Ad Anfield, il Torino ha patito soprattutto in mezzo al campo. Troppi errori per Rincon, anonima la prova di Baselli, Meité si nota solo a sprazzi

Misurarsi con sfide più ardue è proficuo, soprattutto quando poco c’è da perdere a livello di risultato. E così il Torino, da Anfield, si porterà dietro diversi spunti su cui riflettere in vista delle prime gare ufficiali. Tanto, il materiale che Mazzarri avrà ricavato dai 90’ di Liverpool. Si prospettano le consuete notti insonni, per il tecnico granata, di analisi meticolosa di ciò che è andato e cosa no nell’amichevole contro i Reds. E punto di partenza potrebbe essere la prestazione della mediana granata, decisamente al di sotto delle aspettative. La cerniera ad oggi designata come titolare, Baselli-Rincon-Meité, ha deluso, al cospetto del muscolare centrocampo di Klopp, evidenziando come ancora ci sia da lavorare per oliare a dovere movimenti e intesa.

Torino, Rincon: pesa l’errore che ha portato al rigore

“Loro hanno un impatto fisico pazzesco, non ti fanno giocare”, ha confermato Mazzarri nel dopogara, dando una giustificazione alla prova non del tutto convincente del reparto. Perché rari sono stati i frangenti nei quali il Toro ha potuto mantenere il pallino del gioco nella zona nevralgica del campo. E spesso sono derivati essenzialmente da piccole pause necessarie che i muscolari Keita, Wijnaldum e Fabinho si sono concessi nella loro costante azione di pressing. Ma dove finiscono i meriti dei padroni di casa, iniziano i demeriti dei singoli. Rincon, ad esempio, è andato incontro a diversi errori, tanto nell’impostazione della manovra, quanto nella protezione della palla. Esemplificativa la distrazione sulla trequarti difensiva che ha poi portato al generoso rigore concesso da Oliver: un pallone perso che ha rischiato di diventare fatale.

Baselli e Meité, tra anonimato e intermittenza

Rivedibile anche la prova di Baselli, decisamente oscurato dal dominio dei Reds. L’8 granata ha vissuto una notte di anonimato: non a suo agio nel lavoro puramente di copertura, quasi mai in grado di proporre i suoi consueti inserimenti davanti. Discorso simile per Meité. Il francese ha fatto certamente qualcosa in più rispetto al compagno di reparto – d’altronde la sua fisicità lo agevolava in un contesto aspro come quello di Anfield -, ma si è fatto notare solamente a sprazzi. Troppo poco, per confermare quanto di buono mostrato contro Nizza e Chape. “Nell’ultima settimana prima del campionato faremo l’ultimo rodaggio sia dal punto di vista fisico che sulla velocità pura”, ha rassicurato Mazzarri, che non ha voluto caricare di pressioni i giocatori del reparto, dai quali chiaramente ci si aspetta una crescita. La mediana del Toro, infatti, necessita di trovare brillantezza. E le prossime due settimane saranno molto importanti in tal senso.


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rizzoli
rizzoli
3 anni fa

Ljaic imprescindibile nel nostro centrocampo come sul finire dello scorso campionato… e in rosa nessuno lo può sostituire.
Perché non provare un centrocampo con Meité nel ruolo di Rincon insieme a Baselli e Lukic? più fosforo e piedi buoni.

tmatteo64
tmatteo64
3 anni fa

Mah a me sembra che dai discorsi che fate i tre davanti vadano bene per un solo modulo. L’anno scorso qualcuno diceva che con Ljaic dietro Belotti non rendeva al meglio. Io ieri i problemi maggiori li ho visti sulle fasce. Berenguer si impegna molto ma non so se ha… Leggi il resto »

Viaggiatore
Viaggiatore
3 anni fa
Reply to  tmatteo64

E’ Mazzarri stesso, solo lui, che pensa che non possano giocare insieme Belotti Iago e Ljajic. Possibile che non sia ancora chiaro chi è che non cambia idea…?

tmatteo64
tmatteo64
3 anni fa
Reply to  Viaggiatore

Per me potrebbero anche giocare due alla volta o in tre nelle partite più alla portata. E abbiamo già visto l’anno scorso che contro squadre forti non so se possiamo permetterci iago e Ljaic entrambi in campo

Viaggiatore
Viaggiatore
3 anni fa
Reply to  tmatteo64

L’anno scorso con loro abbiamo vinto a Napoli e abbiamo ricominciato a vincere dopo l’esperimento fallito del 3-5-2.
Sec non è abbastanza chiaro, il credo mazzarriano vuole la cessione di uno tra Iago e Ljajic per far posto ad attaccanti di peso tipo Zaza più adatti nel 3-5-2 fisso.

Vanni(CAIROVATTENE IN BELIZE)
Vanni(CAIROVATTENE IN BELIZE)
3 anni fa
Reply to  tmatteo64

Il problema è che ne Iago ne Ljajic sono seconde punte. Ricordate che le altre squadre hanno almeno 2 centrali . Il Gallo è abituato e se non ne ha 2 sopra qualcosa fa; loro 2 con marcatore vero non hanno il fisico per fare a spallate .Come subentranti chi… Leggi il resto »

T
T
3 anni fa

E’ una cosa assolutamente curiosa. Da anni abbiamo nel centrocampo la nostra punta di diamante, coriaceo quando c’è da difendere, e rapido e pieno di inventiva quando c’è da attaccare. L’anno scorso poi ha raggiunto la perfezione. Bastava al massimo un piccolo innesto in panchina. Avevamo un sorprendente Rincon, un… Leggi il resto »

Vanni(CAIROVATTENE IN BELIZE)
Vanni(CAIROVATTENE IN BELIZE)
3 anni fa
Reply to  T

Ma no ora abbiamo il Meite di turno che ci fa fare il salto di livello, direttamente alla CL senza passare il primo turno.
Con questo modulo e questi uomini atterreremo già alla seconda o terza partita.
E li a chiedersi: colpa di Cairo, Mazzarri o definitivamente di Sinisa?

Coppa Italia, Torino-Cosenza domenica alle 20:45: diretta Rai

Il Toro e la mano di Mazzarri: “Cambi di gioco? Ci lavoriamo tanto”