Il serbo mette lo zampino in due dei tre gol del Gallo: la doppia esclusione dai titolari ha fatto bene al 10 granata, tornato ad alti livelli

Panchina per 70’ a Firenze, esclusione per il primo tempo nella sfida del “Grande Torino” contro il Palermo. Mihajlovic ha messo in discussione uno degli intoccabili della sua esperienza granata. Ma la risposta sul campo di Adem Ljajic non si è fatta attendere. Toccato nell’orgoglio, il serbo ha messo in campo tutta la grinta e la classe risultata spesso appannata negli ultimi mesi. Dopo la prova del “Franchi”, positiva ma ancora lontana dai suoi migliori standard, contro il Palermo è risultato determinante. Nella sfida ai rosanero, infatti, il suo ingresso (così come quello di Maxi Lopez) ha dato una scossa a tutto il Toro: due assist vincenti per la testa di Belotti e un ruolo da protagonista nell’attacco granata.

Subentrato ad uno spento Boyè, Ljajic entra gradualmente nel vivo della manovra: tanti palloni giocati e costanti iniziative sul fianco sinistro del tridente granata. Poi i due colpi da numero 10, casualmente proprio su palla inattiva, arma piuttosto trascurata dallo scacchiere di Mihajlovic. Dapprima sorprende la difesa ospite su un calcio di punizione dalla trequarti destra, mettendo sui piedi del Gallo il pallone del sorpasso; poi sfrutta le doti aeree del numero 9, calamitando in area la perfetta sfera del 3-1, ancora da calcio piazzato. Per il resto, l’ex Inter è risultato, dopo Belotti, il più pericoloso dei suoi, con tre occasioni da rete create e ben quattro conclusioni tentate, di cui due nello specchio.

CAMPO, 5.3.17, Torino, Stadio Olimpico Grande Torino, 27.a giornata di Serie A, TORINO-PALERMO, nella foto: Andrea Belotti esulta con Adem Ljajic dopo gol 3-1
CAMPO, 5.3.17, Torino, Stadio Olimpico Grande Torino, 27.a giornata di Serie A, TORINO-PALERMO, nella foto: Andrea Belotti esulta con Adem Ljajic dopo gol 3-1

“Mi ha fatto capire la sua voglia di stare in campo” ha affermato Mihajlovic nel dopogara. E la voglia di Ljajic si è vista tutta nei 45’ del pomeriggio torinese. “Sono sicuro, arriverà in doppia cifra” il mantra più volte ripetuto dal tecnico serbo e, dopo una settimana vissuta da escluso, le qualità indiscutibili del fantasista balcanico sono tornate a brillare. L’obiettivo è quello di non fermarsi al secondo tempo del “Grande Torino”, ma incanalare il nuovo slancio positivo verso un finale di stagione ad alti livelli. Sfida, quella della continuità, ormai diventata abituale per il classe ‘91, anche nei mesi passati all’ombra della Mole. Ma la cura Mihajlovic sembra aver dato ora i suoi primi frutti: al campo (L’Olimpico romano, il prossimo) il verdetto finale della prima stagione del Ljajic granata.


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madde71
madde71
4 anni fa

non discuto la classe,ma e’ debole coi forti e forte coi deboli

Troposfera Granata
carbonaro doc
4 anni fa

Ve li immaginate belotti con i piedi di ljajic o ljajic con la testa e la voglia di belotti?

CiccioLuke10 #SFT
CiccioLuke10 #SFT
4 anni fa

Sulle qualità di Ljaijc non si dovrebbe discutere (tecniche intendo), deve solo essere un filo più continuo (non lo sarà mai continuo in assoluto, i giocatori così questo sono) e tutto sarebbe ottimo. Ma insisto nel dire che uno tecnicamente così forte era tanto che non lo si vedeva in… Leggi il resto »

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