Al Grande Torino presentata l’iniziativa “Prendiamo a calci la malattia, vinciamo la Coppa”, in collaborazione tra Toro, Regina Margherita e Casa Ugi

Conferenza stampa di presentazione, allo stadio Grande Torino, dell’iniziativa “Prendiamo a calci la malattia, vinciamo la coppa”, in collaborazione con l’Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Regina Margherita e con Casa Ugi. Ad aprire la conferenza stampa, alla quale oltre ad Emiliano Moretti per il Toro sono presenti in sala anche il tecnico granata Walter Mazzarri e il terzino Lorenzo De Silvestri, è il direttore operativo del Toro, Alberto Barile. “Mi preme ovviamente portare il saluto del presidente Cairo che ha sposato da subito il progetto, eravamo a Bormio quando ne parlammo per la prima volta con lui e con Emiliano Moretti. Lo sport, il calcio, è uno strumento di aggregazione sociale ma proprio per questo ha una responsabilità sociale. Da anni abbiamo sposato il progetto, sono una Onlus molto presente sul territorio. Inoltre abbiamo appoggiato il Torino FD, siamo orgogliosi che sia un progetto di grande crescita”.

Torino e Regina Margherita: la squadra 100%, con i bambini guariti

A prendere la parola per spiegare il progetto con il Toro è il direttore del reparto del Regina Margherita, la dottoressa Fagioli: “Abbiamo due partner importanti, e li ringrazio. Ogni anno 2000 bambini si ammalano di tumore e noi ne prendiamo incarico ogni anno un 10%. Vuol dire iniziare un percorso complesso con loro e con le famiglie. Si va da 1 a 2 anni di terapie, a seconda delle patologie. Ogni tumore ha diverse possibilità di guarigione: oggi si può guarire da malattie da cui una volta non era possibile”.

“Ci sono forme particolari di leucemie che prima portavano al 10% di guarigione, oggi al 90%. La squadra si chiama 100%, che vuol dire 100% guariti. Lasciamo correre questi ragazzi per l’attività che più piace. I ragazzi hanno subito delle limitazioni in passato ma noi vogliamo arrivare al percorso di guarigione totale”. 

Casa Ugi: nasce Ugi 2

Prende la parola il direttore di Casa Ugi, il professor Pira: “La partnership col Toro significa tantissimo per Casa Ugi. Stiamo lavorando a quello che succede dopo il periodo della malattia, quando si va verso la guarigione. Io sono presidente dell’Ugi ma sono un medico del lavoro. A Casa Ugi abbiamo 22 alloggi a disposizione delle famiglie nell’attesa o del trapianto o nel corso delle cure dei bambini. Assistiamo a tutto tondo queste famiglie, anche per piccole esigenze. Posso annunciare che nascerà una seconda sede, Ugi 2, che potrà spostare lì tutte le iniziative che non sono strettamente legate alla malattia. Ad esempio si può pensare a dei laboratori per l’inserimento nel mondo del lavoro”. 

“Noi siamo felici di far vedere la nostra casa, chi entra non può rimanere permeato dall’atmosfera. Si vive una grande sofferenza ma in una grande serenità”, ha aggiunto il direttore.


Parigini brilla in azzurro: segnale per Mazzarri

Lukic contro la Lituania, chance con la Serbia per prendersi il Toro