Il prof. Castellacci: "Alcuni medici pronti a dimettersi" - Toro.it

Il prof. Castellacci: “Alcuni medici pronti a dimettersi”

di Redazione - 12 Maggio 2020

Le indicazioni del CTS hanno posto l’accento sulla responsabilità dei medici dei club. Castellacci (pres. L.A.M.I.C.A.): “Allertati i nostri legali”

Le indicazioni del comitato tecnico-scientifico sulla ripresa degli allenamenti delle squadre professionistiche hanno evidenziato un aspetto non marginale: il rispetto delle misure di quarantena ricade sotto la responsabilità dei medici sociali. Sul tema è intervenuto il presidente della Libera Associazione Medici Italiani Calcio, ed ex responsabile medico della Nazionale, il prof. Castellacci: “Un medico non è un eroe, ma un professionista serio e si assume le proprie responsabilità. E’ da tempo che continuo a ripetere che il medico del calcio è l’anello debole della catena che non ha un contratto depositato in Lega. L’unica figura poco tutelata, o per niente. E’ paradossale come la figura più debole si ritrova ad essere la figura fondamentale e la più critica”.

“Quarantena? Meglio il modello tedesco”

Castellacci, interpellato da Radio Punto Nuovo, ha proseguito: “E’ ovvio che dovranno essere fatte delle verifiche, abbiamo già allertato i legali della nostra associazione perché facciano le loro osservazioni dopo aver letto i protocolli”.

E poi la rivelazione: “Ho già ricevuto molte lettere di colleghi dalla Serie B che minacciano le loro dimissioni in caso non venisse rivista la questione della responsabilità, che diventa una responsabilità penale. I club si devono assumere le loro responsabilità, bisogna nominare dei medici competenti che vanno associati ai medici del calcio nel rispettare le linee guida”.

Sull’isolamento in caso di positività accertata, Castellacci ha commentato: “Si crea un grosso handicap. sarebbe stato più semplice seguire il modello tedesco mettendo in isolamento il giocatore contagiato, fatto i tamponi necessari e fatto riprendere gli allenamenti. Qui invece si sta pensando alla riapertura del campionato, non escludendo una prossima chiusura. Una volta che si iniziano le trasferte, il pericolo di contaminazione è più alta, basta un solo giocatore e si blocca il campionato”.

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federico75
federico75
1 mese fa

Bravi dimettetevi tutti e andate ad aiutare i vostri colleghi che lavorano notte e giorno nelle terapie intensive