I numeri di Torino-Cagliari / Ottima fase offensiva dei granata: Belotti subito nel vivo del gioco, Ansaldi e Obi si rendono decisivi alla prima occasione

Raramente i numeri mentono. Ma raramente i numeri sono da prendere come una scienza esatta in un gioco che, per sua natura, rigidamente matematico non può essere. Eppure, Torino-Cagliari si rivela essere una di quelle partite in cui la matematica conta, eccome se conta. Anche perché statistiche come questa, la squadra di Mihajlovic non le vedeva da tanto, troppo tempo, e la sensazione è che non sia soltanto dovuto alla diversa caratura tecnica dell’avversario. Se Roma e Fiorentina, infatti, erano formazioni ostiche da affrontare, altrettanto non si può dire con squadre quali Crotone e soprattutto Verona (quest’ultima in crisi nera di risultati), eppure la definizione di “dominio”, in quel caso, era ampiamente fuori luogo.

Non lo stesso si può dire per la partita di ieri. Il Toro, effettivamente, ha dominato. Questione di modulo? Forse. Questione di atteggiamento? Può darsi. Di uomini, allora? Quasi certamente sì. Perché in totale i granata sono arrivati a tirare ben 20 volte, di cui 9 in direzione di Rafael, e al centro dell’attacco è finalmente tornato a farsi vedere Andrea Belotti. Il numero 9 granata non ha segnato, le polveri erano bagnate a causa dell’infortunio, ma non solo si è reso pericoloso davanti alla porta cagliaritana: l’ex Palermo è stato decisivo in fase di costruzione del gioco, aprendo varchi per l’inserimento dei compagni. Non a caso, infatti, dati alla mano, il gioco del Toro è transitato molto dalle vie centrali, dove proprio stazionava Belotti. Che, come Ansaldi (altra novità rispetto alle scorse partite), è stato autore del maggior numero di tiri in porta, cioè 2, e contestualmente del maggior numero di occasioni da gol create, cioè 3, esattamente come Obi, tornato in campo dopo oltre un mese e subito decisivo anche sotto porta.

Insomma, il Torino nuovo, al di là del modulo, ha convinto. Ha anche sbagliato, ed è da sottolineare. Ma ha convinto. I numeri in questo caso proprio non mentono, e parlano proprio chiaro: toccherà a Mihajlovic, ora, capire come procedere.


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tyler durden 911
tyler durden 911 (@tyler-durden-911)
4 anni fa

Ansaldi in panca per far giocare De Silvestri e Molinaro spiega tutto,spaco botilia di calcio ne capisce come Bracciamozze di allenatori,infatti il Signore li fa e poi li accoppia……

mas63simo
mas63simo (@mas63simo)
4 anni fa

I volti nuovi ? Ma che Ansaldi sia meglio di Molinaro o De silvestri lo capiscono anche i sassi solo miha ci ha messo 10 giornate x impararlo. La stessa cosa per quanto riguarda lo schema da adottare dal 4231 al 433 per non parlare di Niang che non era… Leggi il resto »

Vanni(CAIROVATTENE IN BELIZE)
Vanni(CAIROVATTENE IN BELIZE) (@vanni)
4 anni fa
Reply to  mas63simo

No, è solo de coccio e finché non si rompe continua con le sue idee. In ogni caso Niang, quando tornerà giocatore, lo vedo solo come subentrante di uno dei 3 oppure se sarà in forma strepitosa da fare 1-2 con Belotti e dietro Ljajic, tenendo fuori Iago.

Giovanni64
Giovanni64 (@giovanni)
4 anni fa

Sarà dura tenere fuori questo Iago.

max1967toro
max1967toro (@max1967toro)
4 anni fa
Reply to  mas63simo

il discorso è che niang in un 4-3-3 ,come falque,rende al massimo,adesso è capire se niang giochera o sara l alternativa a belotti

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