Il centravanti nigeriano è approdato a Torino dopo la poco fortunata esperienza a Bologna. Classe ‘97, è esploso nella Primavera dello Spezia

Si è presentato quasi a sorpresa ieri, al Filadelfia, Sadiq Umar Mesbah, ultimo acquisto del Torino. Prima ancora dell’ufficialità, il centravanti di proprietà della Roma ha voluto prendere subito contatto con la nuova realtà, allenandosi con la squadra di Mihajlovic a poche ore dal suo arrivo in città. Vent’anni, fisico mingherlino che gli garantisce una mobilità e una facilità di corsa inaspettate, visti i 192 centimetri d’altezza. Il colpo di testa e gli inserimenti nello spazio, i suoi punti di forza. Classe 1997, nativo di Kaduna, città di 1 milione e mezzo di abitanti situata nella Nigeria centro-settentrionale, l’attaccante è cresciuto calcisticamente nel Football College Abuja, accademia fondata dal patron dello Spezia Gabriele Volpi. E’ proprio la società ligure a portarlo in Italia, nel 2013. Problemi nel tesseramento costringono, però, gli spezzini a lasciarlo per una stagione alla Lavagnese, in Serie D, dove Sadiq accumula una sola presenza.

Nella stagione successiva arriva il passaggio allo Spezia. In Primavera fa sfracelli: 26 gol in 27 partite. La media realizzativa impressionante attira l’interesse della Roma che lo preleva in prestito oneroso con diritto di riscatto, per un costo totale di 3 milioni di euro: non proprio bruscolini, per un diciottenne. Un arrivo, quello nella capitale, legato a doppio filo a quello dell’amico e coetaneo Nura Abdullahi, di professione terzino, anche lui cresciuto nella scuola calcio Abuja. Due arrivi che incuriosiscono gli addetti ai lavori: grandi prospetti, si dice. Nura, però, verrà fermato da un problema cardiaco e solo nel maggio scorso è riuscito a tornare sul campo.

In giallorosso, stagione 2015-2016, il nigeriano esploderà definitivamente, almeno nei tornei giovanili: 12 gol nel campionato Primavera, 5 in Youth League, 2 in Coppa. Contestualmente arrivano le prime chiamate in prima squadra, allenata allora da Rudi Garcia. Contro il Genoa, il 20 dicembre 2015, Sadiq subentra a Salah all’82’, dopo l’espulsione di Dzeko: passano 7’ e arriva il primo gol, di testa, su cross di Vainqueur. Dopo la sosta natalizia si replica, questa volta in casa del Chievo: ancora 7’, questa volta dal calcio d’avvio, ed il numero 97 spinge in rete un cross basso di Gervinho, siglando il suo secondo gol in A. Poi Dzeko torna dalla squalifica, seguono tante panchine, qualche sfida ancora con la Primavera e, in estate, il passaggio in prestito al Bologna.

In Emilia, Sadiq non trova spazio. Chiuso da Destro e fermato da un infortunio alla caviglia, alla fine le presenze saranno solo 7, una sola dal 1’. Ieri, l’arrivo in granata, per dimostrare che il calcio dei grandi fa per lui. Il ruolo da vice Belotti non fa presumere un impiego continuativo, ma le occasioni per mettersi in mostra – anche considerando i pochi timori di Mihajlovic nel lanciare i giovani – non mancheranno. E tra tre giorni, a Bologna, sarà già la prima da ex.


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maroso (maldo)
maroso (maldo)
4 anni fa

Che delusione!! Per 18 milioni (che in cassa ci sono) bracciamozze & farispenti si sono lasciati sfuggire il cholito, che avrebbe anche potuto dare la plusvalenza cui tanto loro sono attaccati. Quindi scordiamoci che possano prendere Zapata. Come sempre non si fa nemmeno quello che si potrebbe fare.

andrepinga
andrepinga
4 anni fa

Concordo con tulliogritti.

sbarese
sbarese
4 anni fa

Vedremo… Anche io, pur scottato dai precedenti mercati cairoti, mi illudo che Mihajlović lo metta di fronte alle sue responsabilità e pretenda che venga presa, tra gli altri, una punta di riserva dal rendimento perlomeno discreto. A quel punto, Sadiq può andare bene. Io non lo conosco e il tipo… Leggi il resto »

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