Ricardo Rodriguez, difensore del Torino, si racconta in una intervista alla tv ufficiale del Torino

Alla tv ufficiale del Torino si è raccontato Ricardo Rodriguez: lo svizzero è alla sua seconda stagione granata e con Juric è tra i titolarissimi. Dagli esordi al privato, il difensore si è raccontato: “Quando avevo 3 o 4 anni ho iniziato a giocare a calcio, tiravo la palla per casa e ho rotto un bel po’ di cose. Giocavo con i miei fratelli, Roberto e Francisco, che anche loro sono calciatori. Anche mio papà giocava a calcio, ma non ad alti livelli, lui però amava il calcio e ci ha trasmesso la passione”, ha spiegato. “Sono nato con un’ernia diaframmatica, a 13 anni sono stato operato due volte in pochi giorni per un blocco intestinale. Sono stato a lungo in ospedale e ho visto anche tanta gente che stava molto più male. In quel periodo c’era sempre mia mamma al mio fianco. Queste cose le ho volute raccontare anche in un libro per dare la speranza anche a chi magari non sta bene di inseguire i propri sogni. Dopo ho voluto solo fare sport, non mi piaceva andare a scuola, da bambino ho fatto anche parecchi casini a scuola. Se potessi tornare indietro mi impegnerai di più e cercherai di imparare meglio l’inglese perché non lo parlo tanto. Parlo italiano, spagnolo e tedesco”.

Rodriguez, la storia del tatuaggio con la preghiera in italiano

“Ho diversi tatuaggi, tra questi ne ho uno con Madonna con una preghiera in italiano. Quando ero piccolo e stavo male mi zio mi ha regalato un santino con la Madonna con questa preghiera in italiano e per questo a 18 anni ho voluto tatuarmelo sul braccio. Sono credente anche se non sono molto praticante”, ha detto a proposito della sua fede.

Il legame con la famiglia

“Fin da piccolo ho sempre saputo che avrei fatto il calciatore, certo ci vuole anche un po’ di fortuna e una famiglia che ti aiuta. Ho sempre giocato difensore. I ricordi più belli legati al calcio? Quando con la Svizzera ho vinto il Mondiale Under 17. Poi ce ne sono tanti altri. Sono molto legato alla mia famiglia, purtroppo mia mamma non c’è più ma penso tutti i giorni a lei. Avevamo un rapporto bellissimo”.

La vita da calciatore: Zurigo, Milano, Eindhoven, Torino

“In Italia i tifosi sono più calorosi che all’estero. Il Toro? Sento che i tifosi sono sempre più dalla nostra parte. Questo ci dà forza, stiamo facendo bene anche se ci mancano dei punti. Non possiamo sempre perderne altri”.

“Il quartiere dove sono cresciuto a Zurigo era bello, internazionale, si poteva uscire con gli amici. Poi ho vissuto a Wolfsburg, in Germania, li faceva sempre freddo. A Milano era tutto diverso, faceva caldo, la gente è più aperta. A Eindhoven era un po’ come in Germania. A Torino mi trovo benissimo, abito in centro, mi piace la città ma anche la collina. Mi piace il clima che c’è”.

La vita dopo il calcio

“Quando sono in vacanza mi piace andare nei posti dove posso stare tranquillo, che si mangi bene e dove ci sia magari anche il mare. Dopo il calcio non so ancora cosa farò, vorrei viaggiare, magari andare in Sud America a visitare il Cile, il paese di mia mamma. Dove vivrò? A Zurigo vorrei avere una casa ma anche in un posto caldo, magari in Spagna. Mio padre è spagnolo. Ma una cosa importante che vorrei fare è essere un buon papà”, ha concluso.

Ricardo Rodriguez
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ultimo aggiornamento: 08-02-2022


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Jones
Jones
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