L’andata in panchina, il possibile addio a gennaio. Dall’Inter in poi Izzo si è ripreso il Toro. Non ha mollato e merita la sufficienza

Più mesi da separato in casa per Armando Izzo che da uomo di fiducia di Ivan Juric. Il difensore napoletano era sul punto di lasciare una volta per tutte Torino. Vuoi lo scarso rendimento dall’addio di Mazzarri in poi o l’ingaggio pesante che percepirà fino al 2024, Izzo era diventato un personaggio scomodo nell’ambiente granata. La sua partenza a gennaio era più che scontata ed entrambe le parti, pur con dispiacere, se ne sarebbero fatte una ragione. Armando Izzo nel girone di andata ha disputato le prime due uscite del nuovo Toro di Juric. Nell’esordio con l’Atalanta ha calcato il terreno dell’Olimpico-Grande Torino per l’ultimo quarto d’ora di gioco, giusto in tempo per perdere il duello nel corpo a corpo con Pasalic che, da terra, avrebbe poi servito l’assist vincente per il gol beffa a firma di Piccoli. Juric lo manda in campo anche per la gara del Franchi a Firenze, premiandolo persino con la titolarità. Il Toro gioca una delle più brutte partite della stagione e da quel momento sparisce dai radar.

Torino: a gennaio Izzo era sul mercato

Le partite appena successive le salta per un infortunio al polpaccio, poi panchine su panchine. Il loop trova delle sue interruzioni a La Spezia per gli ultimi cinque di gioco e il sessanta secondi concessigli nella gara interna con l’Empoli. Nel mercato di gennaio il numero 5 è tornato sul mercato con il Cagliari di Walter Mazzarri in prima fila per acquistarlo. Il suo trasferimento nell’isola dei quattro mori non è però andato a buon fine per via della mancata cessione di Ceppitelli (di cui Izzo avrebbe preso il posto). Alla chiusa del mercato invernale, Izzo è ancora un giocatore del Toro. Nei primi due mesi del nuovo anno non disputa neanche un minuto. Nel posticipo della 29^ giornata contro l’Inter, quando ormai siamo a marzo inoltrato,  è ancora destinato alla panchina. Juric schiera il terzetto Buongiorno, Djidji e al centro Bremer. Quest’ultimo firma un’altra perla di una stagione perfetta con il gol del vantaggio della prima frazione.

Nel secondo tempo Juric si ritrova costretto a un cambio forzato. Djidji deve lasciare il campo per infortunio ad Armando Izzo. Il napoletano non gioca da inizio dicembre, ma non sembra. E’ concentrato, si cala bene nella parte e deve prendersela soltanto con un Handanovic mostruosamente reattivo se da un calcio d’angolo non riesce a ribadire in rete un’incornata che sa dei giorni migliori. Prestazione che convince chi a occhio nudo non può seguire la squadra tutti gli allenamenti, figuriamoci Ivan Juric. Il tecnico, nella successiva uscita di Genova, lo schiera titolare anche per via dell’indisponibilità di Djidji. Izzo, nel suo vecchio stadio, ha il merito di far espellere Ostigard, ma combina un guaio con la complicità di Berisha sul gol che regala la vittoria al Grifone.

Che intervento su Insigne!

Gioca dal primo minuto anche a Salerno, col Milan entra dalla panchina, ma a Roma con la Lazio è di nuovo tra i titolari. Nel secondo tempo deve uscire per infortunio e non ci sarà per le due gare successive, ma ormai è chiaro come la sua rilevanza all’interno del gruppo cresca di partita in partita. In casa col Napoli ritorna nell’undici iniziale. Un suo errore in marcatura su Mertens causa il rigore che Berisha parerà a Insigne, ma è proprio riconcorrendo l’ex capitano azzurro che si immolerà nell’intervento più bello e complicato della sua stagione, chiudendogli in scivolata lo specchio della porta, quando ormai sembrava un altro testa a testa tra Insigne e Berisha. Un finale in crescendo che culmina con la trasferta di Verona in cui gioca un’altra partita gagliarda, prima di lasciare il posto a Djidji.

Izzo: da separato in casa a titolare, il suo percorso è da 6

La stagione di Armando Izzo è alquanto controversa. Fantasma fino a primavera, giocatore di grande peso nel finale di stagione. 11 presenze su 38 a disposizione. Un bottino piuttosto misero, anche perché tra queste figurano match in cui non supera la doppia cifra di minuti giocati. Il suo merito è comunque quello di averci sempre creduto. Si è impegnato e quando è stato chiamato in causa ha creato qualche grattacapo a Juric nella scelta della formazione. Andando a ritroso, dando uno sguardo a dove è partito, non può che ritenersi soddisfatto. La sua è una sufficienza meritata sia per aver ritrovato una dignità come atleta, ma soprattutto come uomo di spogliatoio. Il suo è chiaramente un esempio positivo di come non esistano porte sbarrate all’infinito.

Voto: 6

Armando Izzo
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ultimo aggiornamento: 27-05-2022


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Filippo Bull
Filippo Bull
1 mese fa

Cmq si è comportato da professionista vero,ha giocato poco,nn ha rotto le pa##e ma quando è stato fatto giocare ha fatto il suo cn impegno,nn giocando da scazzato come faceva ad esempio il nuovo fenomeno di Salerno🤦‍♂️🤦‍♂️🤦‍♂️🤦‍♂️🤦‍♂️

Troposfera Granata
Troposfera Granata
1 mese fa

E’ della vecchia guardia e ha uno stipendio alto. Per me va venduto. Bisogna svecchiare, cambiare le dinamiche dello spogliatoio e ridurre i costi. Djidji e Zima a dx, Buongiorno e Zima in centro, Rodriguez e Buongiorno a sx. Bisogna aggiungere due buone alternative e stop.

T9
T9
1 mese fa

Più Lukic che dove lo metti sta 😀

Jones
Jones
1 mese fa

storia strana quella dell’ultimo anno,sicurmente non un giocatore finito,voto giusto

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