Continuità tattica e nuova energia: Palladino riporta l’Atalanta sui suoi livelli
All’inizio della stagione 2025/26 l’Atalanta era chiamata a una scelta cruciale per il proprio futuro. Dopo nove anni con Gian Piero Gasperini in panchina, culminati nel punto più alto della storia del club con la conquista dell’Europa League, il vuoto lasciato dal tecnico di Grugliasco imponeva una decisione netta: proseguire nel solco della continuità o intraprendere una strada di rottura.
La famiglia Percassi, dopo anni di programmazione e scelte vincenti, ha inizialmente optato per una soluzione prudente, affidando la panchina a Ivan Juric. Tuttavia, le sole due vittorie nelle prime undici giornate hanno rapidamente messo in discussione la scelta, portando la dirigenza a tornare sui propri passi.
A Juric è subentrato Raffaele Palladino, allenatore giovane e grintoso, che dal suo arrivo ha saputo ridare smalto alla Dea, riportandola su livelli più consoni al suo recente passato. Cinque vittorie in otto partite raccontano solo in parte l’impatto di Palladino: è soprattutto la percezione a essere cambiata.
Il tecnico ha saputo portare nuova linfa, restando in continuità con l’impianto tattico degli ultimi anni, ma restituendo fiducia e aggressività a una squadra che stava progressivamente smarrendo quei tratti che l’hanno resa riconoscibile nell’ultimo decennio.
L’atalanta ritrova Scamacca e prestazioni convincenti
I successi contro Bologna e Atalanta, uniti alla prestazione combattuta contro l’Inter nonostante la sconfitta, hanno riportato la Dea al centro della scena. Palladino non ha rinunciato al 3-4-2-1 e, anche in assenza di Lookman, sta trovando soluzioni efficaci.
Ha innanzitutto restituito centralità a Scamacca, spesso trascurato da Juric, che prediligeva un’alternanza con Krstovic. Il centravanti italiano sta rispondendo presente, con prestazioni di spessore.
La duttilità di Zalewski e le noie muscolari in difesa
Sulla corsia sinistra ha lanciato Bernasconi, ormai titolare fisso, mentre Zalewski si è affermato come autentico jolly: grande corsa per agire da esterno a tutta fascia, ma anche qualità tecnica per muoversi alle spalle della punta, come visto nelle ultime uscite.
Se De Roon ed Ederson restano i motori e i polmoni della squadra, le principali criticità sembrano emergere in difesa, dove l’alternanza è costante a causa dei problemi fisici di Kolasinac e Scalvini, spesso indisponibili. Nonostante un leggero ritardo in classifica rispetto alla zona Europa, l’Atalanta dà però oggi l’impressione di essere tornata sui suoi livelli.

ma come? non era tutto finito con l’addio di gasperini?
poveri cairoti…quanta me.rda vi farà mangiare ancora l’atalanta.