Mazzarri è alla ricerca dell’equilibrio giusto per far quadrare il suo Torino: Ljajic è stato ad oggi in dualismo con Falque. Per il futuro si studiano le alternative

Premessa: Adem Ljajic è una risorsa preziosa, per Mazzarri e tutto il Torino. Lo ha dimostrato il finale della passata stagione, nel quale il serbo si è riscoperto trascinatore tattico e tecnico dell’undici granata. Detto ciò, è evidente che i preparativi per la nuova annata debbano ancora prendere definitivamente il volo. Il fantasista di Novi Pazar è rientrato da poco al Filadelfia, dopo aver goduto delle doverose vacanze post-Mondiale, e nelle due amichevoli contro Nizza e Chapecoense ha accumulato i primi scampoli di partita senza mai partire dal primo minuto. Questione di forma fisica, innanzitutto. Ma anche di una collocazione tattica che, al momento, appare ancora da studiare a fondo.

Torino, Ljajic-Falque: contro Nizza e Chape i due si sono alternati

Non esiste un problema Ljajic, sia chiaro. Se mai, appunto, WM è alla ricerca di una soluzione che possa fare del suo numero 10 l’imprevedibile mossa tattica in grado di spaccare le partite. Quella di pura e semplice alternativa a Falque nel 3-5-2, come è stato fin qui, non appare soluzione troppo percorribile. Se non altro perché l’ex Inter mal digerirebbe un minutaggio risicato, soprattutto alla luce del contributo offerto alla causa nel corso dell’ultima (travagliata) stagione. Eppure, tanto contro i francesi quanto contro la Chape, Ljajic ha sostituito proprio lo spagnolo, andando a svolgere, con i dovuti distinguo dati dalle caratteristiche individuali, il ruolo di spalla della prima punta (Belotti o Edera).

Ljajic, Mazzarri studia l’equilibrio giusto

Le alternative sono al vaglio dello staff tecnico. A partire da quella che prevede la coesistenza del serbo e di Iago, liberi di svariare alle spalle del Gallo, o l’arretramento di Ljajic sulla mezzala. Molto si giocherà sul filo degli equilibri, quelli faticosamente costruiti tra il ritiro di Bormio e questi giorni di lavoro torinese. La certezza, però, è che le motivazioni del serbo sulla sua permanenza a Torino sono alle stelle: l’ipotesi di un addio è stata solo remotamente presa in considerazione (ci fu lo Sporting Lisbona, per esempio). Non così dal club granata che, soprattutto nelle prime settimane di mercato, aveva ascoltato le proposte in arrivo per lui, senza trovare però l’offerta giusta per convincersi a salutarlo. Ora, il quadro sembra essersi stabilizzato, con il serbo nuovamente al centro del progetto. Toccherà solo trovare il giusto compromesso tattico per far quadrare il tutto. La palla, dunque, è tra i piedi di Mazzarri: tra Liverpool e la Coppa Italia sono attese novità.


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Ultra
Ultra
3 anni fa

Non esiste un problema…si è messo sul mercato da solo…non esiste un problema…per giocare bisogna trovare “equilibrio”…diciamo che ad oggi, non ha ricevuto nessuna offerta concreta…quindi resta…seduto in panchina…vederlo partire titolare nel 3-4-2-1 (con due terzini a centrocampo, Iago largo e lui dietro Belotti) è un miraggio!

Alberto (Nge)
Alberto (Nge)
3 anni fa

Secondo me uno dei due partirà x far posto a Zaza / Balotelli o simili. In alternativa resteranno alternandosi nel 3-5-2 o insieme nel 4-3-3. Credo che sia più o meno questa l’idea di partenza. IMO

Viaggiatore
Viaggiatore
3 anni fa

Diamo il 10 a Ljajic e il 7 a Iago, solo loro anno numeri di alta scuola.
Metterli in panca non ha senso, perché loro hanno ben altri meriti piuttosto che i compagni da 2 anni.

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