo giocare per fare punti a tutti i costi a volte ti da quel po’di blocco in più e invece devo dire che stanno facendo bene. Hanno rimontato tante volte, abbiamo anche vinto nel finale alcune partite quindi direi che la squadra ha dato segnali molto forti. Bravi loro, bravissimo Nicola che è riuscito a rinsaldare tutti e ha fatto un bellissimo lavoro”.

E su Nicola: “Io con Nicola mi trovo molto bene, lo conosco da 16 anni, da quando cominciammo il 2 di settembre. E’ una persona splendida, un ragazzo d’oro ed è una persona che ha un temperamento notevole, delle idee calcistiche che mi piacciono quindi direi che tutto procede bene. Del futuro non parliamone adesso ma direi che con lui il rapporto è molto buono. Belotti? Anche ieri ha fatto un bellissimo gol, peccato fosse in fuorigioco di qualche centimetro, ha preso un palo, si è dato da fare come sempre. Sta facendo comunque sempre bene. Avere in campo lui comunque sia, anche se magari non fa gol in quella partita, vuol dire avere due calciatori avversari che lo marcano e quindi degli spazi per altri. Poi siamo una squadra quindi è bello vedere che ci sono 17 calciatori che segnano: siamo la squadra, insieme all’Udinese che ha portato più calciatori al gol. Vuol dire che c’è una squadra dove tutti danno, contribuiscono e fanno gol e questo è molto bello. Il rinnovo? Ne parleremo”.

Infine sulla Superlega: “Abbiamo un’assemblea domani dove all’ordine del giorno c’è proprio il tema della Supelega, l’esame di quel che è successo perchè comunque sia l’aver pensato a quel tipo di competizione credo sia una cosa molto grave. In quei momenti anche molto concitati in cui venne fuori questo tema c’erano animi molto agitati. Io in quell’occasione l’avevo definito un attentato al calcio italiano ed europeo perchè voleva dire sovvertire completamente tutto quello che è stato il calcio fino ad oggi cambiare tutto per diritto divino che non va bene. Quello che conta è la competizione, i cambiamenti che avvengono in una partita, in pochi minuti in cui passi dalle stelle alle stalle e viceversa e il calcio è bello per quello. Non perchè qualcuno ha più diritti di altri: se è così bravo i suoi diritti li farà valere sul campo e credo che questa sia una cosa giusta. Provvedimenti? Intanto secondo me una cosa importante è che a livello di FIGC e UEFA si sia detto che se una squadra vuole partecipare al campionato e alle coppe europee deve abiurare quell’ide e quel progetto. Poi per il resto non tocca a me“.

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ultimo aggiornamento: 04-05-2021


12 Commenti
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odix77
odix77
5 mesi fa

pensare di essere all’altezza in generale senza scomodare il Grande Torino buttando quei pochi soldi che hai in giocatori come niang,verdi,zaza,rodriguez….. non sei stufo di prendere sti pacchi? vuoi deciderti a mettere in società una struttura che ne capisca qualcosa e che magari dica all’allenatore di turno : no questo… Leggi il resto »

ardi06
ardi06
5 mesi fa

Posto il fatto che nessuna squadra al mondo sarà mai all’altezza del Grande Torino, il banfone dopo 16 anni di nulla insiste a dire di voler essere all’altezza, facendo poi l’esatto contrario sotto ogni punto di vista

tororu
tororu
5 mesi fa

io sarei favorevole alla superlega a patto che quelli di milano e venaria fossero esclusi per sempre dal campionato italiano e coppa italia

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