Mihajlovic, tutto in un mese: il futuro si decide adesso

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Mihajlovic
CAMPO, 22.10.17, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, Serie A, TORINO-ROMA, nella foto: Sinisa Mihajlovic

Le prossime quattro partite potrebbero decidere il destino di Mihajlovic: riportarsi in corsa per l’Europa potrebbe valere la riconferma

Non bastano i tre risultati utili consecutivi del Torino per placare le voci sul futuro, almeno quello a lungo termine, del tecnico granata Mihajlovic. Il pareggio contro il Chievo, seppur in rimonta, infatti, ha nuovamente fatto aleggiare lo spettro del Toro grintoso (in parte) ma sprecone che adesso rischia davvero di mandare a monte tutti i progetti europei. I tanti punti persi, lasciati sul campo contro le dirette concorrenti ad un posto in Europa League, di cui il Chievo è solo l’ultima rappresentante, cominciano a pesare su Belotti e compagni ma anche sullo stesso Mihajlovic. “Raggiungeremo l’Europa in due anni” aveva dichiarato il tecnico al suo arrivo sotto la Mole e proprio da quel traguardo dipenderà la sua permanenza con il rinnovo del contratto che diventerà automatico solo in caso di qualificazione. E in caso contrario? In caso contrario sarà proprio la tanto agognata Europa a rappresentare un arma a doppio taglio. Se il Toro dovesse fallire, se anche quest’anno l’Europa League rimanesse un miraggio, un obiettivo ostentato, dichiarato ma mai veramente vicino al realizzarsi il futuro di Mihajlovic potrebbe prendere strade totalmente differenti. Scenari che, come ovvio, si apriranno solo a campionato concluso ma che intanto non possono lasciare indifferente il diretto interessato.

Se, infatti, la vittoria contro il Cagliari e, soprattutto, l’ottima prestazione del Torino contro l’Inter hanno salvato una panchina che traballava pericolosamente, il prossimo mese sarà certamente quello decisivo per comprendere le reali possibilità della squadra e soprattutto quale potrebbe essere il destino di Mihajlovic. Quattro partite, quattro squadre contro cui il tecnico si dovrà giocare il tutto per tutto per dimostrare, sul campo e non a parole, che il suo è davvero un Toro migliore dei precedenti. Quattro partite nelle quali il Torino si giocherà un buon pezzo di Europa. Dopo il pareggio contro il Chievo, con annessi due punti sprecati, contro il Milan prima e l’Atalanta immediatamente dopo i passi falsi non possono essere ammessi. Dai rossoneri c’è soltanto un punto mentre i neroazzurri si trovano dietro di sole due lunghezze: vincere, a questo punto, è fondamentale per mettere un tassello verso un obiettivo di stagione che, in caso contrario, potrebbe irrimediabilmente sfuggire di mano. Due sfide determinanti soprattutto se si considerano i successivi avversari: la Lazio, in trasferta, e il Napoli ospite al Grande Torino non saranno di certo clienti facili per Belotti e compagni e, a maggior ragione, sprecare punti con formazioni più alla portata sarebbe da considerarsi un vero e proprio delitto. Il tutto per tutto, si diceva. Il Toro non può sbagliare, deve cambiare passo e questa volta farlo definitivamente per se stesso e per il suo allenatore. “Non è che ogni partita dobbiamo rinnovare la fiducia al mister. E’ il nostro allenatore e lo sosteniamo”, ha dichiarato il Presidente Cairo ma la fiducia non può essere eterna e incondizionata. Il futuro di Mihajlovic al Toro si decide adesso: un altro passo falso potrebbe portargli via quello che l’Europa sembra destinata a regalargli.

19 Commenti

  1. miha si miha no…. boh!!!.. mi sembra che in molti abbiano ormai intuito la pochezza tecnica di questo allenatore, non scrivo tutti perchè non lo so, ma sicuramente molti….. ora il problema è se tenerlo o meno fino a fine stagione….. è un rischio e nessuna decisione è potenzialmente giusta…da un lato esonerarlo si spera porti un beneficio (ma chi lo sostituisce?) e si spera possa evitare un’enorme minusvalenza generale della rosa…. dall’altro molti giocatori sono stati voluti da lui e persiste il problema niang….. quindi è davvero un problema non di facile soluzione….

  2. Sì d’accordo con alcuni di voi. Ormai finiamo la stagione con Mihajlovic, tanto più che la squadra è stata fatta secondo i suoi dettami. Poi l’anno prossimo rivoluzione, non tanto nri giocatori (chi se lo prende Niang???) quanto nel ds e nell’allenatore. Vorrei uno che fa giocare a calcio: Gasperini o Giampaolo. Oppure, in ordine sparso, qualcuno magari con meno appeal ma serio e concreto: tipo Maran, Longo e Nicola. Basta con Mihajlovic pietà, e lo dice uno che all’inizio si era innamorato di qs allenatore

    • Per il dopo Ventura io due anni fa avevo scritto che gli allenatori secondo me bravi su cui puntare erano Giampaolo, di francesco, gasperini, maran, donadoni e dopo la necessaria esperienza anche longo. Giampaolo e gasperini sono molto difficili da raggiungere perchè il primo se va via dalla samp vuole andare in una squadra con fatturati elevati ed il secondo è difficile che vada via dall’atalanta.

      • Si ormai sono allenatori affermati. Ma per noi ci vuole di nuovo uno alla Ventura (senza la sua spocchia e senza il suo gioco noioso), uno capace di insegnare calcio, non solo uno “spremitore” di giocatori. Sono convinto che Boye, per fare un nome a caso, con Ventura avrebbe avuto una crescita che invece in questi 2 anni non si è vista.

        • Boyé è un talento naturale, ha fisico e non tira mai indietro la gamba. Un delitto non dargli gli insegnamenti giusti per essere più furbo tatticamente e letale sotto rete. Bruciarlo è da pazzi! E Lyanco cosa ci fa in panchina? Edera? Addirittura io sono convinto che anche Berenguer sia ancora tutto da scoprire, ma se tutti questi giovani li butti dentro in situazioni a dir poco delicate fai loro solo del male. Per tornare ancora su Boyé: le uniche partite dove si è visto un Toro degno del suo passato tecnicamente e dal punto di vista agonistico sono state quelle contro la Roma e la Fiorentina, lo scorso campionato. Non c’era Ljajic e al suo posto giocava l’argentino… Sarà solo un caso? 😉

          • Ciao Gasperino, hai pienamente ragione.

            Ma qui ci sono dei Fratelli che non hanno ancora capito che il vater serbo li “brucia” i Giovani perchè, oltre a non capire un cazzo di calcio, oltre a farli svendere o a farli andare in prestito gratuito ad altre squadre dove scaldano sistematicamente la panchina, oltre a stargli sul cazzo, a utilizzarli con il contagocce in ruoli non propri o a far loro scaldare la panchina poichè non sono suoi pupilli, non capisce nemmeno un cazzo su come si “alleva e prepara”, durante la settimana, un Giovane, utilizzando le giuste tecnche fisiche e psicologiche, nonchè utilizzando i giocatori più scafati e con più esperienza come “chiocce” o “navi scuola”, in modo tale da poter imparare malizie e tecniche, al fine di maturare gradualmente mettendo a frutto i loro buoni e giusti insegnamenti.

            …e appena il vater serbo li “butta in campo” come carne da macello (vedi Sadiq), pretenderebbe da loro la luna, le stelle, e le galassie del cosmo, salvo poi sputtanarli pubblicamente e relegarli in tribuna perchè “non sono all’altezza o non sono come lui se li aspettava” (che cazzo vuol dire questa affermazione, lo sa soltanto lui).

            E’ meglio che stiano tranquilli e sereni sinchè il vater serbo è l’allenatore; almeno, quando bracciamozze si deciderà a cacciarlo a calci nel culo e a spedirlo in Cina, chi verrà al suo posto (sperando non sia della stessa forza di chi lo ha preceduto) potra prenderli con sè e costruire il loro futuro.

            Certamente, magari qualcuno di loro non si rivelerà all’altezza e verrà ceduto, ma almeno avrà avuto le sue VERE chances per dimostrare il Suo valore, senza bruciarsi in partenza.

  3. E’ un allenatore mediocre che crea minusvalenze in quanto non in grado di programmare. L’errore è stato prenderlo ma arrivati a questo punto vale la pena fargli finire la stagione nonostante il “non gioco del calcio” e poi a fine anno in ogni caso mandarlo via. L’importante è che il prossimo sia bravo ed in grado di valorizzare i giovani, di quelli appetibili sul mercato che potrebbero venire da noi vanno presi in considerazione Maran e Donadoni.

  4. Non si sa proprio di che parlare, aspettiamo le 4 partite e poi si parlerà, tanto anche se facessimo due pareggi le prossime e due sconfitte le altre vogliamo ancora parlare di europa? E a quel punto perchè cairo dovrebbe pagarsi due allenatori per un obiettivo che non si riesce a raggiungere, mica scemo è…
    L’unica è tifare i ragazzi e ahimè Miha che riescano a trovare una quadra e facciano un resto di stagione all’altezza delle aspettative

  5. Cronache di un fallimento annunciato,squadra mal costruita ,molle e mal guidata,dopo questo ciclo di 4 partite se va bene saremo al decimo posto Si chiami un traghettatore tipo Reja sino a giugno ,poi si faccia piazza pulita anche dei giocatori e si riparta con un vero allenatore e un direttore sportivo diverso.

  6. Ma uno che preferisce Niang a Zapata , con un D.G e un Presidente che gli dicono bravo…..dove dovrebbe andare?
    Ps: Nel mio piccolo ho cercato in tutti i forum di caldeggiare l’arrivo di Duvan Zapata…..

    • Zapata era stato richiesto in passato anche da Ventura ma il napoli voleva in cambio maksimovich, quest’anno il napoli voleva un forte sconto su maksimovich per darci zapata ma giustamente non abbiamo accettato così il napoli ha deciso di venderlo alla samp. Quello di cui non mi capacito è come è possibile spendere 15 mln per un giocatore come niang solo mihajlovich poteva farci spendere 4/mln per de silvestri e 15 mln per niang.