Juric gli farebbe un monumento, ma a limitarlo sono le gare che ha saltato per problemi fisici. L’annata va oltre la sufficienza

Ivan Juric, all’avvicinarsi dell’inizio della stagione appena conclusa, lamentava una pesante assenza all’interno della propria rosa. “Ci manca qualità” asseriva il tecnico, che già nei suoi piani aveva individuato quale fosse il giocatore ideale per sopperire a un deficit non da poco nell’economia di un organico. Dennis Praet era il prescelto e Vagnati lo ha accontentato, sempre con un po’ di pathos, col dubbio fino alla fine che l’operazione potesse sfumare. Il 31 agosto il belga invece diventa un giocatore del Torino e dodici giorni più tardi esordisce in granata nel poker sulla Salernitana. La volta dopo è già titolare, sulla trequarti, al servizio di Sanabria.

Gli infortuni e le magie

Al Mapei anche le prime avvisaglie del suo limite più grande, cioè il rapporto duraturo con gli infortuni. Salta quattro incontri e si rivede in campo nel match casalingo col Genoa, in cui serve l’assist per il gol che di fatto consegna la vittoria al Toro. Una giocata la sua esplicativa per intelligenza tattica e tecnica. Lukic lo serve all’altezza della fascia destra, poco di un là della linea di centrocampo. Praet è spalle alla porta e con una finta di corpo si libera del marcatore. Quasi scivola, ma riesce a mantenere il controllo del pallone. Può agire indisturbato a tutta velocità. Una volta entrato in area premia il taglio verso la porta di Brekalo che deve soltanto appoggiare in rete. L’esultanza quasi rabbiosa nel primo piano dedicato a lui dalla regia della Lega Serie A. A scuotere le braccia, prima di venire assalito dall’abbraccio affettuoso di Vojvoda. E’ già il suo Toro.

Due gol contro la Samp

Sempre in casa e sempre contro una genovese, trova la prima rete in granata. Apre le marcature poco dopo il quarto d’ora di gioco. Tutto scaturito da una bella combinazione Sanabria-Linetty. Il polacco che offre un cioccolatino al belga, il quale prima staziona sulla mezzaluna dell’area di rigore, poi sul filtrante di Sanabria per la corsa verso il fondo di Linetty, non va ad attaccare il primo palo e a prendere posizione sul difensore. Rimane dietro. Il difensore, sul cross di Linetty, riesce prima a smorzargliela in scivolata. Resta però piantato a terra e Praet può spingere tranquillamente in rete il pallone a porta vuota.

Per Juric è inamovibile. Comincia il 2022 disputando quattro incontri, impreziositi anche dal suo secondo e ultimo gol. La sua vittima è ancora la Sampdoria, quasi come se si divertisse a dare un calcio al passato. Lukic alza un cross sul bordo mancino dell’area di rigore. Praet è già in area, parte arretrato ma a marcarlo non c’è nessuno. Rincon, già in veste blucerchiata, si accorge dell’ex compagno che, nel frattempo, si prepara per la torsione con cui indirizza il pallone di testa sul secondo palo: Falcone si distende, ma è tutto inutile.

Il ritorno in tempi record

Prima della gara con il Venezia si infortuna al piede. Viene operato e la stagione appare giunta prematuramente ai titoli di coda. Con tanta dedizione riesce però a figurare tra i convocati delle ultime sei uscite. Appena è disponibile, Juric non se ne priva. Nessuno gli garantisce quell’equilibrio tra centrocampo e attacco. La sua assenza si è rivelata un fattore negativo nel periodo di peggiore forma della stagione dei granata, in cui Juric ha bocciato definitivamente Pjaca e, per provare a sopperire alla mancanza del belga, si è dovuto inventare Pobega trequartista, senza per altro pentirsi dell’intuizione. Nel pirotecnico 4-4 con l’Atalanta riesce pure ad offrire un assist per l’immediato 0-1 di Sanabria. Singo lo lancia in profondità con un lungolinea sull’out mancino. Praet ingaggia un corpo a corpo con Djimsiti. L’albanese scivola e il belga è tutto solo. Alza la testa e vede il movimento verso la porta di Sanabria che, schiacciato nel sandwich di Palomino e Scalvini, sfrutta al meglio la palla rasoterra del compagno per indirizzare in rete.

23 presenze, 2 gol e 2 assist. Numeri poco esplicativi nel raccontare l’importanza di Praet nelle rotazioni di Ivan Juric. Forse è quello delle gare giocate a destabilizzare maggiormente e, molto probabilmente, a rendere ancora tutto l’ambiente granata incerto sulla permanenza. Il fisico propenso a infortuni lo penalizza, ma valutando quello che ha offerto in campo non si può non essere soddisfatti. La sua stagione è più che sufficiente e merita un 7.

Voto: 7

Dennis
Dennis Praet of Torino FC in action during the Serie A football match between Atalanta BC and Torino FC.
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ultimo aggiornamento: 05-06-2022


3 Commenti
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Scimmionelli
Scimmionelli
6 mesi fa

Un altro (oltre a Pjaca e Mandragora) che per precarieta’ fisica non vale i soldi del riscatto. Pero’, se da Leicester sono disposti ad allungare il prestito con un riscatto a cifre piu’ abbordabili, se ne puo’ parlare, eccome.

ardi06
ardi06
6 mesi fa

L’ultimo lungo infortunio non c’entra nulla col fisico però. Credo che se iniziasse la preparazione da subito ci sarebbero ottime possibilità che non abbia problemi muscolare più importanti di un giocatore con un fisico normale

Filippo Bull
Filippo Bull
6 mesi fa

Ho notato che mister Juric ha speso solo x lui belle parole,quindi i nn riscatti di Brekalo è Mandragora,credo, su segnalazione del grande Ivan💪💪💪💪 la nostra unica speranza sempre che il grande capo lo ascolti………

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