Nkoulou, gol contro la Spal ma non solo: il Torino (ri) scopre un leader

Nkoulou, avvio nel segno della continuità: il Toro (ri)scopre un leader

di Francesco Vittonetto - 6 Settembre 2018

Per Nicolas Nkoulou è stato un avvio di campionato in continuità con la passata stagione: e, contro la Spal, il gol ha incensato una prova maiuscola

E chi lo ferma, Nkoulou? C’è chi lo guarda incredulo, come Djourou, chi esulta con lui (e forse più di lui) come se il gol portasse la sua firma, come Belotti. Sono i frame della massima gioia, quella di chi con un guizzo ha deciso una serata estenuante e bagnata, rimasta umida, ma decisamente più esaltante, dopo la sua prodezza. La scena se l’è presa ancora Nicolas, in Torino-Spal, come se nulla fosse cambiato rispetto ad un anno fa. Terzo tempo perfetto, stacco imperioso: un paio di secondi solo per arrivare a correre con il dito alzato verso il cielo, con un sorriso a trentadue denti tra le urla festanti di uno stadio intero. Come se nulla fosse cambiato, dicevamo. D’altronde, è forse questo il pregio che è risultato più proficuo per tutto il Toro: la costanza di rendimento. Quella che in 41 partite di Serie A, tra la passata stagione e l’avvio di quella corrente, gli ha fatto perdere solo 116’. Un’inezia.

Nkoulou al centro del Torino: per Mazzarri è imprescindibile

Con l’addio di Burdisso, Mazzarri lo ha spostato al centro della difesa a tre, trovando da subito ottime risposte da parte dell’ex Lione che in fondo al centro della squadra, in termini di leadership, lo è stato fin da subito. Fin da quando, superato lo scetticismo di molti, si era conquistato l’affetto di tutti, diventando l’MVP della stagione granata. Contro Roma e Spal si è visto il centrale insuperabile delle giornate migliori, contro l’Inter è arrivato qualche errore di troppo, ma il primo tempo decisamente sotto ritmo di tutta la squadra non lo ha aiutato.

Nkoulou, gol alla Spal ma non solo: l’avvio di campionato è positivo

Dopo le prime tre gare, insomma, il bilancio non può che essere positivo. Classe e sicurezza sono immutate, e in più c’è forse un briciolo di maggiore consapevolezza. Quella che ha rinsaldato il suo ruolo di colonna del gruppo anche all’interno dello spogliatoio: non è un caso, allora, se i nuovi come Aina o Meité è a lui che si sono affidati fin dai primi giorni al Filadelfia. Certezza dentro e fuori dal campo. Senza manie di protagonismo, però, ed è forse questo che gli permette di continuare a stupire.