29 dicembre 1940, nasce Nestor Combin - Toro.it

29 dicembre 1940, nasce Nestor Combin

di Fabio Milano - 29 Dicembre 2016

Attaccante dirompente, resta negli occhi di tutti i tifosi granata la sua tripletta alla Juve, la settimana successiva alla scomparsa di Gigi Meroni

Viso da pugile e fisico dirompente. Nestor Combin, classe 1940, dopo l’esordio poco più che diciannovenne con la maglia dell’Olympique Lione (con la quale disputerà cinque stagioni), approda in Italia nell’estate del 1964 prelevato dall’allora dirigente bianconero Giampiero Boniperti. Una sola stagione nella Juventus, dove conquista la coppa Italia 1964/65 segnando in totale nove reti ed una stagione al Varese, prima del suo approdo in granata; è il 1967. Il Toro, sulla cui panchina siede il “paron” Nereo Rocco, ha chiuso la stagione precedente al decimo posto e tra le sue fila militano campioni indiscussi come capitan Ferrini, Lido Vieri, Cesare Maldini ma soprattutto un giovane e talentuoso comasco, con il quale Nestor instaura da subito un legame particolare: quel ragazzo, tutto estro e fantasia, si chiama Gigi Meroni.

La prima stagione si conclude con un buon settimo posto, con il franco-argentino a segno per nove volte in ventisei gare disputate, ma è l’anno successivo che Combin si consacra definitivamente in maglia granata, segnando sedici reti tra campionato e coppa Italia (vinta dai granata) nell’anno in cui la “farfalla granata” vola in cielo, poche ore dopo la gara contro la Sampdoria: è il 15 ottobre del 1967.

Il calendario, ironia della sorte, propone per la domenica successiva il derby contro i cugini bianconeri. Combin prende la squadra per mano, e nel nome di Gigi scaraventa per ben tre volte il pallone alle spalle di Colombo, in una stracittadina dominata dal silenzio e dalle lacrime. Il poker sarà completato dal giovane Carelli, che segna la quarta rete indossando proprio la maglia numero sette, appartenuta fino a pochi giorni prima allo stesso Meroni.

Ancora un anno in granata, l’ultimo, decisamente sotto tono; nella stagione 68/69 infatti, quella del cambio in panchina tra Rocco e Mondino Fabbri, “la foudre” (così era soprannominato Combin) trova con sempre meno regolarità la via della rete, ed al termine della stagione lascia il Toro non ancora trentenne.

La sua carriera lo porterà a vincere ancora una coppa Intercontinentale con la maglia del Milan, al termine di una drammatica finale contro i connazionali dell’Estudiantes; Combin, considerato un “traditore” per aver scelto la nazionalità francese e per non aver svolto il servizio militare nel proprio paese, fu oggetto di una vera e propria caccia all’uomo, terminando la gara addirittura con naso e zigomi fratturati, regalando ai rossoneri la coppa a Buenos Aires.

Ma negli occhi di tutti i tifosi del Toro restano le immagini di quel derby, drammatico e meraviglioso, vinto nel nome di Gigi Meroni grazie alla sua indimenticabile tripletta.

1 Comment
più nuovi
più vecchi
Inline Feedbacks
View all comments
2fab66
2fab66
3 anni fa

Piccola nota a margine. Fabbri arrivò sulla panchina del Toro l’anno precedente di quello citato nell’articolo. e lo si vede anche dalle immagini del famoso derby….