Izzo tra i dubbi di Mancini: con il Toro si gioca (anche) l'Europeo - Toro.it

Izzo tra i dubbi di Mancini: con il Toro si gioca (anche) l’Europeo

di Francesco Vittonetto - 21 Novembre 2019

Il c.t. della Nazionale Mancini: “Il gruppo è quello ma qualcuno può ancora cambiare”. Izzo deve convincere col Torino per prendersi Euro 2020

La sensazione che nulla sia deciso e tutto ancora in gioco è più uno sprone che un vincolo. Basta avere anche una minima contezza dello spirito di Armando Izzo per ipotizzarlo con buone probabilità di successo. Il fatto che il c.t. della Nazionale Roberto Mancini abbia il suo tra i nomi in ballo (e non certi) per la lista dei convocati di Euro 2020 lo lascia nel limbo ma anche con un grande obiettivo in testa: rientrare in quei 23 che partiranno in maglia azzurra. Il Torino è inevitabilmente il mezzo gradito per avvicinarlo, quel fine. Ma dovrà davvero stupire in granata, sentendo le parole che il commissario tecnico ha pronunciato ieri al Social Football Summit: “Al momento sono confermati quasi tutti. Secondo me possono cambiare uno o due. Il gruppo è quello. Qualcuno purtroppo non sarà convocato, alla fase finale sarà un po’ più difficile. Ci verranno solo in 23, dispiace perché ce ne sono almeno una decina in più che lo meriterebbero”.

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Scelte fatte o quasi. La fortuna, per Izzo, è che la batteria di centrali difensivi è quella che al momento mostra il ventaglio di scelte più ampio. Certi di un posto sono Bonucci, Acerbi e Chiellini – qualora dovesse recuperare al meglio dall’infortunio -, la quarta maglia se la giocano proprio il granata assieme a Romagnoli e Mancini. Un bello stallo alla messicana: chi fa il primo passo falso, è tagliato fuori.

Il campano, che è tornato dopo due anni e mezzo nel giro della Nazionale proprio durante la sua prima – e positiva – stagione in granata, è stato convocato a settembre, ottobre e novembre, mettendo in fila 90′ contro la Finlandia e 21′ nell’ultimo impegno contro l’Armenia.

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Questo però ancora non basta. Se non altro perché fin qui il suo rendimento, pur positivo, è apparso ancora un gradino sotto rispetto a quello della prima metà del 2019. E allora forse l’obiettivo si può ricalibrare: più che bramare l’Europeo, far bene col Toro e nelle amichevoli che verranno (a marzo). Fare il massimo, anzi. Poi toccherà a Mancini scegliere.

E prima ancora a Mazzarri. Che scegliere non dovrà – pochi dubbi sulla centralità del numero 5 nel progetto Toro -, ma incanalare l’ambizione del suo difensore sì. Lui, intanto, si motiva con Michael Jordan. Per saltare più in alto e, magari, infilare il canestro azzurro.